VERIFICARE CONTENUTO Un biomarker per individuare il rischio di metastasi

VERIFICARE CONTENUTO Un biomarker per individuare il rischio di metastasi

1 Ottobre 2021

Individuato un potenziale biomarker che può aiutare a identificare gli uomini con cancro alla prostata a maggior rischio di metastasi tumorali. Sono i dati di una ricerca pubblicata sull’American Journal of Pathology.

Il momento del dialogo tra medico e paziente

I livelli e la distribuzione di una proteina mitocondriale chiamata syntaphilin (SNPH) nei tumori possono differenziare il sottogruppo di pazienti con cancro alla prostata che richiedono una gestione e un trattamento più aggressivi: sono i risultati a cui è giunto uno studio pubblicato su The American Journal of Pathology.

 

Un nuovo biomarker per individuare il rischio di metastasi

 

Per circa il 90% degli uomini con cancro alla prostata, il tumore rimane localizzato nel sito primario, con un tasso di sopravvivenza a cinque anni pari quasi al 100%. Sfortunatamente, il restante 10% dei pazienti sviluppa una malattia localmente invasiva e metastatica, che aumenta la gravità del cancro e la probabilità di morte, oltre a limitare le opzioni di trattamento possibili. In questo scenario è facilmente comprensibile quanto possano essere utili dei biomarcatori, facilmente accessibili, che possano dare informazioni sul potenziale metastatico del carcinoma prostatico localizzato.

 

Il rapporto pubblicato sull'American Journal of Pathology indica come una presenza significativamente più bassa di SNPH - la proteina mitocondriale individuata - all'interno del nucleo centrale del tumore rispetto al bordo esterno invasivo del tumore, può identificare pazienti che sono ad aumentato rischio di metastasi. Questi pazienti possono richiedere dei test, una sorveglianza e un trattamento più rigorosi.

 

«Prevedere un comportamento aggressivo nel cancro alla prostata è un'esigenza del tutto insoddisfatta e urgente: oggi non esistono biomarcatori basati sul tessuto per aiutare i medici a identificare in modo affidabile il sottogruppo di pazienti con cancro alla prostata che progrediranno in malattia metastatica e potenzialmente letale», ha spiegato Marie E. Robert, della Yale School of Medicine. «Se i nostri risultati saranno supportati da studi più ampi, la misurazione della SNPH nei tumori potrebbe essere sviluppata come un biomarker predittivo».

 

La ricerca mostra come la SNPH, una molecola originariamente identificata come un regolatore negativo della dinamica mitocondriale nei neuroni, sia abbondantemente espressa nel carcinoma della prostata. La SNPH, in questo studio, si è dimostrata essere un elemento chiave nel determinare l'equilibrio tra la proliferazione e l’invasione delle cellule tumorali: è abbondantemente espressa nel carcinoma della prostata, dove mostra alta espressione al margine del tumore invasivo al confronto con alla massa centrale del tumore, correlando con maggiore proliferazione cellulare nella posizione del tumore al margine.

 

I ricercatori hanno anche scoperto che l'espressione della SNPH aumenta con l'incremento dell’indice di Gleason. Di potenziale importanza clinica, la bassa espressione del tumore centrale è correlata con un aumentato rischio di metastasi in un gruppo di pazienti sottoposti a prostatectomia radicale.

 

I ricercatori hanno analizzato campioni di tessuto da 89 uomini con adenocarcinoma della prostata sottoposti a rimozione della ghiandola prostatica. Hanno scoperto che la proteina mitocondriale SNPH manifesta una distribuzione spaziale unica e bifasica nei tumori della prostata. In altre parole potremmo dire che nel 96% dei tumori di questo tipo analizzati, i livelli SNPH erano elevati sul margine esterno invasivo, dove si correlano con l'aumento della proliferazione delle cellule tumorali, ma diminuiti all'interno del nucleo centrale del tumore. Questo differenziale era più pronunciato nei tumori più avanzati.

 

È importante sottolineare che le misure SNPH del tumore centrale erano significativamente più bassi in 16 pazienti con metastasi rispetto ai pazienti senza metastasi, mentre i punteggi SNPH sui margini invasivi non erano diversi nei pazienti con o senza metastasi. Anche la maggior parte delle metastasi esprimeva fortemente la SNPH. Secondo gli studiosi è come se l’SNPH agisse come un regolatore negativo dell'attività mitocondriale e la sua sotto-regolazione nelle porzioni centrali del carcinoma prostatico primario sembrerebbe essere associata ad un aumentato rischio di malattia metastatica.

 

«Questo è il primo studio a suggerire un ruolo clinico per la valutazione della SNPH nella prognosi del carcinoma prostatico, confermando potenzialmente le recenti evidenze ottenute nei modelli sperimentali della sua importanza nel passaggio fenotipico tra stati tumorali proliferativi e metastatici», spiega ancora Robert. «I nostri risultati riaffermano anche un ruolo critico ed emergente della biologia mitocondriale nell'influenzare il comportamento del tumore».

Fonte:

Lehay E. Biomarker may help identify men with prostate cancer at greater risk of tumor metastasis, Elsevier, comunicato stampa del 09 Maggio 2019.

 

Hwang MJ, Bryant KG, Seo JH, et al. Syntaphilin Is a Novel Biphasic Biomarker of Aggressive Prostate Cancer and a Metastasis Predictor, The American Journal of Pathology, 189(6): 1180-1189. doi: 10.1016/j.ajpath.2019.02.009.

 

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