Tumore della prostata: uno screening personalizzato

Tumore della prostata: uno screening personalizzato

19 Gennaio 2018

In termini di mortalità, i vantaggi del sottoporsi a screening per il cancro della prostata sono più evidenti in uomini con una storia familiare di cancro alla prostata. Sono i dati di uno studio che ha simulato i benefici e i danni dello screening in varie circostanze.

Attività fisica e tumore della prostata non metastatico

Uno studio di simulazione, pubblicato sulla rivista BMC Public Health, portato avanti in maniera collaborativa dai ricercatori della Tyrolean Health and Life Sciences University UMIT, dell’Oncotyrol center, della Medical University of Innsbruck e della University of Toronto, ha posto l’accento su un approccio personalizzato di screening per il cancro alla prostata.

 

“Come ogni procedura medica, anche lo screening porta con se rischi e benefici”, spiega Uwe Siebert, presidente Department of Public Health, Health Services Research and Health Technology Assessment presso la UMIT e Presidente Eletto della Society for Medical Decision Making. Il rischio maggiore legato allo screening per il cancro alla prostata è quello della sovra-diagnosi e del sovra-trattamento. Ad oggi, infatti, distinguere tumori clinicamente rilevanti da quelli clinicamente irrilevanti è molto difficile, per questo a seguito di screening possono essere trattati anche tumori clinicamente poco rilevanti, che non avrebbero mai causato alcun problema durante la vita, esponendo così i pazienti inutilmente alle complicazioni di terapie a lungo termine, come la disfunzione erettile, l’incontinenza, la disfunzione intestinale. Il modello , sviluppato dai ricercatori nell'ambito di un progetto di ricerca ONCOTYROL per la medicina personalizzata, ha simulato gli effetti positivi e negativi dello screening sulla durata e sulla qualità della vita dei partecipanti e analizzato in quali circostanze i danni potenziali dello screening superavano i benefici potenziali.

 

Nello specifico, dall’analisi dei risultati è emerso che lo screening per un cancro alla prostata latente in uomini senza forti fattori di rischio, come la predisposizione familiare, può causare più danni che benefici. Lo screening in uomini con un rischio medio di cancro alla prostata ha prodotto potenziali guadagni in termini di aspettativa di vita, ma potenziali perdite in termini di aspettativa di vita di qualità.

 

“I risultati dello studio suggeriscono che la partecipazione allo screening riduce il rischio di morire di cancro alla prostata e prolunga l'aspettativa di vita degli uomini partecipanti. Tuttavia, quando si considerano gli effetti sulla qualità della vita, emerge che sono per lo più gli uomini con elevato rischio familiare di cancro alla prostata a trarre beneficio dallo screening, mentre negli uomini con un rischio medio di cancro alla prostata prevalgono i danni”, spiega il Coordinatore del progetto Nikolai Mühlberger. “Inoltre, la simulazione predice che il beneficio dello screening negli uomini con elevata familiarità il rischio dipende anche fortemente dalla valutazione individuale degli effetti collaterali a lungo termine correlati al trattamento”.

 

Secondo Wolfgang Horninger ed Helmut Klocker, gli esperti urologi che hanno preso parte alla ricerca, la ricerca offre un contributo importante che va nella direzione di un'applicazione mirata dello screening per il cancro alla prostata. “Lo studio evidenzia il problema della sovra-diagnosi e illustra quanto i benefici dello screening dipendano dai singoli fattori di rischio e dalle preferenze del paziente”, spiega Horninger, decano del Department of Urology presso la Medical University of Innsbruck. E mostra che, anche quando il cancro alla prostata viene valutato in candidati con predisposizione familiare, devono essere attentamente valutate anche le preferenze individuali in termini di qualità di vita e l'età, per poter fare scelte di screening individualizzate in modo da ottimizzare il rapporto beneficio-rischio per ogni persona.

 

Fonte:

Mühlberger N, Boskovic K, Krahn MD, et al. Benefits and harms of prostate cancer screening – predictions of the ONCOTYROL prostate cancer outcome and policy model. BMC Public Health 2017; 17:596. DOI: 10.1186/s12889-017-4439-9 https://bmcpublichealth.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12889-017-4439-9

 

Potrebbe interessarti anche...

  • Stress e mortalità per tumore

    È possibile che lo stress possa influenzare il rischio di mortalità per il tumore alla prostata? Uno studio britannico sostiene che le probabilità aumenterebbero per i pazienti che si trovano in uno stato psicologico di forte angoscia ed ansia.

