Turni di lavoro e incidenza del tumore alla prostata

Turni di lavoro e incidenza del tumore alla prostata

11 Luglio 2016

Uno studio dell’Università di Mainz prova a verificare se il lavoro su turni potrebbe aumentare il rischio di tumore alla prostata.

Turni di lavoro e incidenza del tumore alla prostataNumerose ricerche hanno dimostrato che il lavoro svolto negli orari notturni può provocare alcuni disturbi, tra cui i più comuni sono stress, disturbi del sonno e problemi digestivi.

Nel 2007 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato il lavoro su turni come un potenziale fattore di rischio, considerando l’interruzione dei ritmi circadiani del sonno un probabile cancerogeno.
Ulteriori studi hanno dimostrato l’effettivo aumento delle diagnosi di tumore al seno nel caso di impieghi notturni, ad esempio per le infermiere e per le assistenti di volo.

 

Ma può accadere che il lavoro a turni aumenti il rischio di tumore alla prostata?
Fino a questo momento non era mai stato indagato il legame tra l’attività lavorativa notturna e questo particolare tipo di tumore.
Era però già noto che l’esposizione alla luce nelle ore notturne interrompe la secrezione di melatonina da parte della ghiandola pineale: proprio la melatonina avrebbe un ruolo nella prevenzione o inibizione della crescita del tumore alla prostata, come dimostrato da numerosi studi in vivo ed in vitro.

 

La Johannes Gutenberg University of Mainz ha realizzato per la prima volta uno studio di coorte su 27.828 uomini che hanno lavorato per almeno un anno in un’industria tedesca del settore chimico nel decennio 1995-2005.
Per ciascun individuo sono stati presi in considerazione i dati relativi ai turni di lavoro insieme ad alcuni fattori confondenti, ovvero quelle variabili che rappresentano dei fattori di rischio e che potrebbero essere confuse con l’elemento oggetto di indagine. I fattori confondenti presi in esame dai ricercatori comprendevano l’età, l’abitudine al fumo, l’estrazione socio-demografica, la mansione lavorativa, la durata dell’impiego ed i dati raccolti nei registri medici del servizio sanitario del lavoro.

 

Dopo aver confrontato i dati dei lavoratori diurni con quelli dei lavoratori dei turni notturni, si è proceduto a un controllo più specifico dei diversi stadi tumorali osservati.
L’incidenza del tumore alla prostata è risultata più elevata all’interno del campione di studio rispetto al dato generale, ma sostanzialmente il numero di malati è stato coerente nei due gruppi, ovvero tra lavoratori diurni e lavoratori notturni.
Tuttavia, un dato interessante osservato dai ricercatori ci sarebbe: l’incidenza di tumori di categoria T2, ovvero localizzati nella prostata, risulterebbe maggiore al crescere degli anni di permanenza del lavoratore nell’azienda, fenomeno spiegabile in questo caso specifico dall’esposizione prolungata a sostanze chimiche.

 

Questo studio, il primo nel suo genere, apre la strada a future ricerche che dovranno ampliare l’indagine anche ad aziende di altri settori e, soprattutto, analizzare i dati dei pazienti a distanza di tempo, per valutare come evolve il tumore alla prostata in questi casi.

Fonte: Hammer GP, Emrich K, Nasterlack M, Blettner M, Yong M, Shift work and prostate cancer incidence in industrial workers - a historical cohort study in a German chemical company. Dtsch Arztebl Int 2015; 112: 463-70. doi: 10.3238/arztebl.2015.0463

De Sio S, Mandolesi D, Di Pastena C, at al. Il lavoro notturno e i suoi disturbi. Prevent Res, 31 Maggio 2012. doi: 10.7362/2240-2594.069.2012

American Cancer Society: Prostate Cancer Stages

 

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