Screening oncologico: come e quando

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Screening oncologico: come e quando

29 Settembre 2016

Obiettivo dello screening oncologico è quello di contrastare il tumore con le cure più adeguate nel momento giusto. Alcuni ricercatori suggeriscono importanti riflessioni per il futuro.

Screening oncologico: come e quandoI metodi di screening per il tumore possono insegnarci molte cose sulla biologia del tumore. Non tutti i tumori, naturalmente, sono uguali, a partire dagli strumenti di screening che vengono utilizzati per diagnosticarli: per esempio, il cancro della cervice e del colon-retto sono piuttosto omogenei, a lenta progressione, e, inoltre, è possibile individuarli in fase iniziale e rimuoverli prima che metastatizzino.
Per quanto riguarda due dei tumori più diffusi, il cancro al seno e quello alla prostata, lo screening precoce ha portato a sovradiagnosi e trattamenti spesso non necessari, proprio perché si tratta di malattie che spesso progrediscono molto lentamente e possono rimanere indolenti anche per anni.

 

Alcuni tumori in particolare (seno, prostata e polmone) hanno una notevole varietà fenotipica, che determina forme molto diverse tra loro, dal tumore indolente fino a quello molto aggressivo.
La nuova sfida per la Medicina consiste nel capire quali pazienti che potrebbero trarre beneficio dallo screening oncologico, e nell’utilizzare i test molecolari per migliorare le nostre conoscenze biologiche sul tumore e scegliere terapie mirate per il singolo paziente.

 

Alcuni ricercatori americani e svedesi hanno collaborato alla realizzazione di un approfondimento sui metodi di screening attuali per il tumore e sul loro futuro, pubblicato sul prestigioso Nature Reviews Clinical Oncology.
La loro analisi parte dalla premessa che l’obiettivo dello screening oncologico è la diagnosi precoce, per contrastare il tumore con le cure più adeguate nel momento giusto. Tuttavia, nella pratica, l’efficacia dello screening oncologico dipende da numerosi fattori ed è molto complessa, nonostante siano stati definiti criteri e linee guida generalmente condivisi.

 

Lo screening ha un altro importante compito, quello di migliorare le conoscenze in campo biologico sul tumore: grazie alle diagnosi precoci è possibile individuare e studiare l’evoluzione di lesioni pre-cancerogene e di forme indolenti della malattia. Questo non è sempre possibile, perché alcuni tumori progrediscono molto velocemente e vengono diagnosticati solo quando hanno già intaccato altri organi. Ecco perché non esiste una definizione univoca di cancro: il tumore può assumere diverse forme e diversi gradi di aggressività.

 

Inoltre, non sempre una diagnosi precoce è consigliabile, per esempio nei casi di tumori a progressione lenta e asintomatica, per i quali gli effetti collaterali delle terapie potrebbero peggiorare la qualità di vita del paziente rispetto al normale decorso della malattia.

 

I ricercatori hanno analizzato i metodi di screening disponibili e valutato quali siano i possibili ambiti di miglioramento; al termine della loro revisione, hanno sintetizzato quattro importanti osservazioni:

 

  • La biologia del tumore varia da forme indolenti a forme aggressive, per questo motivo lo screening dovrebbe concentrarsi sull’identificazione delle forme più gravi e mortali della malattia, piuttosto che su quelle meno pericolose.
  • Non tutte le lesioni pre-cancerogene sono necessariamente spie di tumori di tipo invasivo, anzi, nella maggior parte dei casi non lo sono, per cui sarebbe consigliabile ricorrere a trattamenti tossici e aggressivi solo in caso di forme acute o letali.
  • Lo screening è efficace quando permette la diagnosi precoce e il trattamento di forme pre-cancerogene o iniziali della malattia, riducendo l’incidenza di tumori in stadio avanzato o invasivi. È, quindi, importante studiare le conseguenze non intenzionali dello screening sulla popolazione (ad esempio sovradiagnosi) e sforzarsi in ogni modo per migliorare i risultati.
  • Lo screening non è necessariamente consigliabile per tutti i pazienti, ma bisogna valutare attentamente quali individui siano più idonei a riceverlo, considerando i fattori di rischio e la prognosi complessiva di ciascuno.

 

Partendo da queste considerazioni, si potranno definire con chiarezza linee guida condivise e trovare nuove applicazioni dello screening oncologico con l’obiettivo di garantire effettivi benefici ai pazienti.

Fonte: Shieh Y, Eklund M, Sawaya GF, Black WC, Kramer BS, Esserman L, Population-based screening for cancer: hope and hype. Nat Rev Clin Oncol 2016. doi:10.1038/nrclinonc.2016.50

 

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