Remissione: il ritorno a una vita normale

Remissione: il ritorno a una vita normale

11 Aprile 2018

Quando il tumore è in remissione e si sospendono le terapie, il paziente deve riadattarsi alla vita normale e alla sua routine. Non è sempre facile come potrebbe sembrare.

Attività fisica e tumore della prostata non metastatico

Remissione, progressione e cronicizzazione del tumore

Non si parla mai di guarigione per i pazienti oncologici, ma di remissione, quando cioè il tumore è assente o in riduzione.

La remissione può essere completa, quando non sono più presenti i segni della malattia, oppure parziale, quando il cancro si è ridotto e il paziente non ne lamenta più i sintomi. In questa situazione si sospendono i trattamenti e si recuperano le forze per poter tornare alla vita normale.

 

Nonostante la fase di remissione possa protrarsi a lungo, non significa che il tumore sia stato sconfitto: alcune cellule tumorali possono restare inattive nell’organismo anche per anni, ma potrebbero causare un ritorno della malattia, la cosiddetta progressione tumorale. Di conseguenza, è di vitale importanza sottoporsi regolarmente agli esami e ai check-up medici. 

 

Ogni giorno che passa dal momento in cui il tumore è in fase remissiva significa che il rischio di ricorrenza tumorale si riduce. La maggior parte dei tumori si può ripresentare entro circa 2 anni dalla fine del trattamento. Trascorsi 5 anni, la probabilità di ricorrenza della malattia è ridotta al minimo. Per alcuni tipi di tumore, dopo 10 anni alcuni medici possono azzardare la parola guarigione. Il rischio di sviluppare un altro tumore, purtroppo, non sparisce.

Il tumore alla prostata in alcuni casi può cronicizzarsi, dunque può essere tenuto sotto controllo con i trattamenti. Si parla allora di tumore stabile.

 

 

Ricominciare la vita di prima

 

Il passaggio dalla condizione di malattia alla ritrovata salute non è automatico, perché spesso il paziente deve affrontare alcuni problemi importanti come:

 

  • fatigue;
  • cambiamenti nel sonno;
  • disturbi cognitivi;
  • linfedema;
  • neuropatia;
  • dolore.

 

Molti di questi disturbi sono a breve termine, ma alcuni potrebbero protrarsi più a lungo.

 

Il suggerimento più importante per chi è sopravvissuto ad un tumore ed è ora in fase di remissione è quello di mantenere uno stile di vita sano. Prima di tutto bisogna evitare il fumo e alimentarsi in modo adeguato, perché ritornare al normopeso è essenziale per evitare una ricorrenza tumorale.

L’attività fisica è altrettanto fondamentale, indipendentemente dallo sport praticato, purché sia regolare e adatto al tipo di paziente: è sufficiente camminare ogni giorno, fissandosi degli obiettivi raggiungibili.

 

Allo stesso modo non bisogna trascurare il proprio benessere psico-emotivo: riprendersi da un tumore non è semplice ed è frequente sentirsi sconfortati e oscillare tra emozioni diverse. Non bisogna mai sottovalutare alcun segnale di malessere psicologico, e il proprio medico o uno psicologo possono aiutare in questo senso a ritrovare un equilibrio.

 

Lo stress è un altro elemento da riconoscere in tempo: una persona malata concentra di solito tutte le sue energie sui trattamenti e ha come scopo finale quello di guarire. Terminato il ciclo di cure, deve necessariamente spostare la propria attenzione su altri obiettivi e riadattarsi alla routine. Questo cambiamento di prospettiva può risultare talvolta drastico e improvviso e scatenare una sensazione di stress o addirittura sfociare in depressione.

 

È sicuramente difficile vivere con l’ansia che il tumore possa ritornare. Anche se la malattia sembra sparita, nessuno può garantire che non tornerà mai più.

Tra i sopravvissuti al tumore è piuttosto comune questo senso di angoscia ed incertezza. Per questo motivo, anche se il tumore è in remissione e non sono più sottoposti ad alcuna terapia, non riescono a smettere di pensarci. Addirittura può capitare che si sentano depressi o tristi all’idea di pianificare il futuro o fare progetti a lungo termine, per la paura latente di ammalarsi di nuovo.

 

Una regola generale è quella di parlare apertamente con il proprio medico di tutte queste emozioni; se necessario, potrà suggerire di ricorrere a terapie mirate e/o farmaci. La diagnosi precoce e il trattamento immediato sono di vitale importanza, soprattutto nel caso della depressione.

 

 

L’importanza dei controlli regolari

 

Seppure il tumore sia in fase di remissione, non bisogna mai abbassare la guardia. Anche per i pazienti sopravvissuti ad un cancro vengono proposti follow-up regolari, ecografie e controlli medici per verificare periodicamente lo stato di salute.

In certi casi si tratta di una misura preventiva per scongiurare una ricorrenza tumorale, ma in altri si parla di una cronicizzazione della malattia, per cui il tumore viene trattato come una qualsiasi patologia e monitorato sul lungo periodo.

 

Gli esami di routine e le visite mediche aiutano anche ad individuare alcuni sintomi che spesso, soprattutto nel caso del tumore alla prostata, vengono sottovalutati e, con l’aiuto di uno specialista, possono essere alleviati.

Questi appuntamenti ricorrenti possono diventare anche un momento di confronto con il proprio medico di riferimento e un’occasione per discutere le proprie paure e necessità.

Fonte:

Living a New Normal. Cancer Remission , Cancer.com, 2018


Cancer survivors: Managing your emotions after cancer treatment, Mayo Clinic, 8 Ottobre 2014


Panciera N, “Chemo brain”, così cambia il cervello dopo la chemioterapia , La Stampa Salute, 30 Aprile 2015


Managing Cancer as a Chronic Illness , American Cancer Society, 12 Febbraio 2016


Understanding Cancer Prognosis, National Cancer Institute, 24 Novembre 2014


Ratini M, Remission: What Does It Mean? , WebMD, 22 Luglio 2016


What Is Cancer Remission? , Mesothelioma + Asbestos Awareness Center, 5 Luglio 2017


Why some cancers come back , Cancer Research UK, 6 Dicembre 2017


 
 

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