Tumore del seno e della prostata: prova a twittarlo!

Tumore del seno e della prostata: prova a twittarlo!

3 Ottobre 2017

Twitter, Facebook, YouTube, Instagram… cambiano il modo in cui ci informiamo sulla nostra salute e il modo in cui guardiamo alla malattia, anche quando si tratta di un tumore. Più informati e consapevoli sul tumore del seno e della prostata: due esempi di comunicazione social a confronto.

Tumore del seno e della prostata: prova a twittarlo!

 

La sempre maggiore diffusione delle nuove tecnologie, l’accesso immediato al web e soprattutto ai social network stanno cambiando il modo in cui percepiamo la malattia e il modo in cui ci rapportiamo ad essa. Oltre ad offrire la possibilità di maggiore informazione, la rete può offrire speranza, sollievo e sostegno. In altre parole Twitter, Facebook, YouTube, Instagram & Co… cambiano il modo in cui ci informiamo sulla nostra salute e il modo in cui guardiamo alla malattia, con più sensibilità e consapevolezza, anche quando si tratta di un tumore. Qualche esempio?

 

Twitter può essere il luogo in cui informarsi e sono gli hashtag a guidare la ricerca. Basta cliccare su #tumore, #prostata o #seno ed è possibile trovare immediatamente tantissime persone che parlano di quell’argomento o che stanno affrontando le stesse nostre malattie, per arrivare facilmente a informazioni sulla patologia, discussioni sulle cure o sui test diagnostici, di cui poi parlare con il proprio medico curante. I gruppi di Facebook sembrano offrire una dimensione più sociale, di sostegno. Fanno un passo avanti, facendosi luogo dove è possibile condividere pensieri e paure con chi vive la stessa situazione quando non si ha voglia di parlarne in famiglia, con gli amici o con il proprio medico. Non è necessario dire la propria, è possibile mettersi semplicemente in ascolto: i gruppi possono anche essere frequentati in modo passivo, come uno spazio in cui leggere e metabolizzare le esperienze di altre persone, sentendosi meno soli.

 

Possiamo con leggerezza dire che gli account personali ed istituzionali su Twitter, così come i gruppi su Facebook, ma anche i blog, i canali YouTube e gli account Instagram avvicinano le persone di tutto il mondo, che possono sentirsi meno sole di fronte all’orizzonte comune della malattia. I social media sono diventati per i pazienti un gruppo di sostegno disponibile 24 ore su 24, e, dato l’affollamento, potrebbero essere meglio utilizzati come luogo dove fare informazione e dove creare consapevolezza.

 

"Tweet this": tumore al seno e alla prostata si confrontano sui social

 

Di questo e non solo parla il commento “Tweet this: how advocacy for breast and prostate cancers stacks up on social media”, comparso sulla rivista BJU International, che mette a confronto i risultati della social dissemination su due grandi temi oncologi: il tumore al seno e alla prostata.

 

L’analisi parte dai numeri: nel 2016 il cancro alla prostata è stato il cancro più diagnosticato tra gli uomini americani, con oltre 180 mila casi, e la seconda causa principale di morte per cancro, con oltre 26 mila morti. Il cancro al seno nelle donne americane è stata la diagnosi più comune di cancro e la seconda causa di morte per cancro, con oltre 246 mila casi e oltre 40 mila morti. Ora, se il peso della malattia per uomini e donne è molto simile, i finanziamenti federali che la ricerca riceve sono molto differenti: nel 2016 sono stati spesi 699 milioni di dollari per il cancro al seno contro i 299 milioni di dollari per il cancro alla prostata.

 

Alla luce di questa evidente disparità di finanziamento, i ricercatori hanno messo a confronto le attività su Twitter relative al cancro alla prostata e al seno negli ultimi 5 anni, ipotizzando che il cancro al seno avesse una maggiore presenza su Twitter, rispetto al cancro della prostata, per via di una più lunga storia di campagne di advocacy e sensibilizzazione. Ipotizzando, inoltre, che questo potesse influire sulla percezione della malattia da parte dei pazienti e dei cittadini e spostare gli investimenti. Utilizzando i dati mappati da Symplur, una piattaforma che archivia l'attività di Twitter, i ricercatori hanno esaminato nei cinque anni dal 2012 al 2017 su Twitter l’uso di hashtag #ProstateCancer e #BreastCancer, costatando subito come si trattasse di risultati molto più utilizzati degli hashtag corrispondenti #PCSM e #BCSM.

 

#ProstateCancer e #BreastCancer: la parola ai numeri

 

Nel complesso nei 5 anni tra il 2012 e il 2017 l’attività intorno al cancro del seno è stata sette volte più elevata rispetto a quella intorno al cancro della prostata. Con:

 

  • 2.518.250 di tweet da 800.833 utenti per il cancro al seno;
  • 89.696 tweets da 106.507 utenti per il cancro alla prostata.

 

La portata potenziale dei tweet è stata nove volte superiore per il cancro al seno vs il cancro alla prostata: 17.032.516.052 vs 1.909.364.324 impressioni (sono il numero totale di volte che i tweet sono stati consegnati ai flussi di Twitter, quindi il numero potenziale di utenti che ha visto quei tweet). Complessivamente le attività su Twitter intorno al cancro sono cresciute costantemente nel tempo, con una media annuale di crescita del 117% per il cancro al seno e del 161% per il cancro alla prostata.

 

Sono state poi messe a confronto le attività su Twitter durante i mesi di sensibilizzazione ottobre per il cancro al seno vs settembre e "Movember" per il cancro alla prostata. È interessante notare che, anche durante i mesi di sensibilizzazione sul cancro della prostata, il numero di tweet correlati al cancro al seno, seppure più basso del solito, era comunque superiore al numero di tweet sul cancro alla prostata.

 

Infine, sono stati monitorati gli influencer nelle discussioni prese in esame, usando il punteggio di Social Graph Social di Symplur. Infine, guardando i principali influencer in queste discussioni di Twitter, si vede che se per il cancro del seno contano pazienti, celebrità e chi lavora dell’industria farmaceutica, per il cancro della prostata i medici hanno un ruolo più importante.

 

In conclusione, l’attività legata al cancro al seno è sempre stata sostanzialmente più alta anche perché la comunità su Twitter che ruota intorno al cancro del seno ha coinvolto più pazienti, in modo più attivo, ed è a questa comunità che dobbiamo guardare come modello per raggiungere, informare e sensibilizzare di più e meglio pazienti e cittadini.

Fonte:

 

Loeb S. Stork B, Gold HT, et al. Tweet this: how advocacy for breast and prostate cancers stacks up on social media. BJU Int 2017. doi:10.1111/bju.13908

 

Reference su Unitas

 

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