  • Il tumore alla prostata in Italia: dati 2016

    La pubblicazione del rapporto Aiom-AIRTUM I numeri del cancro in Italia 2016 fanno riflettere sull’incidenza del tumore alla prostata e sull’aspettativa di vita dei pazienti colpiti da questa malattia.

  • Etnia e progressione tumorale

    L’etnia di appartenenza può incidere sull’aggressività del tumore alla prostata? Secondo una ricerca pubblicata su Cancer, la razza predispone allo sviluppo del tumore, ma non influisce sulla sua progressione.

  • Attività fisica e tumore della prostata non metastatico

    Un grande studio prospettico americano, effettuato su uomini con diagnosi di tumore della prostata non metastatico, mostra come praticare almeno 5 ore di attività fisica a moderata intensità a settimana dopo la diagnosi riduca il rischio di morire a causa della malattia.

  • L’amore fa bene alla prostata

    Secondo una ricerca pubblicata su European Urology le eiaculazioni frequenti hanno un effetto protettivo nei confronti del tumore alla prostata a basso rischio.

  • Seconde opinioni mediche e decisioni dei pazienti

    Uno studio americano pubblicato sulla rivista Cancer analizza i motivi per cui un paziente oncologico si rivolge a diversi specialisti per affrontare il percorso di cura in modo più consapevole.

  • La comunicazione con il proprio medico

    Il test del PSA è considerato un esame controverso e, in molti casi, manca una discussione costruttiva tra medico e paziente riguardo ai benefici e ai rischi di questo screening.

  • Il monitoraggio del paziente nella sorveglianza attiva

    Secondo uno studio della University of California, sarebbero in aumento i pazienti che optano per la sorveglianza attiva, ma non si sottopongono ad esami e visite con regolarità.

  • Stress e scelte terapeutiche

    Lo stress e le emozioni legati alla diagnosi tumorale possono portare il paziente a scelte terapeutiche più aggressive e talvolta non necessarie

  • Parlare di cancro su Facebook si può

    Una ricerca pubblicata sulla rivista open access Cogent Social Sciences ha mostrato come si possa usare efficacemente Facebook per parlare di prevenzione, fattori di rischio e diagnosi precoce del cancro.

  • Tumore alla prostata e diabete

    Una ricerca italiana evidenzia una riduzione del rischio di tumore alla prostata nei pazienti con diabete mellito di tipo 2.

  • Alterazioni genetiche ed evoluzione del tumore

    La familiarità con il tumore alla prostata e la presenza di una mutazione del gene BRCA2 potrebbero determinare una progressione più rapida del cancro, come sostiene una ricerca pubblicata su Nature Communications.

  • Screening oncologico: come e quando

    Obiettivo dello screening oncologico è quello di contrastare il tumore con le cure più adeguate nel momento giusto. Alcuni ricercatori suggeriscono importanti riflessioni per il futuro.

  • L’olfatto canino come strumento diagnostico

    Una ricerca italiana dimostra che i cani riuscirebbero a fiutare la presenza di tumore alla prostata nelle urine del paziente, e apre nuove possibilità per la diagnostica.

  • L’imaging molecolare nel tumore prostatico

    Gli strumenti diagnostici più avanzati di imaging molecolare lasciano intravedere nuovi scenari per la cura e il monitoraggio del tumore alla prostata. Uno studio della University of Oxford.

  • La biopsia liquida per il tumore alla prostata

    Con un semplice esame del sangue in futuro potrebbe essere possibile diagnosticare e valutare il tumore prostatico. Lo sostiene una ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità.

  • In diminuzione gli interventi chirurgici alla prostata

    Nuovi trend nella chirurgia prostatica negli Stati Uniti: alcuni ricercatori provano a spiegare cause e conseguenze di questo fenomeno.

  • Un prelievo ematico per valutare la gravità del tumore

    Il livello di ormoni presenti nel sangue potrebbe consentire di prevedere il grado di gravità del tumore alla prostata. Il contributo di una ricerca italiana presentata alla European Association of Urology.

  • Forma della prostata e tumore

    Uno studio pubblicato su Scientific Reports sostiene che la forma della ghiandola prostatica alla risonanza magnetica possa offrire importanti informazioni sul tumore e sulla sua progressione.

  • L’identikit del tumore alla prostata

    Studiando il profilo genetico di circa 260 pazienti, la University of Cambridge ha identificato cinque diversi tipi di tumore alla prostata, scoperta che potrebbe rendere più efficaci i trattamenti.

  • Condividere dati sul cancro per salvare vite umane

    Condividere i dati clinici, epidemiologici e genomici sul cancro per trovare soluzioni globali nella lotta contro la malattia: è l’appello della Global Alliance for Genomics and Health sul NEJM

  • Dieta mediterranea e prevenzione oncologica

    La dieta mediterranea, grazie alla combinazione delle proprietà benefiche dei diversi alimenti, potrebbe prevenire il rischio di tumore. Uno studio dell’Università di Vienna esamina la letteratura scientifica sul tema.

