Cancro: poca consapevolezza sui fattori di rischio

Cancro: poca consapevolezza sui fattori di rischio

22 Dicembre 2017

Secondo la National Cancer Opinion Survey, un’indagine voluta dall’American Society of Clinical Oncology (ASCO), la maggior parte degli americani non sono a conoscenza dei fattori di rischio chiave per il cancro. Più informazione, più ricerca, più prevenzione sono i tre elementi chiave sui quali investire.

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Secondo la National Cancer Opinion Survey, un’indagine voluta dall’American Society of Clinical Oncology (ASCO), e realizzata online da Harris Poll, la maggior parte degli americani non sono a conoscenza dei fattori di rischio chiave per il cancro. Servono più informazione, più ricerca, più prevenzione.

 

La maggior parte degli americani non è a conoscenza di molti degli importanti fattori di rischio per il cancro, è questo il dato che emerge da un'ampia indagine condotta online a livello nazionale da Harris Poll, per conto dell’ASCO. In particolare è l'obesità, che presto sorpasserà il fumo come più grande causa prevenibile di cancro negli Stati Uniti, ad essere poco temuta.

 

“Questa ricerca ci aiuta a capire cosa gli americani pensano del cancro, e quindi dove concentrare gli sforzi per sconfiggere questa malattia”, ha dichiarato Bruce Johnson il presidente dell’ASCO. “È chiaro che ci sono molte lacune importanti che vanno affrontate - dall'educare il pubblico sulla prevenzione del cancro a fronteggiare gli alti costi di trattamento, fino ad investire nella ricerca sul cancro che è vitale per migliorare i risultati sui pazienti”.

 

Alla ricerca, commissionata dall'ASCO e condotta online da Harris Poll dal 10 al 18 luglio 2017, hanno partecipato una porzione rappresentativa della popolazione degli Stati Uniti, ovvero 4.016 adulti di età pari o superiore a 18 anni. Più di un terzo ha riferito di avere esperienza diretta con il cancro: il 4% ha o ha avuto il cancro e il 32% ha un parente stretto che ha o ha avuto il cancro.

 

Fattori di rischio per il cancro: quanta consapevolezza c’è?

Se la maggioranza degli americani identifica correttamente nell'uso del tabacco (78%) e nell'esposizione al sole (66%) due fattori di rischio per il cancro, sono davvero pochi quelli che sanno quali siano gli altri fattori legati allo stile di vita che aumentano il rischio di cancro. Il fattore di rischio più sottovalutato è sicuramente l’obesità, nonostante sia noto che un più alto indice di massa corporea è associato ad un aumento del rischio di molti tumori, tra cui quello del colon, della mammella, della prostata e dell'utero. In particolare, solo il 31%, quindi meno di un terzo, è consapevole del fatto che l'obesità sia un fattore di rischio per il cancro, pur essendo la seconda causa prevenibile della malattia.

 

“I nostri stili di vita hanno un grande impatto sul rischio di sviluppare molti tumori comuni”, ha aggiunto Richard Schilsky, Chief Medical Officer dell’ASCO. “Il fatto che così pochi americani siano consapevoli che mantenere un peso nella norma sia associato a un rischio inferiore per molti tumori dovrebbe servire come monito. Sfortunatamente, infatti, l'obesità è un problema che non può essere risolto da un giorno all'altro e richiederà un ampio impegno sociale per essere affrontato”.

 

Anche il consumo di alcol emerge come fattore di rischio poco riconosciuto. Meno di un americano su tre (solo 30%) lo riconosce come fattore di rischio per il cancro, nonostante il consumo di alcol possa aumentare il rischio di alcuni tumori, tra cui quelli della bocca, del fegato e del seno.

 

Dall’indagine emerge anche una scarsa capacità di intraprendere azioni preventive per ridurre il rischio di cancro: solo il 48% dichiara di usare la protezione solare o di limitare l’esposizione al sole; meno della metà (il 41%) afferma di mantenere un peso sano; e il solo il 38% afferma di limitare il consumo di alcol per prevenire il cancro.

 

Inoltre, restano radicate alcune errate percezioni sul rischio di cancro: il 14% identifica erroneamente i telefoni cellulari come causa del cancro e l'8% identifica sbagliando la caffeina come fattore di rischio per la malattia.

 

La percezione della malattia

I dati della ricerca si soffermano poi sulla percezione della malattia che appare legata alle esperienze personali con il cancro: vedere da vicino gli effetti di questa malattia incide sulla paura e l'ansia e definisce l’idea di quello che una diagnosi potrebbe significare per se stessi. Chi ha un parente stretto che ha o ha avuto il cancro mostra maggiori preoccupazioni in generale riguardo alla diagnosi di cancro. Ad esempio, tra gli americani il cui membro della famiglia ha / ha avuto il cancro, il 63% afferma di essere preoccupato di provare dolore e sofferenza in caso di diagnosi di cancro. Questa preoccupazione è minore tra le persone senza esperienza con il cancro: solo il 56% dichiara di essere preoccupato per il dolore e la sofferenza in caso di diagnosi. Allo stesso modo, tra gli americani che hanno un familiare che ha / ha avuto il cancro, il 60% afferma di essere preoccupato di essere un peso per la famiglia e gli amici in caso di diagnosi di tumore, contro il 49% emerso tra chi non ha vissuto un’esperienza diretta con la malattia.

 

Dalla ricerca emerge una chiara consapevolezza che gli investimenti nella ricerca sul cancro svolgono un ruolo fondamentale nella ricerca di nuove cure. Al di là dell’eterogeneità delle opinioni e preoccupazione legate all’eventualità della diagnosi: il 54% degli americani (più della metà) pensa che il governo dovrebbe spendere di più per aiutare gli americani a sottoporsi a screening e cure per il cancro, e poco meno della metà (il 49%) ritiene che dovrebbero essere investiti più soldi nella prevenzione della malattia. Più fondi per la ricerca sul cancro significherebbero più innovazione, più studi, più pazienti arruolati nelle sperimentazioni cliniche, più ricercatori in gioco e progressi più rapidi verso trattamenti nuovi che potrebbero migliorare le condizioni dei pazienti.

 

Nel complesso, gli americani sono ottimisti riguardo al futuro delle cure per il cancro e si aspettano che ci sia un ritmo costante di progressi nei prossimi decenni: quasi quattro su cinque (79%) pensa che la maggior parte dei tumori sarà curabile nei prossimi 50 anni; il 66% pensa che la maggior parte sarà curabile nei prossimi 25 anni e il 39% crede che la maggior parte dei tumori sarà curabile entro i prossimi 10 anni.

 

 

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