Attività fisica e tumore della prostata non metastatico

Attività fisica e tumore della prostata non metastatico

14 Dicembre 2017

Un grande studio prospettico americano, effettuato su uomini con diagnosi di tumore della prostata non metastatico, mostra come praticare almeno 5 ore di attività fisica a moderata intensità a settimana dopo la diagnosi riduca il rischio di morire a causa della malattia.

Attività fisica e tumore della prostata non metastatico

Ancora nuovi dati, pubblicati sulla rivista European Urology, arrivano a conferma dei benefici dell'esercizio fisico regolare nella prevenzione o nel ritardo della mortalità specifica per cancro alla prostata in uomini con tumore della prostata non metastatico.

 

I grandi studi prospettici di coorte possono servire a confermare le associazioni tra l'attività fisica ricreativa, tra cui la semplice camminata, e la mortalità specifica per cancro alla prostata in pazienti con tumore alla prostata. In particolare, questo studio prospettico di coorte, condotto negli Stati Uniti, si è posto l’obiettivo di valutare le associazioni tra le attività ricreative, riportate prima e dopo la diagnosi, con la mortalità specifica per cancro alla prostata, complessiva e per categoria di rischio tumorale.

 

La ricerca di Wang e colleghi è basata su uno studio prospettico effettuato su oltre 7.300 uomini che hanno ricevuto una diagnosi di tumore alla prostata non metastatico tra il 1992/3 e il 2011, di cui è stata valutata la mortalità fino al 2012. Nello specifico la ricerca ha valutato 7328 pazienti nell’analisi pre-diagnosi e/o 5319 pazienti in quella post-diagnosi. L'età media (mediana) dei pazienti alla diagnosi era di 71 anni.

 

I risultati di base di questa ricerca mostrano che nel corso del 2012, ci sono state:

  • 2.743 morti (454 a causa del cancro della prostata e 754 a causa di malattie cardiovascolari) tra i 7.332 uomini inclusi nell'analisi pre-diagnosi (evidenziando un tasso di mortalità specifico del cancro alla prostata del 6,2 per cento).
  • 1.685 morti (261 a causa del cancro della prostata e 464 a causa di malattie cardiovascolari) tra i 5.319 uomini inclusi nell'analisi post-diagnosi (un tasso di mortalità specifico del cancro alla prostata del 4,9 per cento).

 

Ma, soprattutto, mostrano che i pazienti che hanno svolto attività fisica regolare prima della diagnosi - ad un tasso di ≥ 17,5 ore equivalente metabolico (MET) alla settimana (MET-h / sett) - mostravano un rischio di mortalità specifica per cancro alla prostata inferiore del 37 per cento rispetto agli uomini che si allenavano da 3,5 a < 8,75 MET-h / sett. Il MET rappresenta un'unità di misura dell'intensità dell’attività fisica praticata e ciascun MET corrisponde all'impiego di 1kcal per ciascun Kg di peso corporeo, per ciascuna ora di attività.

 

Guardando i dati da vicino emerge che il risultato positivo è stato statisticamente significativo per gli uomini con tumori a basso e medio rischio. Inoltre, i benefici sono stati confrontabili anche per attività semplici come il camminare, ma non per altre forme di attività ricreative.

 

In particolare, nei pazienti che hanno fatto movimento regolarmente dopo la diagnosi - utilizzando gli stessi livelli di esercizi comparativi di ≥17,5 vs 3,5- < 8,75 MET-h / sett. – è emerso un rischio inferiore del 31 per la mortalità specifica associata a cancro della prostata. Il risultato non è stato influenzato dalla categoria di rischio tumorale.

 

Stando al commento degli autori sembra che livelli più elevati di attività fisica ricreativa post-diagnosi sono stati associati a bassi tassi di mortalità specifici per cancro alla prostata. Anche la pratica di attività fisica pre-diagnosi, compresa la passeggiata, è risultata associata ad un rischio minore di mortalità specifica del cancro alla prostata tra gli uomini con tumori a basso rischio.

 

Questi risultati forniscono ulteriori prove del fatto che i pazienti che sopravvivono al cancro della prostata debbano aderire alle raccomandazioni riguardo l’attività fisica almeno moderata e vanno a sostegno degli studi clinici che mostrano come l’esercizio fisico tra i sopravvissuti al cancro della prostata possa migliorare la fatica, la qualità di vita e il tono muscolare. Si tratta di risultati osservazionali che non possono essere generalizzati a pazienti con tumore prostatico metastatico e devono tenere conto che un parte di confusione residua potrebbe essere dovuta ad un tasso di screening più elevato tra gli uomini con tumori a basso rischio, ma proprio per questo sono necessari ulteriori studi che possano e sappiano valutare l’influenza dell’attività fisica sulla progressione della malattia.

 

Fonte:

Wang Y, Jacobs EJ, Gapstur SM, et al. Recreational Physical Activity in Relation to Prostate Cancer–specific Mortality Among Men with Nonmetastatic Prostate Cancer.
DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.eururo.2017.06.037

 

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