Il tumore alla prostata in Italia: dati 2016

Il tumore alla prostata in Italia: dati 2016

9 Febbraio 2017

La pubblicazione del rapporto Aiom-AIRTUM I numeri del cancro in Italia 2016 fanno riflettere sull’incidenza del tumore alla prostata e sull’aspettativa di vita dei pazienti colpiti da questa malattia.

Il tumore alla prostata in Italia: dati 2016Alla fine dello scorso anno è stata pubblicata la sesta edizione del volume I numeri del cancro in Italia 2016, con il coordinamento scientifico dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e dell’Associazione Italiana Registro TUMori (AIRTUM).
Questo volume fornisce informazioni aggiornate e dettagliate sull’incidenza dei diversi tipi di tumori, il tasso di mortalità, la prevalenza e i fattori di rischio riconosciuti.

 

Nella prefazione al volume, Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute, sottolinea come l’Italia è allineata alla media europea e in certi casi addirittura superiore per percentuali di sopravvivenza al tumore, come ad esempio in relazione al tumore alla prostata. «Quello che veniva un tempo considerato un ‘male incurabile’ è divenuto in moltissimi casi una patologia da cui si può guarire o, comunque, con cui si può convivere: sta diventando infatti sempre più una malattia cronica, come altre, che consente alle persone colpite di avere una vita attiva e soddisfacente», ha aggiunto il Ministro, sottolineando come nel 2016 siano 3 milioni le persone sopravvissute al cancro.

 

In generale, la mortalità per tumore è in calo per entrambi i sessi e si allungano i tempi di sopravvivenza. Le neoplasie più diffuse si confermano il tumore alla prostata per gli uomini e il tumore al seno per le donne, ma la speranza di sopravvivenza si sta estendendo tanto che la sopravvivenza a cinque anni è vicina ormai al 90%, soprattutto grazie alla maggiore diffusione dei piani di screening a livello regionale e alle diagnosi precoci.
Oltre allo screening, altre abitudini virtuose riguardano la lotta al tabagismo e alla sedentarietà, la promozione di stili di vita sani con particolare attenzione all’alimentazione e i continui progressi in campo terapeutico.
«L'Italia è in testa nella classifica europea per sopravvivenza per quasi tutti i tumori, e questo nonostante la spesa per Sanità rispetto al PIL sia tra le più basse», ha fatto notare Carmine Pinto, presidente Aiom.

 

Per la prima volta il volume 2016 dedica un intero capitolo (“PSA: impatto sulla riduzione della mortalità per carcinoma della prostata”) al dosaggio dell’antigene prostatico specifico o test del PSA, per spiegarne i potenziali rischi e benefici. Come abbiamo osservato in numerosi articoli, per esempio parlando delle conseguenze della raccomandazione della U.S. Preventive Services Task Force (USPSTF), lo screening del PSA è un esame controverso tra la comunità scientifica, perché sarebbe responsabile dell’individuazione di forme tumorali asintomatiche e a lenta progressione, incentivando la sovradiagnosi e sottoponendo, in questi casi, i pazienti a trattamenti inutili se non addirittura dannosi per la loro qualità di vita. Secondo il rapporto Aiom-AIRTUM, il tumore alla prostata è presente in forma latente e biologicamente non aggressiva nel 15-30% dei soggetti oltre 50 anni e nel 70% circa degli ottantenni.
Elevati valori di questo marcatore possono dipendere da fattori estranei alla neoplasia, per esempio prostatiti o agobiopsie recenti, così come esistono casi conclamati di pazienti con tumore alla prostata i cui livelli di PSA non erano elevati.
Ecco perché bisogna valutare l’utilità dell’esame del PSA caso per caso, prima di promuovere un’attività di screening generale ed estesa.

 

Il tumore alla prostata rappresenta il 19% di tutti i tumori diagnosticati nella popolazione maschile, con una prevalenza tra i soggetti tra 50-69 anni e ultrasettantenni, seguito dal tumore al polmone (15%), dal tumore del colon-retto (13%), dal tumore della vescica (11%) e dal tumore dello stomaco (4%).
La mortalità per tumore alla prostata si è ridotta sensibilmente rispetto al passato, attestandosi all’8%, contro il 19% del tumore al polmone, prima causa di morte fra gli uomini.
Tuttavia è complesso valutare i decessi avvenuti a causa di questo tumore, soprattutto perché colpisce in prevalenza soggetti anziani in presenza di comorbilità complesse.

 

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