La comunicazione con il proprio medico

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La comunicazione con il proprio medico

20 Luglio 2017

Il test del PSA è considerato un esame controverso e, in molti casi, manca una discussione costruttiva tra medico e paziente riguardo ai benefici e ai rischi di questo screening.

La comunicazione con il proprio medicoIl test del PSA è un tipo di screening che viene prescritto di frequente nel caso di sospetto di tumore alla prostata o per monitorare la progressione della malattia. Nonostante il suo largo impiego, si tratta ancora di un esame controverso, perché non esiste un legame di causa effetto tra l’aumento del valore del PSA e il rischio tumorale. Per questo motivo è importante che il medico discuta con il paziente l’opportunità di questo esame e lo informi in anticipo sui rischi e sui benefici della sua esecuzione.

Tuttavia, in seguito alla raccomandazione della U.S. Preventive Services Task Force (USPSTF) del 2012, che suggeriva di evitare lo screening del PSA quando non strettamente necessario, si è assistito ad una diminuzione dei colloqui tra medico e paziente per discutere i vantaggi di questo esame.

Uno studio condotto dalla Brown University di Providence e pubblicato sulla rivista Urology ha esaminato le discussioni pre-screening, basandosi su questionari qualitativi somministrati a 217.053 uomini nell’ambito del Behavioral Risk Factor Surveillance System americano tra il 2012 e il 2014.

«Il fatto che solo un terzo dei pazienti abbiano riferito di aver avuto una discussione riguardo ai vantaggi e agli svantaggi [dello screening] è un dato allarmante», ha dichiarato il Dottor George Turini III, urologo, principale autore di questo studio e docente alla Warren Alpert Medical School della Brown University.

In base alle risposte dei partecipanti al sondaggio, infatti, è risultato che il 37% di queste persone ha ricevuto informazioni solo riguardo ai vantaggi dell’esame del PSA dal proprio medico, invece soltanto il 30% di loro è stato messo a conoscenza dei pro e dei contro di questo tipo di screening.

Sembrerebbe poi che gli uomini con un livello di istruzione superiore e un reddito medio-alto abbiano avuto maggiori occasioni di discutere in anticipo questo esame con il proprio medico, a differenza dei pazienti meno istruiti e più poveri. «Gli uomini più vulnerabili sono coloro che ricevono meno assistenza [in questa decisione]», spiega la Dottoressa Annie Gjelsvik, assistente di Epidemiologia alla Brown University School of Public Health e coautrice di questa ricerca.

Non solo: i dati raccolti nel 2014 rispetto al 2012 evidenziano come questo tipo di comunicazione tra paziente e medico si sia notevolmente ridotta, anche se il numero di test del PSA effettuati è rimasto quasi invariato (63% dei casi nel 2012 contro 62,4% nel 2014).

Questi dati fanno riflettere sull’utilità di un confronto equilibrato ed esaustivo tra il medico ed il paziente, soprattutto al fine di evitare situazioni stressanti e stati di ansia in seguito ad alterazioni del PSA. Questi colloqui individuali tra lo specialista ed il paziente dovrebbero precedere in ogni caso la somministrazione di questo esame.

Fonte:

Turini GA, Gjelsvik A, Renzulli JF, The State of Prescreening Discussions About Prostate-specific Antigen Testing Following Implementation of the 2012 United States Preventive Services Task Force Statement, Urology 2017; pii: S0090-4295(17)30246-7. doi: 10.1016/j.urology.2016.12.069


Orenstein D, Prostate screening often occurs without discussion of benefits, risks , News from Brown University, 28 Marzo 2017


Orenstein D, Most doctors don’t share pros and cons of prostate screening , Futurity, 29 Marzo 2017


 

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