Primo caso di rimozione preventiva della prostata

Primo caso di rimozione preventiva della prostata

5 Giugno 2013

Asportazione preventiva: scientificamente giustificabile?

Primo caso di rimozione preventiva della prostataIl legame tra la mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2, e una forma molto aggressiva di cancro al seno e dell'ovaio, è ampiamente documentato e confermato in ambito oncologico; circa un mese fa, proprio in riferimento a ciò, l’attrice Angelina Jolie, aveva annunciato di essersi sottoposta all’intervento di asportazione di entrambi i seni per ridurre la probabilità di ammalarsi di cancro, avendo scoperto di avere ereditato il gene mutato BRCA1.

 

A distanza di poco, da Londra, è arrivata la notizia scioccante di un uomo di 53 anni che ha deciso di sottoporsi in modo preventivo, cioè senza che fosse stata rilevata la presenza di un tumore, all’intervento di asportazione totale della prostata. 

 

Dopo essere stato inserito in uno studio condotto dall’Istituto Inglese della Ricerca sul cancro, l’uomo aveva scoperto di aver ereditato il gene mutato BRCA2 – che un recente studio clinico ha collegato all’aumento del rischio di tumore della prostata – e ha deciso di sottoporsi all’intervento di asportazione nonostante fosse sano.

 

Secondo il chirurgo che ha eseguito l’intervento, questo tipo di operazione sarebbe giustificata dalla presenza del gene mutato; inoltre – secondo quanto riportato – l’analisi dei tessuti prelevati con l’intervento avrebbe rivelato la presenza di alcune cellule potenzialmente in grado, in un futuro, di generare la malattia.

 

“La rimozione della prostata è una follia, perché un'operazione del genere crea disturbi e mille problemi", sono le parole di Umberto Veronesi; inoltre la ricerca ha dimostrato che se da un lato il numero di nuovi casi di tumore della prostata sia in crescita, la mortalità è in calo, tanto che, in media, oltre il 70% dei malati sopravvive dopo i 5 anni dalla diagnosi.

 

 

 
 
 

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