Approfondimenti in pillole

Servizi

Qual è il ruolo dell’Oncologo e come collabora con l’Urologo e il Radioterapista?

    play_arrow 0:00 / 0:00 volume_up crop_free

20 Novembre 2018 - Terapia

Risponde: Giacomo Cartenì, Direttore UOC Oncologia Medica dell’Ospedale Antonio Cardarelli di Napoli
La multidisciplinarietà è un concetto abbastanza nuovo, un cambiamento culturale che permette di individuare il percorso terapeutico migliore per il paziente oncologico.

Leggi la trascrizione dell'intervista

Questa della multidisciplinarietà è la novità di questi ultimi anni. Sicuramente la crescita che l’Oncologo, l’Urologo e il Radioterapista devono avere, la crescita culturale che devono avere insieme sicuramente fa la differenza rispetto a quelli che sono gli aspetti terapeutici, diagnostici e terapeutici importanti per il paziente. Perché ci sono delle acquisizioni, sia nella fase della diagnosi, che dei trattamenti chirurgico, radiante e medico che devono essere acquisiti da tutti e tre gli specialisti. Questo è il cambiamento che è avvenuto in questi ultimi anni. Noi oncologi abbiamo acquisito o cerchiamo di acquisire non solo le nuove prospettive e i nuovi trattamenti medici, ma culturalmente ci dedichiamo all’acquisizione anche delle novità chirurgiche e radioterapiche. Questo ci permette, nei nostri colloqui multidisciplinari per decidere la strategia terapeutica per il nostro paziente, di poter effettivamente formulare il percorso migliore. È dimostrato da pubblicazioni ormai presenti in letteratura in tutto il mondo che questo migliora la prognosi dei nostri pazienti.

 
 

Potrebbe interessarti anche...

21 Novembre 2019 - Terapia

Come sono cambiate oggi le possibilità di trattamento del carcinoma prostatico?

Risponde: Alice Gatti, AOU “Maggiore della Carità” di Novara

Il paziente di solito viene visitato da un oncologo perché indirizzato dall’urologo o, in certi casi, dal proprio medico curante.

 

26 Novembre 2018 - Terapia

Come si può instaurare un rapporto di fiducia ottimale tra il medico e il paziente oncologico?

Risponde: Giacomo Cartenì, Direttore UOC Oncologia Medica dell’Ospedale Antonio Cardarelli di Napoli
Empatia e ascolto: sono queste le basi su cui si deve costruire il rapporto fiduciario tra medico e paziente.
 

10 Agosto 2018 - Terapia

Multidisciplinarietà nella gestione del carcinoma della prostata: che impatto ha nella gestione del paziente?

Risponde: Davide Pastorelli – Direttore UOC Oncologia Medica, ULSS 1 DOLOMITI di Feltre (BL)

La multidisciplinarietà consente, con un’unica discussione, di decidere la terapia, informare il paziente in modo univoco e disegnare il percorso di cura.

 

18 Agosto 2017 - Terapia

Sono cambiate oggi le possibilità di trattamento del carcinoma prostatico?

Risponde: Giuseppe Mario Ludovico, Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti (BA)

Negli ultimi anni sono stati fatti notevoli progressi nelle tecniche chirurgiche, nelle terapie farmacologiche e nella radioterapia, per cui oggi siamo in grado di trattare il carcinoma della prostata in ogni stadio della malattia.

 

25 Luglio 2017 - Terapia

La chemioterapia è dolorosa? Che impatto ha sulla vita quotidiana del paziente?

Risponde: Marcello Tucci, AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano (TO)

Gli effetti della chemioterapia dipendono dai farmaci somministrati. Di per sé non è un trattamento doloroso, ma comporta un carico di effetti collaterali impegnativo, per cui il paziente deve essere informato sui suoi possibili rischi e benefici.