Familiarità e rischio tumorale

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Familiarità e rischio tumorale

29 Novembre 2016

La familiarità con il tumore alla prostata è considerata un fattore di rischio. Ma in molti casi la malattia potrebbe avere un decorso lento e non letale.

Familiarità e rischio tumoraleLe linee guida americane ed europee consigliano agli uomini che hanno una storia familiare di cancro alla prostata di sottoporsi al test del PSA tra i 40 e i 50 anni.

 

Tuttavia, il test del PSA evidenzia anche forme tumorali a basso rischio, in molti casi clinicamente insignificanti.
Ecco perché, secondo alcuni ricercatori svedesi, l’aumento delle diagnosi di tumore prostatico tra i parenti di persone già affette da questa malattia sarebbe determinato non tanto dalla predisposizione genetica, quanto invece dal fatto che, per familiarità con il cancro, questi uomini si sottopongono più spesso al test del PSA.
Questo significa che una diagnosi di tumore alla prostata non necessariamente implica la probabilità di sviluppare la malattia in forma letale, ma potrebbe persino trattarsi di una forma tumorale indolente, asintomatica, cronicizzata.

 

Lo studio in questione, pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute, suggerisce che sia opportuno riesaminare le statistiche sulla familiarità del tumore alla prostata in base all’età, al grado di parentela, al tipo di tumore e al relativo punteggio di Gleason.
Per farlo, i ricercatori hanno analizzato i dati presenti nel Prostate Cancer data Base Sweden (PCBaSe) 3.0, in cui sono archiviate le informazioni cliniche e demografiche di circa il 98% degli uomini malati di tumore alla prostata in Svezia. Grazie alle informazioni presenti in questo ampio database, è stato possibile risalire ai familiari di questi pazienti fino al 1932, considerando come unica discriminante il fatto che anche queste persone vivessero in Svezia.

 

Degli oltre 50.000 uomini presi in esame per la loro familiarità con il tumore alla prostata, al 30% è stato diagnosticato il tumore alla prostata entro i 75 anni, percentuale più che doppia rispetto alla media nazionale svedese, per cui il rischio di sviluppare la malattia si attesta intorno al 13%. Eppure, di questi uomini solo il 9% ha sviluppato il tumore in forma aggressiva, contro una media nazionale del 5%.
Queste percentuali risultano più alte per quegli uomini che hanno addirittura due familiari (padre e fratello) già colpiti dal tumore alla prostata: il rischio di sviluppare la malattia si attesta intorno al 48%, con un 14% di probabilità di forme aggressive.

 

Dalle analisi sembra, dunque, che la familiarità con il tumore alla prostata abbia una connessione anche con il tipo di gravità della malattia, per questo i ricercatori hanno classificato i tumori in tre stadi:

 

  • a basso rischio, per le forme tumorali diagnosticate prima dei 75 anni e che hanno permesso al paziente di vivere almeno altri 10 anni dalla diagnosi;
  • non letale, nel caso in cui il paziente riconosciuto malato di tumore alla prostata è morto per altre cause;
  • letale, quando la causa della morte è stata proprio il tumore alla prostata.

 

La probabilità di sviluppare questo tumore crescerebbe in base al numero dei familiari già colpiti dalla malattia (ad esempio padre e fratello) e aumenterebbe con l’età.

 

La novità di questa ricerca consiste nel fatto che, per prima, ha messo in evidenza come circa la metà delle diagnosi che coinvolgevano uomini con una storia familiare di tumore prostatico, in realtà erano categorizzabili come forme a basso rischio e senza alcuna rilevanza clinica.

 

Queste considerazioni potrebbero rivoluzionare il modo in cui la familiarità con il cancro viene considerata un fattore di rischio, e dare nuove speranze anche a quei pazienti geneticamente più predisposti a questa malattia.

Fonte: Bratt O et al. Family History and Probability of Prostate Cancer, Differentiated by Risk Category: A Nationwide Population-Based Study. JNCI J Natl Cancer Inst 2016; 108 (10): djw110. doi: 10.1093/jnci/djw110

Bratt O, New findings concerning hereditary prostate cancer, comunicato stampa, 11 Luglio 2016

 

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