Vita sessuale

Convivere con la malattia

Vita sessuale

Molti malati di tumore della prostata hanno difficoltà a parlare con il proprio medico di questioni personali, soprattutto se queste coinvolgono la sfera sessuale. Superando questo limite si possono ridurre molti effetti collaterali delle terapia e adottare soluzioni per la maggior parte di questi problemi.

I tumori che colpiscono gli organi riproduttivi possono, come è facile intuire, avere ripercussioni sulla vita sessuale.

Durante l’intervento di prostatectomia vi è un rischio abbastanza elevato di danneggiare i nervi e le arterie che avvolgono la prostata, provocando così un diminuito afflusso di sangue al pene da cui possono conseguire disturbi dell’erezione. Come già è stato detto, si tratta di un rischio che varia in funzione dell’età del paziente e, per questo, aumenta dopo i 70 anni.

Oggi è possibile ridurre il rischio di tali problematiche grazie a tecniche chirurgiche innovative e meno invasive, come la prostatectomia nerve-sparing, un intervento che si effettua quando il tumore non è molto esteso e che ha lo scopo di mantenere intatti i nervi. In ogni caso, anche in presenza di interventi chirurgici più invasivi che possono danneggiare i nervi, sono possibili delle cure specifiche che portano alla riabilitazione sessuale. Non solo la chirurgia comunque, ma anche la radioterapia e le terapie ormonali possono comportare la comparsa di questo effetto collaterale.

La presa di coscienza della malattia e l’accettazione di una nuova sessualità, sono aspetti fondamentali, il primo passo che un malato può compiere per gestire la malattia; oltre ai fattori che dipendono direttamente dal tipo di trattamento scelto, infatti, i fattori di natura psicologica influiscono molto sul processo di guarigione.

DISTURBI DEL DESIDERIO E DOLORE NEI RAPPORTI

Il momento della diagnosi, così come il periodo del trattamento, generano forte stress emotivo ed è possibile che si perda interesse per il sesso e che il desiderio sessuale diminuisca; si tratta di una condizione transitoria che spesso si risolve non appena il paziente inizierà a sentirsi meglio.

Inoltre, soprattutto a causa delle terapie, possono comparire pensieri depressivi che influiscono sulla sfera del desiderio e quindi dell’eccitazione che può essere ulteriormente condizionata se il partner non riesce a rapportarsi in modo corretto alla malattia.

In condizioni di normalità, quando un uomo prova eccitazione sessuale, il suo cervello emette involontariamente dei segnali nervosi che si estendono dal midollo spinale fino a raggiungere la regione anale, la prostata, l’uretra per poi giungere infine al pene.
Gli stimoli nervosi liberano delle sostanze chimiche che inducono un rigonfiamento dei corpi cavernosi e provocano una dilatazione dei vasi sanguigni. Quando il sangue raggiunge i vasi sanguigni del pene avviene l’erezione. Va precisato però che questi impulsi nervosi e la reazione a catena che si verifica sono processi non controllabili.

Gli effetti collaterali di alcune terapie anticancro provocano un danneggiamento dei nervi, una minore irrorazione sanguigna che, se accompagnate all’incertezza, lo stress, la paura di fallire e sentimenti luttuosi possono rendere più difficile l’erezione.

Può accadere, infine, che, dopo un intervento nell’area della prostata e del bacino, il liquido spermatico finisca nella vescica e che lo sperma venga, quindi, espulso in un secondo momento assieme all’urina. Si tratta un fenomeno noto come eiaculazione retrograda.

Per queste ragioni è fondamentale confrontarsi con il proprio medico senza remore per poter identificare il percorso di riabilitazione più adatto, tenendo sempre in considerazione che anche il pieno coinvolgimento e il dialogo con il partner sono aspetti che facilitano e accelerano il processo di guarigione.

FARMACI E PROTESI PER RISOLVERE GLI EFFETTI COLLATERALI DELL'ORMONOTERAPIA

Nella cura del tumore prostatico e per alcuni casi di cancro testicolare si ricorre a un trattamento mirato al testosterone. La crescita delle cellule del tumore prostatico, infatti, è legata alla presenza del testosterone, un ormone sessuale prodotto principalmente nei testicoli. Per bloccare la crescita del tumore bisogna dunque abbassarne i livelli con dei farmaci specifici.

La pratica dell’ormonoterapia non è però priva di effetti collaterali che sono molto simili a quelli dovuti all’asportazione dei testicoli, come il calo del desiderio e la difficoltà di erezione. Per ridurre queste controindicazioni, il medico potrà valutare, insieme al paziente, di ricorrere a farmaci specifici che inducano l'erezione aumentando l'irrorazione sanguigna nel pene.

La protesi scrotale non è altro che un testicolo artificiale che viene inserito per preservare l’estetica dello scroto aiutando il paziente a riacquisire stima di sé e del proprio corpo.

Esistono poi dei dispositivi a pressione negativa che consistono in un cilindro trasparente all’interno del quale si inserisce il pene e poi aspirando mediante una pompa l’aria all’interno del cilindro, la pressione attorno al pene diminuisce e il sangue affluisce maggiormente all’interno permettendo l’erezione.

La protesi peniena, invece, è costituita da due componenti di cui una, all’interno dell’organo, consta di due cilindri dilatabili, l’altra, posizionata nello scroto, è una specie di pompa che spingendo un liquido all’interno dei due cilindri, induce l’erezione. L’impianto si effettua in anestesia ed è permanente.

Fonti:
 
 

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