Geni in comune per capire i tumori aggressivi della prostata

Geni in comune per capire i tumori aggressivi della prostata

14 Novembre 2018

Su Cell i dati di uno studio che ha individuato gli errori genetici che accomunano alcuni carcinomi metastatici della prostata che potrebbero essere cruciali per individuare quali pazienti possono sviluppare tumori così aggressivi.

Una sequenza genetica

L’aver sequenziato il genoma di oltre 100 tumori della prostata metastatici ha permesso ai ricercatori di capire meglio i meccanismi alla base di alcune forme aggressive di cancro alla prostata metastatico. Lo studio, della Washington University School of Medicine di St. Louis insieme all’University of California di San Francisco, ha individuato gli errori genetici che questi tumori mortali hanno in comune e le nuove informazioni emerse potrebbero essere cruciali per i medici per individuare quali pazienti possono sviluppare questi tumori così aggressivi ed eventualmente quale terapia impostare in questi pazienti.

 

Ogni anno negli Stati Uniti vengono diagnosticati più di 160.000 casi di cancro alla prostata. Circa l'80% dei pazienti con cancro alla prostata presenta tumori a crescita lenta e ha a disposizione diverse opzioni di trattamento efficaci. Il 20% di questi pazienti sviluppa le forme più aggressive della malattia con minori speranze di essere curati e sono questi i pazienti messi a fuoco dallo studio multicentrico pubblicato sulla rivista Cell.
Gli scienziati hanno mappato la completa composizione del DNA di oltre 100 tumori della prostata aggressivi, individuando importanti errori genetici che accomunano questi tumori altamente mortali, ponendo così le basi per la ricerca di nuove strategie terapeutiche per la cura del cancro alla prostata, in particolare in queste forme più aggressive.

 

Spostare l’attenzione alle mutazioni nelle regioni del genoma che regolano questi geni per capire meglio il tumore

 

«Questo studio potrebbe aiutare nella ricerca di terapie migliori per il trattamento del cancro alla prostata aggressivo», ha detto Christopher A. Maher, uno degli autori, professore associato di medicina e assistente direttore presso il McDonnell Genome Institute della Washington University School of Medicine. «Nell’immediato, le nuove informazioni potrebbero aiutare i medici a trovare il modo per identificare quali pazienti possono sviluppare tumori aggressivi e guidare le loro decisioni sul trattamento».

 

Fino ad oggi la maggior parte degli studi genetici sul cancro della prostata si sono concentrati su parti del genoma che controllano quali proteine produce un tumore. Le proteine si comportano come le cellule, se funzionano correttamente, svolgono compiti cellulari necessari per il mantenimento di una buona salute, se non funzionano correttamente, possono derivarne malattie, incluso il cancro. Ma si tratta di una visione parziale, poiché i geni che producono le proteine rappresentano solo dall'1 al 2% dell'intero genoma. Questa analisi rappresenta il primo studio su larga scala che ha osservato l'intero genoma - tutto il DNA, compresi tutti i geni di ciascun tumore - di tumori metastatici della prostata, e ha rivelato che molti di questi tumori hanno criticità nelle zone del genoma che dicono ai geni che codificano le proteine cosa fare.

 

«I geni che codificano le proteine sono importanti, ma quando ci si concentra solo su di loro si possono perdere di vista le mutazioni nelle regioni del genoma che regolano questi geni», ha precisato Maher. «Dall’analisi è emerso che circa l'80% dei tumori aggressivi osservati presentava le stesse alterazioni genetiche in una regione del genoma che controlla il recettore degli androgeni», ha detto Maher. Questo errore genetico accresce l’estensione del recettore degli androgeni sulle cellule del cancro alla prostata. Questi recettori si legano a ormoni maschili come il testosterone e guidano la crescita del tumore.

 

«Questo è stato uno dei risultati più sorprendenti», ha dichiarato Maher, anche membro del Siteman Cancer Center presso il Barnes-Jewish Hospital e la Washington University School of Medicine.
«Abbiamo visto troppe copie ripetute del DNA in questa regione del genoma. In alcuni di questi pazienti, il recettore degli androgeni sembra del tutto normale, ma sono presenti troppi recettori per gli androgeni, perché la regione regolatrice del recettore è accresciuta, un aspetto che sfugge agli studi sul sequenziamento che focalizzano la loro attenzione sulla codifica delle proteine».

Fonte:

Quigley DA, Dang AH, Zhao SG, et al. Genomic Hallmarks and Structural Variation in Metastatic Prostate Cancer, Cell 2018; 174 (3): 758-69. doi: https://doi.org/10.1016/j.cell.2018.06.039

 

Strait JE, Analysis of prostate tumors reveals clues to cancer’s aggressiveness. Washington University School of Medicine in St. Louis, comunicato stampa del 19 Luglio 2018 https://medicine.wustl.edu/news/genomic-sequencing-of-prostate-tumors-reveals-clues-to-aggressiveness/?_ga=2.36886176.1831858179.1535460589-1723364633.1535460589

 

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