Tè verde e cancro alla prostata

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Tè verde e cancro alla prostata

7 Settembre 2015

Una sostanza presente presente nel tè verde potrebbe aiutare a ridurre il cancro alla prostata in uomini ad alto rischio

Tè verde e cancro alla prostataUn team di ricercatori ha recentemente pubblicato i risultati di uno studio randomizzato che ha valutato la sicurezza e l’efficacia dei componenti attivi del tè verde nella prevenzione del cancro alla prostata negli uomini con lesioni precancerose.

 

Nei paesi asiatici, dove viene consumato il 20% di tutto il tè verde prodotto, i tassi di morte per cancro alla prostata sono tra i più bassi al mondo e il rischio di sviluppo di cancro alla prostata appare più alto tra gli uomini asiatici trasferitisi all’estero che abbandonano le proprie abitudini alimentari.

 

Studi di laboratorio hanno evidenziato come sostanze presenti nel tè verde chiamate “catechine” siano in grado di inibire la crescita, la motilità e l’invasione cellulare e di favorire la morte delle cellule tumorali. La catechina più abbondante e potente presente nel tè verde è l’epigallocatechingallato (EGCG), responsabile per tali effetti preventivi.

 

L’obiettivo di questo studio era quello di valutare se l’utilizzo, durante un anno, delle catechine del tè verde, fosse in grado di esercitare un’azione soppressiva sul cancro della prostata in uomini che presentavano un elevato grado di neoplasia intraepiteliale (HGPIN) o un proliferazione microacinare atipica (ASAP).

 

I ricercatori hanno utilizzato capsule di estratto di tè verde che contenevano principalmente EGCG a una dose di 200mg due volte al giorno e hanno confrontato i risultati rispetto a placebo.

 

Nel complesso, la differenza nel numero di casi di cancro alla prostata dopo un anno di trattamento nei due gruppi di confronto non era statisticamente significativa, tuttavia gli uomini che presentavano soltanto una lesione HGPIN mostravano una minor incidenze di sviluppo di ASAP e di sviluppo di cancro alla prostata quando trattati con l’estratto di tè verde.

 

Inoltre, gli uomini trattati mostravano una riduzione significativa dei livelli dell’antigene prostatico specifico (PSA), un biomarker che insieme ad altri fattori di rischio è utilizzato per lo screening del cancro prostatico.

 

Fonte: Science Daily

 
 
 

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