Il ruolo del microbioma nel carcinoma prostatico

Il ruolo del microbioma nel carcinoma prostatico

13 Gennaio 2020

Il microbioma può offrire un nuovo punto di vista sul cancro alla prostata? Sì secondo un recente studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Microbiology.

Il ruolo del microbioma nel carcinoma prostatico

Il cancro alla prostata è ancora molto difficile da individuare e curare precocemente. Un gruppo di ricercatori ha provato cercato risposte nel microbioma.
Cosa è il microbioma? Il microbioma è l’insieme del patrimonio genetico dei microrganismi che vivono nei e sui nostri corpi ed include gli organismi che vivono nei nostri polmoni e bocca e sulla nostra pelle e capelli. Ed include anche la popolazione di batteri meno studiata che vive nel liquido prostatico.

 

Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Frontiers in Microbiology, ha valutato se ci possano essere differenze tra le popolazioni batteriche nel liquido prostatico delle persone con carcinoma prostatico e quelle senza. Fino ad ora non è stato condotto un confronto completo e dettagliato degli ecosistemi microbici del fluido prostatico di pazienti con e senza carcinoma della prostata, con l’obiettivo di capire se la composizione del miocrobioma possa essere un utile marcatore per il tumore alla prostata. Proprio per questo motivo, la ricerca si è posta l’obiettivo di caratterizzare i microbiomi associati al microambiente del fluido prostatico non tumorale e tumorale nelle persone ad alto PSA, utilizzando il sequenziamento del gene dell'RNA ribosomiale 16S (rRNA). I ricercatori hanno poi provato a valutare la rilevanza di questa informazione in termini di patogenesi del cancro alla prostata e a trovare una connessione nei microrganismi associati al cancro alla prostata e a prostatite cronica con la speranza di cercare un nuovo mezzo per la diagnosi di tumore.

 

Cancro alla prostata e microbioma

 

Dopo i tumori della pelle, il cancro alla prostata è il tumore più comune tra gli uomini. Negli Stati Uniti, il cancro alla prostata è la seconda causa di morte per cancro. Alcuni dei principali fattori di rischio emersi includono essere più anziani e avere una storia familiare di cancro alla prostata. Anche l'infezione e l'infiammazione sembrano svolgere un ruolo nella patogenesi della malattia. Nonostante gli sforzi globali per migliorare gli interventi e le cure, le persone possono avere delle recidive e le loro condizioni possono diventare resistenti ai trattamenti. La strada da percorrere per gestire e affrontare questa malattia è ancora lunga. Tornando al microbioma della prostata, i ricercatori hanno provato a capire se una comunità alterata di batteri nel liquido della prostata potesse aumentare l'infiammazione e alterare l'ambiente locale in modo da favorire la crescita del cancro. Per indagare questo scenario, gli studiosi hanno effettuato il primo “confronto completo e dettagliato degli ecosistemi microbici del fluido prostatico”, mettendo a confronto persone con e senza cancro alla prostata. Tutti i soggetti osservati avevano alti livelli di antigene prostatico specifico (PSA), che è un enzima secreto dalla prostata utile allo screening per il tumore alla prostata. I ricercatori hanno poi prelevato campioni di liquido prostatico dagli uomini prima di sottoporli a una biopsia tissutale.

 

Diversità microbica ridotta nel cancro alla prostata

 

Il team ha scoperto che i campioni di liquido prostatico prelevati da uomini con carcinoma della prostata presentavano meno diversità nelle specie batteriche rispetto ai campioni prelevati da uomini che non presentavano il cancro. “La diversità microbica può avere un ruolo nella progressione del carcinoma della prostata”, ipotizzano gli autori. Quella della ricerca è stata anche un’occasione per misurare le differenze nelle proporzioni di alcune specie di batteri - tra cui Enterobacter, Lactococcus, Carnobacterium, Streptococcus e Geobacillus - tra i due gruppi.

 

In che modo popolazioni di batteri alterate possono influenzare la progressione del cancro alla prostata?

 

In questa fase, non è chiaro. “L'ospite e il suo microbiota coproducono una grande diversità di piccole molecole durante il metabolismo, molte delle quali potrebbero svolgere un ruolo critico nell'insorgenza e nello sviluppo della malattia”, spiegano gli autori. Ad esempio, sarebbe interessante capire se alcune delle diverse specie microbiche nei due gruppi, come Lactococcusspp. E Streptococcus spp., possano cambiare l'ambiente attraverso [una] varietà [di] metaboliti, potenziando eventualmente la crescita del tumore.

 

Cancro alla prostata: un futuro strumento diagnostico?

 

La misurazione dei livelli di PSA negli uomini è il test iniziale standard per il cancro alla prostata, ma è tutt'altro che perfetto. Ad esempio, le persone con altre condizioni - come l'infiammazione cronica della prostata – possono avere anche valori elevati di PSA e rischiano di sottoporsi inutilmente a biopsie. La strada della diversificazione del miocrobioma può rappresentare un’alternativa: i ricercatori hanno esplorato la possibilità di analizzare la popolazione microbica di liquido prostatico come marker non invasivo per il cancro alla prostata. E, sebbene la dimensione del campione osservato dallo studio fosse piccola (allo studio hanno partecipato 59 partecipanti: 32 con carcinoma prostatico e 27 senza), i calcoli preliminari sembrano essere positivi e suggerire che il microbioma potrebbe costituire la base di uno strumento diagnostico da affiancare in futuro alla misurazione dei livelli di PSA.

 

Dall’analisi è emerso che non c'erano specie microbiche specifiche in nessuno dei due gruppi di pazienti. Tuttavia, molte specie, come quelle dei generi Alkaliphilus, Enterobacter, Lactococcus, Cronobacter, Carnobacterium e Streptococcus hanno mostrato una differenza significativa tra il gruppo con cancro alla prostata e il gruppo senza il tumore.

 

I dati sembrano suggerire una correlazione patofisiologica tra la composizione del microbioma e la presenza di malattia. Il microbioma può essere utile per mantenere la stabilità del microambiente della prostata e fornisce prospettive interessanti per l'identificazione di nuovi biomarcatori nei pazienti con alto PSA. Dedurre associazioni causa ed effetto da questo studio non è possibile e se questa ipotesi fosse verificata ci vorranno molte più ricerche prima che gli scienziati possano dimostrarlo. Ma progettare un modo per utilizzare i livelli di batteri nel liquido prostatico come strumento diagnostico è una strada emozionante da esplorare e questi primi dati spingono verso studi futuri in questa direzione.

Fonte: Ma X, Chi C, Fan L, et al. The Microbiome of Prostate Fluid Is Associated With Prostate Cancer, Front. Microbiol. 19 July 2019. doi: 10.3389/fmicb.2019.01664.

 

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