Alimentazione

Convivere con la malattia

Alimentazione

Esiste una relazione tra nutrizione e prevenzione del tumore della prostata. L’alimentazione è uno dei fattori sui quali è possibile intervenire per controllare la progressione del tumore. Inoltre, la dieta ha un ruolo importante nella prevenzione dell’ipertrofia prostatica.

PERCHÉ È IMPORTANTE LA PREVENZIONE A TAVOLA

PERCHÉ È IMPORTANTE LA PREVENZIONE A TAVOLA

Gli interventi mirati alla salute della prostata attraverso l’alimentazione sono soprattutto due: bloccare l’effetto del deidrotestosterone, un ormone responsabile della crescita delle cellule maligne nella prostata, e assicurare un’azione antiossidante contro i radicali liberi dell’ossigeno.

Una dieta equilibrata dovrebbe essere varia, bilanciata nel numero di calorie e in grado di mantenere il peso forma; ricerche scientifiche hanno messo in evidenza come seguire una dieta ricca di vegetali e povera di grassi animali (grassi saturi), comporti una diminuzione del rischio di tumore.

L’organismo ha bisogno di numerosi nutrienti che derivano dal consumo di un’ampia varietà di cibi (frutta, verdura, legumi, cereali, pesce, pollame, carni e latticini, olii) che vanno distribuiti in modo equilibrato nell’arco della giornata e della settimana.

Per tali ragioni, la dieta mediterranea, che comprende pietanze ricche di fibre, vitamine e minerali, si conferma come uno dei migliori regimi alimentari da seguire.

QUALI ALIMENTI METTERE IN TAVOLA

Gli alimenti ideali sono quelli ricchi di minerali (soprattutto il selenio, che si trova nel pesce, nelle uova, nel fegato e nel pollame), vitamine (frutta e verdura fresche ) e fibre. Più precisamente:

  • alimenti integrali, naturali e biologici (legumi, derivati della soia e cereali integrali come grano, orzo, riso, segale, avena), perché sono liberi da antiparassitari e altri contaminanti;
  • alimenti vegetali freschi, per quanto possibile crudi, perché apportano nutrienti con azione preventiva per la salute e il benessere della prostata;
  • alimenti contenenti fitoestrogeni e acidi grassi omega-3, perché bloccano il deidrotestosterone contrastando l’ingrossamento;
  • alimenti contenenti carotenoidi tra cui soprattutto il licopene (ad esempio pomodori, carote, radicchio verde, spinaci, papaia, mango, cicoria, peperoni rossi, rucola, lattuga a cappuccio, lattuga, broccoletti di rape, cavoli di Bruxelles, melone, pompelmo rosa, fragola, uva rossa, albicocca), che si concentrano all’interno delle cellule della prostata proteggendola dall’azione dei radicali liberi.

Sebbene sia consigliato preferire verdure crude quando possibile, il pomodoro fa eccezione: per facilitare l’assorbimento del licopene è bene mangiare pomodori piccoli e cotti, poiché è difficilmente assimilato da pomodori crudi.
Il licopene ha un’altissima capacità antiossidante e anti radicali liberi: una volta assunto con gli alimenti vegetali si concentra soprattutto nella prostata, nei testicoli, nelle ghiandole surrenali, e nel fegato, dove si deposita se introdotto in abbondanza e non utilizzato.

La ricerca si sta concentrando su queste sostanze che sembrano avere un ruolo nella prevenzione del tumore della prostata:

  • licopene (sostanza presente principalmente nel pomodoro rosso, ma anche nel melone e nel pompelmo rosa);
  • vitamina A (abbondante negli alimenti vegetali: i più ricchi sono le albicocche, le arance, le carote, il cavolo, il crescione, l'indivia, i pomodori, il prezzemolo e gli spinaci);
  • vitamina D (presente in pesce e uova);
  • vitamina E (ne sono ricchi gli alimenti di origine vegetale: semi, cereali, frutta e ortaggi);
  • derivati della soia;
  • thè verde.

ALIMENTI DA EVITARE

Fra le probabili cause alimentari dell’ingrossamento della prostata ci sono:

  • peperoncino, spezie, pepe;
  • insaccati e grassi saturi di origine animale (carni rosse cotte alla griglia, formaggi e fritti a causa degli ormoni sintetici dati agli animali per ingrassarli);
  • superalcolici.

Inoltre, è dimostrato che i metaboliti del colesterolo, danno inizio alla degenerazione delle cellule prostatiche, che quindi promuovono l’ingrossamento della prostata.

Questi alimenti causano un’acidificazione dell’intero organismo e dell’urina portando ad una condizione patologica che predispone ad infiammazione degenerativa della prostata. Ciò significa che chi ha un problema di tumore della prostata dovrebbe assolutamente evitare cibi e bevande che possano irritare le vie urinarie come gli insaccati, i fritti, i cibi piccanti o speziati. Sarebbe da limitare anche il consumo di bevande gassate ma soprattutto di bevande alcoliche.

L’IMPORTANZA DELL’IDRATAZIONE

È opportuno bere almeno due litri di acqua al giorno, meglio se oligominerale. Bevendo tanto si lava la prostata e si evita il ristagno delle sostanze irritanti contenute nell'urina. Queste sostanze non determinano direttamente ipertrofia ma, provocando irritazione, generano i tipici disturbi urinari dell'Ipb, anche quando questo disturbo è ancora silente.

Per quanto riguarda le bevande alcoliche, è consigliabile non superare i due bicchieri di vino al giorno: il vino, infatti, contiene vari antiossidanti, tra cui il resveratrolo. Banditi invece i superalcolici.

FONTI:

 
 

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