  • Consumo di carni bianche e rischio tumorale: una meta-analisi

    Il World Cancer Reasearch Fund International sconsiglia il consumo di carni rosse e lavorate. Ma quali effetti hanno le carni bianche sul rischio di tumore alla prostata?

  • Frequenza dell’eiaculazione e rischio tumorale

    La salute maschile dipenderebbe anche dalla regolarità dell’attività sessuale: due studi americani indagano il legame tra frequenza dell’eiaculazione e rischio tumorale della prostata.

  • Il ruolo dei social media in Oncologia

    Qual è l’impatto dei social media in ambito oncologico? Quali vantaggi potrebbero derivare per i pazienti?

  • La dieta vegana riduce il rischio tumorale?

    Uno studio finanziato dal World Cancer Research Fund ha ipotizzato che una dieta vegana possa ridurre il rischio di sviluppare il tumore alla prostata.

  • Consumo di alcolici e rischio tumorale

    Il consumo di bevande alcoliche rappresenta un fattore di rischio per il tumore alla prostata?
    Due ricerche provano a dimostrarlo.

  • 4 Febbraio: Giornata mondiale contro il cancro

    Il World Cancer Day è l’occasione per sostenere i malati oncologici e unire le nostre voci per guidare il cambiamento e promuovere la prevenzione.

  • Bevande zuccherate e rischio tumorale

    Il consumo eccessivo di bevande zuccherate è un potenziale fattore di rischio per numerose malattie, tra cui il cancro. Uno studio della Louisiana State University approfondisce questo legame.

  • Consumo di caffè e prevenzione

    Il caffè ha proprietà antitumorali? Una meta-analisi pubblicata su Nutrition and Cancer esamina la letteratura scientifica in proposito.

  • Carboidrati sani e carboidrati dannosi

    Una ricerca spiega come i diversi tipi di carboidrati possono influenzare il tumore alla prostata e ribadisce l’importanza di una dieta equilibrata.

  • Migliorare la qualità di vita del paziente con lo yoga

    Praticare lo yoga potrebbe migliorare la ripresa dei pazienti sottoposti a radioterapia esterna. Scopriamo come.

  • Obesità nei pazienti sopravvissuti ad un tumore

    L’obesità è un fenomeno in crescita, soprattutto negli Stati Uniti. Una ricerca della Columbia University ha ipotizzato una relazione tra tumore e aumento di peso che potrebbe aggravare questa tendenza.

  • I cibi che aiutano la salute della prostata: le fibre

    Uno stile di vita equilibrato aiuta a mantenere la salute della prostata. Scopriamo insieme l’importanza delle fibre nell’alimentazione quotidiana.

  • Fumo e tumore alla prostata

    Smettere di fumare ridurrebbe il tasso di mortalità per cancro alla prostata: i risultati di un’analisi epidemiologica pubblicata sulla rivista Preventing Chronic Disease.

  • Esercizio fisico per curare il tumore alla prostata

    Uno studio clinico condotto da ricercatori britannici mira a studiare l’influenza dell’esercizio fisico su pazienti con un tumore alla prostata localizzato.

  • XI Giornata nazionale del malato oncologico

    L’evento si svolgerà a Roma dal 12 al 15 Maggio e sarà l’occasione per parlare di prevenzione e di miglioramento delle condizioni dei pazienti oncologici.

  • L’importanza del sonno

    La melatonina, ormone che regola il sonno, avrebbe un ruolo importante nello sviluppo tumorale, come rivela uno studio della Harvard School of Public Health di Boston.

  • I benefici di uno stile di vita sano

    La ricerca fa progressi da gigante, ma per combattere il tumore è importante promuovere stili di vita sani.

  • Cancro: poca consapevolezza sui fattori di rischio

    Secondo la National Cancer Opinion Survey, un’indagine voluta dall’American Society of Clinical Oncology (ASCO), la maggior parte degli americani non sono a conoscenza dei fattori di rischio chiave per il cancro. Più informazione, più ricerca, più prevenzione sono i tre elementi chiave sui quali investire.

  • Familiarità e rischio tumorale

    La familiarità con il tumore alla prostata è considerata un fattore di rischio. Ma in molti casi la malattia potrebbe avere un decorso lento e non letale.

 
 

Questo sito utilizza cookie di profilazione (propri o di altri siti) per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze.

Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.

Se accedi a un qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all'uso dei cookie.

Ok