Statistiche sul tumore alla prostata in Italia

Statistiche sul tumore alla prostata in Italia

28 Febbraio 2018

In Italia sono in aumento i casi di tumore alla prostata, ma il tasso di mortalità sta diminuendo significativamente

Statistiche sul tumore alla prostata in Italia

L’incidenza del tumore alla prostata in Italia è in aumento, come dimostra l’annuale Rapporto AIRTUM. Questo trend, in linea con quanto accade negli altri paesi industrializzati, è da attribuire a diversi fattori, non ultima la vasta diffusione del test del PSA nella popolazione maschile. Parallelamente, il tasso di mortalità per questo tipo di tumore è in calo da circa un ventennio, ma è molto complesso capire se si tratti di una conseguenza diretta dell’introduzione su larga scala del test del PSA oppure delle nuove terapie a disposizione.

 

Una ricerca italiana recentemente pubblicata su European Journal of Cancer, ha analizzato le categorie a rischio di tumore alla prostata, confrontando le variazioni negli schemi terapeutici adottati e la sopravvivenza dei pazienti nel tempo.

 

 

Lo studio, promosso dall’Istituto nazionale dei tumori (INT) di Milano, ha esaminato 4.635 casi di tumore alla prostata raccolti dall’Associazione italiana dei registri tumori (AIRTUM) di alcune regioni e province che coprivano diverse zone dell’Italia (Nord, Centro e Sud), operando un confronto diretto tra il periodo 1996-1999 e 2005-2007: prima del 2000, infatti, il tumore alla prostata era meno diffuso ma i casi di decesso per questa patologia erano elevati, mentre nel periodo successivo lo scenario si è ribaltato, con un aumento dei malati e una significativa riduzione della mortalità.

 

 

I risultati di questa ricerca hanno confermato la crescente centralità della diagnosi precoce: a fronte di un raddoppiamento dei casi di tumore alla prostata a basso rischio, i casi più aggressivi e ad alto rischio sono diminuiti in modo esponenziale.

 

 

La causa di questo fenomeno, oltre alla vasta gamma di trattamenti a disposizione, può essere attribuita in egual misura alla diagnosi anticipata, alla diffusione dello screening del PSA e al maggior numero di campioni che vengono raccolti per singolo paziente durante la biopsia della prostata.

 

 

Inoltre, la ricerca ha evidenziato come il numero degli interventi di prostatectomia radicale negli uomini di età inferiore ai 75 anni sia aumentato, ma si cerchi il più possibile di ricorrere ad altri mezzi, in particolare terapie farmacologiche nuove e brachiterapia.

 

 

Aumentano i casi di tumore alla prostata, ma, come abbiamo sottolineato, i pazienti hanno maggiori probabilità di sopravvivenza rispetto al passato: secondo i dati diffusi da Eurostat nel 2017 l’Italia è, infatti, al primo posto tra i paesi europei per la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi di tumori uro-genitali.

 

 

Diagnosi precoce, possibilità terapeutiche nuove, e soprattutto disponibilità di personale sanitario specializzato: in Italia il tasso di oncologi rispetto alla popolazione è il più alto d’Europa (7,1 ogni 100.000 abitanti), anche se negli ultimi cinque anni si è assistito a una graduale riduzione.

 

Fonte:

Trama A, Botta L, Nicolai N, et al. Prostate cancer changes in clinical presentation and treatments in two decades: an Italian population-based study. Eur. J. Cancer 2016; 67: 91-98. doi: 10.1016/j.ejca.2016.07.021


Hamdy FC, Donovan JL, Lane JA, et al. 10-Year Outcomes after Monitoring, Surgery, or Radiotherapy for Localized Prostate Cancer, N Engl J Med. 2016; 375(15): 1415-1424. doi: 10.1056/NEJMoa1606220 PMID: 27626136


Del Bello G, Tumori uro-genitali, Italia al primo posto per guarigioni in Europa, OncoLine, 21 Aprile 2017


AA. VV. Prostate Cancer Factsheet, European Network of Cancer Registries, Marzo 2014

 

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