Tumore della prostata: la soia non previene le ricadute

Tumore della prostata: la soia non previene le ricadute

23 Luglio 2013

Indagata l’associazione tra consumo di soia e rischio di ricadute dopo prostatectomia

Tumore della prostata: la soia non previene le ricaduteIl rischio di ammalarsi di tumore della prostata era stato inversamente associato al consumo di soia, ricca di isoflavoni, sostanze di origine vegetale strutturalmente molto simili agli estrogeni che sono dotate di attività antitumorale.

 

Un’associazione ipotizzata anche a fronte dei dati statistici di questa malattia, per cui si è osservata una diversa distribuzione geografica; è infatti molto presente nei paesi occidentali (dove è addirittura la terza causa più frequente di morte nella popolazione maschile con tumore) rispetto ai paesi asiatici, dove il consumo di alimenti contenenti la soia è molto elevato.

 

Tuttavia un recente studio, pubblicato sulla rivista JAMA, ha smentito tale associazione.

 

Alla ricerca hanno partecipato 177 uomini sottoposti a intervento di asportazione totale della prostata, per verificare se il consumo di soia potesse ridurre o ritardare eventuali ricadute della malattia.

 

I partecipanti sono stati divisi in 2 gruppi e ricevevano ogni giorno l’uno una bevanda a base di soia contenente 20 grammi di questo legume e l’altro placebo.

 

“l’integrazione dietetica - spiega Martin Bosland, autore dello studio - è iniziata entro 4 mesi dall’intervento chirurgico, continuando con cadenza giornaliera per un massimo di 2 anni, ed effettuando misurazioni del PSA a intervalli di 2 mesi nel primo anno e successivamente a distanza di 3 mesi”.

 

Lo studio tuttavia è stato interrotto prematuramente per la mancanza di effetti dopo un’analisi fatta sui due gruppi durante il corso della sperimentazione, poiché non vi erano differenze significative da un punto di vista statistico.

 

Questi dati, che richiedono una conferma sul campo fatta da ulteriori studi, indicano che l’integrazione dietetica con proteine di soia dopo un intervento di prostatectomia radicale non riduce le recidive da cancro della prostata.

Fonte: the Journal of the American Medical Association, Luglio 2013

 
 
 

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