Parlare di cancro su Facebook si può

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Parlare di cancro su Facebook si può

21 Novembre 2017

Una ricerca pubblicata sulla rivista open access Cogent Social Sciences ha mostrato come si possa usare efficacemente Facebook per parlare di prevenzione, fattori di rischio e diagnosi precoce del cancro.

Parlare di cancro su Facebook si può

I tumori sono tra le principali cause di morbilità e mortalità in tutto il mondo, ma investire nella prevenzione è necessario, considerando che almeno un terzo di tutti i casi di cancro sia prevenibile. Molti casi di cancro, infatti, potrebbero essere evitati se la popolazione fosse più consapevole dei fattori di rischio legati alla malattia, come l'uso del tabacco, l'alcool, l'inattività fisica, la scelta di una dieta equilibrata, il sesso non protetto e l'esposizione al sole.

 

Questo studio, pubblicato sulla rivista open access Cogent Social Sciences, ha analizzato tre pagine Facebook dedicate all’informazione sul cancro, curate da tre diverse organizzazioni brasiliane. L'obiettivo del lavoro è stato quello di esplorare se esistessero modelli di comunicazione più coinvolgenti per il pubblico, ovvero più efficaci nell’informare sulla prevenzione dei fattori di rischio, tenendo conto che dati sempre più corposi mostrano infatti come la capacità del contenuto di catturare l'attenzione e di generare interazioni (like, commenti, condivisioni) influenzi i comportamenti spingendo al cambiamento.

 

I ricercatori della Federal University di Rio de Janeiro hanno esaminato oltre un migliaio di messaggi all’interno di pagine Facebook correlate al cancro, organizzandoli in categorie e cercando di capire quali funzionassero di più in termini di coinvolgimento degli utenti. Sono stati messi a confronto diversi modelli di comunicazione usati in tre pagine Facebook collegate al cancro, mostrando come fosse possibile utilizzare questo social network per comunicare in modo efficace sull’importanza della prevenzione, dei fattori di rischio e della diagnosi precoce in ambito oncologico, per concludere cheinformare e sensibilizzare i cittadini sui fattori di rischio per il cancro attraverso Facebook si può e si deve.

 

Con oltre 1,65 miliardi di persone in tutto il mondo che accedono alla piattaforma almeno una volta al mese, Facebook diventa uno strumento indispensabile che permette a chi si occupa di campagne per la prevenzione della salute di arrivare ad un larghissimo numero di persone. Di conseguenza, l’analisi e la comprensione di modelli di comunicazione per prevenire la malattia diventano un'area significativa di ricerca su cui investire. In sostanza si tratta di capire cosa funziona di più nel veicolare messaggi che possano informare i pazienti e i cittadini sui fattori di rischio per il cancro, cercando di innescare cambiamenti negli stili di vita, ricordando l’importanza di prevenzione e diagnosi precoce.

 

Uno degli aspetti più interessanti della ricerca riguarda infatti il tipo di post che creano un maggior coinvolgimento su Facebook.

 

"Abbiamo analizzato tre pagine di Facebook molto diverse tra loro", ha detto Priscila Biancovilli, ricercatrice presso la Federal University di Rio de Janeiro e autrice dello studio, “i conetenuti sono stati suddivisi in categorie, e quelle che hanno generato il maggior coinvolgimento da parte degli utenti sono state "testimonianze", "solidarietà" e "anniversari". In due delle tre pagine analizzate queste categorie non erano le più frequenti: ne consegue che il potenziale di queste pagine nell’informare il pubblico sulla prevenzione del cancro non sia ancora stato sfruttato a pieno”.

 

I vantaggi di questo tipo di comunicazione sono moltissimi. Primo fra tutti la possibilità di arrivare ad un numero ampio di persone, riuscendo sicuramente a creare una maggiore interazione e discussione. Le informazioni possono poi essere condivise, personalizzate, commentate e discusse. Non mancano in rete esempi di iniziative positive in tal senso, ma se i cittadini sembrano pronti a ricevere informazioni sulla salute attraverso Facebook, non sembra valere lo stesso per gli operatori sanitari che vanno opportunamente formati all’uso di questi strumenti.

Fonte:
Biancovilli, P., Picanço, L., & Jurberg, C. (2017). To read or not to read? Identifying communication patterns in three cancer-related Facebook pages. Cogent Social Sciences, 3(1), 1331816. https://doi.org/10.1080/23311886.2017.1331816

 

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