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Epidemiologia/Letalità

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12 Ottobre 2020 - Covid-19

Risponde: Antonino Famà , Mediacal Science Liason. Infectious Deseases&Vaccines.

Il numero di ricoveri ospedalieri ha avuto una crescita esponenziale soprattutto nel primo periodo di circolazione del virus. Applicando le misure di contenimento c’è stato un costante decremento che perdura fino ai giorni nostri.

Leggi la trascrizione dell'intervista

Epidemiologia e letalità. Uno degli aspetti epidemiologici rilevanti che ha caratterizzati l’infezione da virus SARS-CoV-2 è stato il numero dei ricoveri ospedalieri per COVID-19 in Italia.

 

Questa diapositiva raffigura l’andamento dei ricoveri a partire dal 29 gennaio fino al 10 di giugno. Nella parte sinistra della diapositiva si può notare come la libera circolazione del virus nel territorio italiano, soprattutto nelle regioni del nord Italia quando ancora non era conosciuta la presenza del virus appunto in Italia, è caratterizzata da un aumento esponenziale dei ricoveri ospedalieri che ha determinato la decisione della chiusura collettiva, del cosiddetto “lockdown”.

 

Questa decisione è stata necessaria per ridurre il numero dei contagi e per dare un freno nella popolazione soprattutto all’accesso dei pazienti nelle strutture ospedaliere, in particolare anche nelle terapie intensive e rianimazioni.

 

Quindi l’ascesa dei ricoveri ospedalieri è proseguita anche due settimane oltre la chiusura collettiva e fortunatamente poi ha raggiunto un picco dal quale poi è evidente una fase di discesa, quindi frutto appunto di questa misura drastica che è stata intrapresa. Questa misura drastica ha consentito due riaperture: quella del 4 maggio e quella del 18 maggio, senza che si verificasse un’inversione di tendenza, quindi un nuovo aumento dei ricoveri ospedalieri.

 

Quindi il decremento lo si può osservare fino alla terza riapertura avvenuta il 4 giugno e fino ai giorni nostri, in cui il dato si conferma e si conferma anche il decremento dei casi attivi totali.

 

Questa epidemia cos’ha insegnato? Ha insegnato che un’epidemia senza misure di contenimento supera quelle che sono le capacità di risposta del Sistema Sanitario Nazionale. Purtroppo questa prima curva che si vede, questo picco che supera le capacità di risposta è stato dovuto al fatto appunto che il virus è circolato liberamente nella popolazione senza alcune misure appunto di prevenzione. Quindi a cosa servono le misure di prevenzione, l’isolamento sociale e i dispositivi di protezione servono a impedire il contagio o a diluire anche il contagio nel tempo, affinché il Sistema Sanitario Nazionale abbia la possibilità di dare la giusta assistenza a ciascun cittadino.

 

Questa diapositiva conforta anche su un altro fatto, cioè del numero dei tamponi positivi che vengono registrati giornalmente. Oggi la situazione è nettamente diversa rispetto all’inizio in cui si era giunti ad una percentuale di positività intorno al 45% anche complice il fatto che i tamponi venivano eseguiti sui pazienti esclusivamente sintomatici, ma comunque il dato di decremento nel tempo fino ai giorni nostri è assolutamente rassicurante.

 

Ecco, cosa abbiamo visto noi di questa malattia? Probabilmente abbiamo visto la punta dell’iceberg, cioè abbiamo visto purtroppo le morti, abbiamo visto i casi gravi che sono stati ricoverati in ambiente ospedaliero e abbiamo visto i casi che sono stati notificati, magari non ricoverati. Certo, non sappiamo le dimensioni, non conosciamo le dimensioni di questa malattia, perché mancano tutti i casi sintomatici che non sono stati diagnosticati e il grosso tema dei casi asintomatici, cioè di quelle persone che hanno acquisito il virus senza avere una sintomatologia specifica.

 

Quindi per parlare appunto di letalità, bisogna distinguere quella apparente da quella plausibile, perché la letalità apparente si riferisce ai casi che sono stati diagnosticati, quindi è calcolata sul numero dei contagi che sono certi. Mentre la letalità plausibile deve tener conto di quanto il virus si sia diffuso nella popolazione e avere una stima dei pazienti che sono stati infettati appunto da questa malattia per avere una base di calcolo soprattutto sul numero di contagi più realistica.

 

 
 

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