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Come interpretare i valori del PSA in relazione all’età?

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21 Agosto 2018 - Convivere con la malattia

Risponde: Davide Pastorelli – Direttore UOC Oncologia Medica , ULSS 1 DOLOMITI di Feltre (BL)

Gli screening del PSA non sono affidabili, per cui bisogna valutare bene l’utilità dell’esame dell’antigene prostatico specifico. 

Leggi la trascrizione dell'intervista

Possiamo dire tutto e il contrario di tutto. Gli screening hanno dimostrato che [l’esame del PSA] non serve.
Pazienti che hanno un tumore della prostata, un carcinoma, perché i tumori sono benigni o maligni, un carcinoma della prostata, possono avere livelli di PSA perfettamente normali.
Quindi se è fallito come screening non è utile, però - è anche vero - noi dobbiamo fare i conti con l’autoprescrizione dei pazienti. Molto spesso i pazienti, tu non glielo hai chiesto, va beh… parlo per i medici di Medicina generale, io faccio un lavoro specifico, per cui devo vedere solo questo tipo di patologia, ma molto spesso nell’indotto culturale “Mi faccio i marcatori, faccio il PSA”.
Non è detto che un paziente che abbia un PSA normale non possa avere un carcinoma della prostata.
Se noi facciamo un’analisi diciamo autoptica degli ultra ottantacinquenni o ultra novantenni, noi nel novantacinque per cento dei casi troveremo un mini carcinoma della prostata, quindi è, fa parte del processo di invecchiamento, di modificazione biologica dei tessuti. Tant’è vero noi facciamo più diagnosi – e il tumore della prostata diciamo è il modello ideale – facciamo più diagnosi nelle età avanzate, perché c’è una correlazione tra invecchiamento e cancro.

 
 

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