Problemi nutrizionali per oltre il 50 percento dei pazienti oncologici

Problemi nutrizionali per oltre il 50 percento dei pazienti oncologici

17 Maggio 2018

Malnutrizione, cachessia, anoressia: i problemi nutrizionali riguardano oltre la metà dei pazienti oncologici, secondo uno studio prospettico italiano pubblicato su Oncotarget.

Marito e moglie in cucina

Le patologie oncologiche determinano una serie di condizioni di rischio quali, ad esempio, la tossicità dei trattamenti e la riduzione delle funzioni fisiche, oltre a complicazioni di varia natura, che dipendono dal tipo di paziente, dalla tipologia e diffusione del tumore, e dalle terapie in corso. La malnutrizione è una di queste e, fino ad ora, era stata una tematica di interesse dei soli nutrizionisti.

 

Uno studio prospettico osservazionale tutto italiano, noto con l’acronimo PreMiO (Prevalence of Malnutrition in Oncology), ha, invece, suggerito un nuovo tipo di approccio a questa problematica, osservandola proprio dal punto di vista oncologico. Lo studio ha esaminato lo stato nutrizionale di 1.952 adulti alla prima visita oncologica nel periodo 2012-2014. I ricercatori hanno distribuito ad ogni paziente due questionari qualitativi per la valutazione dell’appetito e del tipo di nutrizione, coinvolgendo 22 unità di Oncologia equamente distribuite sul territorio italiano.

 

I risultati, pubblicati sulla rivista open access Oncotarget, hanno portato alla luce un dato allarmante: il 51,1% dei pazienti osservati ha problemi di nutrizione, e, di questi, il 42,4% è a rischio di malnutrizione e circa il 9% apertamente malnutrito. Inoltre, il 40% dei pazienti ha problemi di anoressia, mentre il 65% dei pazienti ha dichiarato di aver perso peso (tra 1 e 10 kg) entro i primi sei mesi dalla diagnosi. Di questo ultimo gruppo il 28,4% ha affermato di aver perso addirittura più del 10% del proprio peso iniziale.

 

Una vasta percentuale di pazienti (circa 44,5%) ha dichiarato di aver perso l’appetito in seguito alla diagnosi tumorale, un dato spiegato in questi termini da Maurizio Muscaritoli, Professore Ordinario del dipartimento di Medicina Clinica dell’Università La Sapienza di Roma, direttore UOC di Medicina Interna e Nutrizione Clinica presso il Policlinico Umberto I di Roma e coordinatore dello Studio PreMiO: «Tra i motivi della perdita di appetito ci sono la sazietà precoce per il 69% dei soggetti, il cambiamento del gusto per il 40,3%, nausea o vomito per il 31,9%, rifiuto e avversione per il sapore della carne (28,9%) e disturbi dell’olfatto per il 16,8%». Altre cause che possono influenzare il calo dell’appetito sono, per esempio, la diarrea, il dolore, le ostruzioni intestinali e le ulcere nella bocca.

 

Nei casi più gravi la perdita di appetito e lo stato di cattiva nutrizione può degenerare in una condizione patologica chiamata cachessia , in cui la perdita di peso e la sarcopenia non possono essere invertite con il nutrimento. Secondo i dati raccolti dallo studio PreMiO, questa condizione è stata osservata in oltre il 70% dei pazienti con neoplasie allo stomaco o al pancreas, nel 60% dei pazienti con tumore del colon retto o del fegato, e nel 40% circa dei pazienti con cancro del polmone, della testa e del collo e con tumori a carico dell’apparato genitourinario.

 

60% dei pazienti con tumore del colon retto o del fegato, e nel 40% circa dei pazienti con cancro del polmone, della testa e del collo e con tumori a carico dell’apparato genitourinario.

 

Le più alte percentuali di pazienti a rischio di malnutrizione, sempre in base ai dati raccolti da questo studio, sono associate a tumori del tratto gastroesofageo, del pancreas, della testa e del collo, e dei polmoni. L’incidenza più bassa di questi disturbi è stata osservata nel caso del tumore al seno.

 

La vera sfida per la Medicina è quella di riuscire a prevenire e trattare in tempo la malnutrizione nei pazienti oncologici. Paolo Marchetti, un altro autore dello studio PreMiO nonché Direttore dell’UOC di Oncologia dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma, ha affermato in proposito: «La valutazione e l’intervento nutrizionale devono diventare parte integrante delle cure oncologiche, con una stretta sinergia tra le specialità. Si tratta infatti di una condizione evitabile o prevenibile con protocolli che prevedono una dieta adeguata, la somministrazione di supplementi nutrizionali orali o integratori sino alla nutrizione enterale o parenteralequando necessario, per ristabilire l’equilibrio dei nutrienti necessari e permettere il recupero del peso».

 

La malnutrizione in Oncologia ha conseguenze anche sulla tollerabilità delle terapie antitumorali e la loro efficacia, per esempio, come hanno sottolineato i ricercatori, aumenta la tossicità indotta da radioterapia e chemioterapia sulle cellule sane, e rende quelle tumorali più resistenti al trattamento. La valutazione dello status nutrizionale del paziente è, quindi, di importanza vitale nel considerare quale terapia è più adatta, in particolare quando la malattia è in fase iniziale. Inoltre, la perdita di peso indebolisce l’organismo e riduce le difese immunitarie, contribuendo a rendere più lunghi e frequenti i ricoveri ospedalieri, e ad aumentare il tasso di mortalità.

 

Gli autori dello studio PreMiO hanno sottolineato come il loro obiettivo sia quello di aumentare la consapevolezza degli oncologi nei confronti della diagnosi precoce dei disturbi nutrizionali dei loro pazienti, e di fornire cure adeguate e tempestive per risolvere il problema sul nascere. Non esistono ancora marcatori specifici per la diagnosi di malnutrizione e gli esperti non hanno raggiunto un accordo riguardo a quali strumenti di screening siano più accurati. Tuttavia, è fondamentale che gli oncologi siano in grado di riconoscere i segnali di un possibile stato di malnutrizione e impegnarsi affinché, a fianco delle terapie per il trattamento del tumore, vengano applicate anche strategie per contrastare i disturbi della nutrizione e migliorare la qualità di vita e la sopravvivenza del paziente.

 

Fonte:

Muscaritoli M, Lucia S, Farcomeni A, et al. Prevalence of malnutrition in patients at first medical oncology visit: the PreMiO study. Oncotarget, 2017; 8(45):79884-79896. doi: 10.18632/oncotarget.20168 PMCID: PMC5668103

 

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