Il decalogo della prevenzione per gli uomini

Il decalogo della prevenzione per gli uomini

1 Giugno 2018

Quando è il momento di farsi visitare da un urologo? La prevenzione deve iniziare già in adolescenza. Ecco le 10 regole d’oro per gli uomini, formulate dalla Società Italiana di Urologia (SIU).

Campagna per la prevenzione della salute maschile

Sono oltre 10 milioni in Italia gli uomini con problemi di salute prettamente maschili, tra cui i più frequenti sono eiaculazione precoce (4 milioni), iperplasia prostatica benigna (4 milioni), disfunzione erettile (3 milioni), calcolosi (2 milioni), tumori (1,2 milioni), oltre a malattie infettive e infiammatorie spesso concomitanti.

 

Ecco perché è così importante promuovere la prevenzione fin dall’adolescenza: con questo obiettivo è nato il programma “Prevenzione Alpha”, un convegno e una campagna di sensibilizzazione per incoraggiare gli uomini a prendersi cura di sé in tutte le fasi della vita. Promotori sono la Società Italiana di Urologia (SIU) e il Ministero della Salute.

 

L’obiettivo è quello di creare una cultura della salute maschile, in cui l’urologo deve diventare il punto di riferimento, proprio come il ginecologo lo è per le donne. «L'urologo è lo specialista della salute maschile», ha spiegato Vincenzo Mirone, urologo e responsabile della comunicazione della SIU, «e la prima visita deve avvenire già in adolescenza. È un cambiamento di mentalità necessario. Le famiglie devono comprendere che ogni età ha le sue problematiche e l'urologo è in grado di accompagnare il paziente nel percorso di cura adeguato, se necessario, o di tranquillizzarlo. Il nostro obiettivo, con ‘Prevenzione Alpha’, è di far conoscere a tutti quanto conta la prevenzione e quanto sia fondamentale abbattere i tabù che ancora aleggiano sulla salute sessuale del maschio».

 

Durante l’adolescenza (16-25 anni) i ragazzi dovrebbero essere accompagnati dai padri alla prima visita urologica, così come fanno le madri quando portano le figlie dal ginecologo. Si tratta di un’abitudine virtuosa, che getta le basi per un rapporto duraturo e consapevole con il proprio medico.

 

In età adulta (25-45 anni) questa abitudine si consoliderà e sarà soprattutto funzionale alla prevenzione dell’infertilità maschile e al controllo della propria salute riproduttiva, se consideriamo che nel nostro Paese 1 uomo su 3 è a rischio infertilità.

 

Dopo i 45 anni, i controlli da parte dell’urologo saranno finalizzati alla diagnosi precoce di possibili patologie a carico dell’apparato urologico e a contrastare i sintomi che possono intaccare il benessere sessuale.
«In questa fascia anagrafica», spiega Giuseppe Morgia, responsabile dell’Ufficio scientifico della SIU, «sono essenziali controlli costanti dallo specialista e analisi specifiche. La visita urologica diventa un appuntamento da non mancare. Le terapie proposte devono poi essere seguite dal paziente per ottenere il massimo dei benefici. L’ ingrossamento volumetrico della prostata è un fatto fisiologico con l’andare degli anni, ma oggi sono disponibili trattamenti che consentono di evitare o di ritardare la chirurgia. E anche quando è indispensabile il ricorso all’intervento, i laser riducono i tempi di guarigione e di ripresa».

 

Le regole per la prevenzione dei disturbi maschili riguardano soprattutto lo stile di vita e sono sintetizzabili in dieci punti:

 

  1. 1. evitare il fumo o, se si fuma, smettere di fumare, per ridurre il rischio, in particolare, di tumore al polmone o alla vescica;
  2. 2. se si nota la presenza di sangue nelle urine (ematuria) rivolgersi ad uno specialista;
  3. 3. palpare regolarmente i testicoli per accorgersi in anticipo della comparsa di masse, infatti il tumore del testicolo ha un’incidenza molto elevata nella fascia di età tra 15 e 35 anni;
  4. 4. vaccinarsi per il Papilloma virus (HPV), che nel 50% dei casi di infezione può essere oncogeno;
  5. 5. usare sempre il preservativo, per evitare il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili;
  6. 6. bere almeno 2 litri di acqua al giorno, per contrastare la formazione di calcoli urinari;
  7. 7. mangiare in modo corretto, perché una dieta equilibrata e sana contribuisce a ridurre il rischio di calcoli, prostatiti, disturbi urinari e deficit erettile;
  8. 8. svolgere attività fisica e mantenere un peso adeguato;
  9. 9. controllare regolarmente la pressione e la glicemia;
  10. 10. ricordarsi che il deficit erettile non è una malattia, ma può essere la conseguenza di patologie anche gravi, come per esempio disturbi cardiovascolari.

 

La prevenzione della salute maschile richiede un vero e proprio cambio di mentalità, che deve partire da comportamenti attivi, sotto la guida dell’urologo di fiducia.

 

Fonte:

Prevenzione Alpha. Proteggere la salute maschile nelle tre fasi della vita, Programma del convegno, 13 Marzo 2018

 

Il sesso debole è l’uomo, Adnkronos, 13 Marzo 2018

 

D’Aria I, Il sesso 'debole' oggi è lui, 10 milioni di italiani con malattie maschili, Repubblica, 13 Marzo 2018

 

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