Medico di famiglia e screening

Informati

Medico di famiglia e screening

10 Giugno 2014

Il primo avamposto contro il tumore

Medico di famiglia e screeningL’utilizzo del termine screening nel tumore della prostata è piuttosto controverso. 
Per screening si intende un intervento di massa, che si effettua cioè su una grande fetta di popolazione, volto alla prevenzione; si presume infatti che grazie a tale intervento si possa arrivare a una diagnosi anticipata e come conseguenza, ridurre in modo significativo la progressione della malattia e la mortalità a essa collegata.

 

È quanto per esempio accade per le donne con il pap-test per la prevenzione del tumore della cervice uterina e con la mammografia per il tumore al seno.
Diverso è il discorso per ciò che riguarda il carcinoma prostatico. L’impiego dell’esame del PSA e il suo “effetto” sulla popolazione maschile non sono ancora stati dimostrati.

 

Certamente i dati parlano chiaro: nella popolazione maschile sopra i 50 anni, l’impiego di questo test è diffuso al punto tale che il numero di uomini che vi si sottopone è paragonabile a quello di un’attività di screening in piena regola. Eppure anche in questo specifico caso, la richiesta di una determinazione del PSA da parte del paziente, dovrebbe essere discussa opportunamente con il medico di famiglia.

 

 “ … una buona pratica clinica – spiega il Dott. Sessa, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale (S.I.M.G.) Lombardia – deve prevedere che ogni medico di famiglia richieda una determinazione del PSA quando il paziente presenta una familiarità per il tumore della prostata, quando presenta dei disturbi prostatici specialmente negli over 50. Riteniamo che ogni richiesta al di fuori di queste circostanze debba essere discussa e concordata con il paziente …”.

 

In questo scenario, il medico di famiglia ha perciò un ruolo fondamentale; a lui infatti spetta fare prevenzione, diagnosi e assicurare ai propri pazienti assistiti l’accesso alle cure migliori.

 

D’altra parte è sempre il medico di famiglia che deve informare i propri pazienti in modo accurato e limitare, laddove presenti, allarmismi, preoccupazioni infondate e richieste di accertamenti superflui. 

 
 
 

Questo sito utilizza cookie di profilazione (propri o di altri siti) per inviarti pubblicitá in linea con le tue preferenze.

Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.

Se accedi a un qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all’uso dei cookie.

Ok