Il peso del fumo sull’esito delle cure per il cancro della prostata

Il peso del fumo sull’esito delle cure per il cancro della prostata

23 Novembre 2018

Quando incide l’abitudine al fumo di sigaretta sul verificarsi di recidive, metastasi e mortalità in pazienti con cancro prostatico localizzato sottoposti a prostatectomia o radioterapia? Vediamo i dati di una ricerca sulla rivista JAMA Oncology.

Un fumatore accende la sigaretta

Molto spesso sia come pazienti sia come medici, quando siamo impegnati in battaglie importanti per la nostra salute, tendiamo a trascurare l'importanza che avrebbe cambiare le nostre abitudini quotidiane, tra questa l’impatto positivo che avrebbe smettere di fumare. Nel caso del tumore della prostata, spesso gli stessi medici sono così concentrati sul combattere la malattia da perdere di vista i fattori al contorno che potrebbero cambiare il futuro dei pazienti, compresa la risposta alle terapie alle quali sono stati sottoposti.

 

Sappiamo ormai tutti che fumare è inequivocabilmente una pessima abitudine, per la nostra salute a 360 gradi, ma è bene ricordarsi che, se si ha il cancro alla prostata, quella del fumo è un'abitudine che fa male in molti modi diversi. Gli studi che hanno valutato l'associazione del fumo di sigaretta con l'incidenza e gli esiti del cancro alla prostata hanno riportato risultati controversi. E questa recente ricerca pubblicata sul JAMA Oncology ha esaminato e analizzato sistematicamente l'associazione tra l’abitudine al fumo di sigaretta e il verificarsi di recidiva, metastasi e mortalità specifica per cancro tra i pazienti con carcinoma prostatico localizzato sottoposti a prostatectomia radicale primaria o a radioterapia.

 

Il peso del fumo sulle terapie per il cancro della prostata: la ricerca

 

La revisione sistematica e meta-analisi ha incluso 11 studi, osservazionali e non randomizzati, per un totale di 22.549 pazienti, che presentavano carcinoma prostatico, sottoposti a prostatectomia radicale primaria o radioterapia. Complessivamente, ben 4202 pazienti (18,6%) erano fumatori attuali. Il follow-up mediano complessivo è stato di 72 mesi.
Dall’analisi è emerso che i fumatori attuali avevano un rischio statisticamente più alto di recidiva biochimica (HR 1,40, IC 95%, 1,18-1,66, P <0,001 [10 studi]),così come gli ex fumatori (HR, 1,19, IC 95%, 1,09-1,30; P <.001 [7 studi]).
I fumatori attuali erano anche a più alto rischio di metastasi (HR, 2,51, IC 95%, 1,80-3,51, P <0,001 [3 studi]) e mortalità specifica per cancro (HR, 1,89, IC 95%, 1,37-2,60; P <.001 [5 studi]), mentre gli ex fumatori non lo erano (metastasi: HR, 1,61, IC 95%, 0,65-3,97, P=.31 [2 studi], mortalità specifica per cancro: HR 1,05; 95% CI, 0.81-1.37; P=.70 [4 studi]).

 

I dati parlano chiaro: coloro che fumavano nel momento in cui sono stati sottoposti alle terapie per il carcinoma prostatico localizzato avevano un rischio significativamente maggiore di recidiva, metastasi e mortalità specifica per cancro. Si tratta di risultati importanti che dovrebbero incoraggiare gli oncologi e gli urologi radiologi a consigliare ai pazienti di smettere di fumare, dato il rischio di esiti oncologici significativamente peggiori associati al fumo.

Fonte:

Foerster B, Pozo C, Abufaraj M, et al. Association of Smoking Status With Recurrence, Metastasis, and Mortality Among Patients With Localized Prostate Cancer Undergoing Prostatectomy or Radiotherapy. A Systematic Review and Meta-analysis. JAMA Oncol. 2018; 4(7): 953-961. doi:10.1001/jamaoncol.2018.1071 (abstract) https://jamanetwork.com/journals/jamaoncology/article-abstract/2682189

 

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