Prevenzione: tutti insieme contro l’obesità!

Prevenzione: tutti insieme contro l’obesità!

3 Gennaio 2018

Le raccomandazioni dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) sostengono la collaborazione multidisciplinare per concentrarsi sulla prevenzione e il trattamento dell'obesità, come fattore di rischio prevenibile per il cancro e non solo.

Attività fisica e tumore della prostata non metastatico

L’obesità è uno dei fattori di rischio per il cancro più sottovalutati. Abbiamo visto come la National Cancer Opinion Survey Cancro: poca consapevolezza sui fattori di rischio, una recente indagine promossa e voluta dall’American Society of Clinical Oncology (ASCO) e condotta online da Harris Poll, mostri proprio l’obesità come fattore di rischio di cui gli americani sono meno consapevoli. Stando ai dati, meno di un terzo degli americani (31%) si rende conto che l'obesità è un fattore di rischio per il cancro, eppure sappiamo che i crescenti tassi di obesità hanno gravi implicazioni per la salute dei pazienti. Essere obesi, infatti, aumenta il rischio di molte malattie non trasmissibili tra cui le malattie cardiovascolari, il diabete, l’ipertensione, l’ictus e molti tipi di tumori. Ma non solo, l'obesità aumenta anche i tassi di mortalità associati a queste malattie.

 

A fronte di queste evidenze e a seguito del “Summit on Addressing Obesity through Multidisciplinary Collaboration”, arrivano delle raccomandazioni specifiche che riguardano proprio la prevenzione e il trattamento dell'obesità e il suo impatto sulla morbilità e mortalità negli Stati Uniti. L’articolo, pubblicato sulla rivista Obesity, fotografa lo stato della situazione, mettendo a fuoco le esigenze di intervento, e definisce le raccomandazioni e gli esempi di buone pratiche per affrontare collettivamente e in modo interdisciplinare l'obesità. Le raccomandazioni si concentrano su quattro aree chiave di intervento per rispondere a quella che sta diventando sempre più un’emergenza sanitaria.

 

  1. 1. Istruzione e formazione degli operatori sanitari: è necessario un maggiore coordinamento nella formazione di chi eroga servizi di salute per evitare la duplicazione degli sforzi e sfruttare le risorse e le aree di competenza esistenti. È necessario, quindi,stabilire un nucleo di competenze di base legate all’obesità comuni per tutti gli operatori sanitari . Poi, aumentare le offerte formative sull'obesità rivolte a chi opera nella sanità. Infine, garantire che le linee guida siano coerenti e facilmente traducibili in strumenti di assistenza ai pazienti per tutte le discipline mediche.

  2. 2. Educazione pubblica e azione: è necessario far in modo che ai cittadini arrivi un messaggio univoco e trovare strategie di intervento per motivare tutti al cambiamento del proprio stile di vita per prevenire e curare l'obesità. È importante per questo creare strategie di comunicazione mirate per target specifici di popolazione in modo che i messaggi possano arrivare più efficacemente e creare un collegamento migliore tra i pazienti e le risorse disponibili.

  3. 3. Ricerca: è necessario mettere davvero in comunicazione le diverse specialità che lavorano per prevenire e curare l'obesità, potenziando lo sviluppo di studi interdisciplinari e lo sviluppo congiunto di database per esplorare la varietà di esiti di salute correlati all'obesità. Prima di tutto è importante mappare gli studi e i set di dati esistenti per individuare ulteriori domande su cui basare la ricerca, per poi disegnare ricerche secondarie che coinvolgano gruppi di ricerca multidisciplinari, individuando anche strutture di finanziamento alternative. E, infine, serve incoraggiare i giovani ricercatori a lavorare in questo campo, attraverso finanziamenti per la ricerca sulla prevenzione e trattamento dell'obesità.

  4. 4. Sensibilizzazione: è necessario rafforzare il cambiamento politico per garantire che la prevenzione dell'obesità resti una priorità nelle iniziative di sanità pubblica. È necessario cercare finanziamenti per la ricerca sull'obesità, ottenere una coperture e rimborsi adeguati per chi usufruisce di consulenze e servizi di nutrizione e accede ai servizi di supporto all'attività fisica e continuare a fare da cassa di risonanza per le voci collettive delle organizzazioni professionali e di pazienti in modo da sostenere grandi cambiamenti sistemici.

 

È dal 2013 che l’ASCO ha intrapreso questo importante percorso per aumentare la consapevolezza sulla relazione tra obesità e cancro creando strumenti educativi, promuovendo la ricerca in questo settore e sostenendo risorse e strumenti basati su evidenze per il mantenimento del peso nei pazienti sopravvissuti al cancro. L'obiettivo dell’ASCO è quello di migliorare la salute pubblica con iniziative di informazione e formazione - a partire dai dati che collegano l'obesità, l'inattività e la cattiva alimentazione a esiti di salute peggiori nei pazienti con cancro -, rivolte agli operatori sanitari che agiscono nell’ambito dell’oncologia, ai pazienti con cancro e alla popolazione generale.

 

Il Summit e le conseguenti raccomandazioni vanno in questa direzione: condividere ricerche, esperienze e idee, ma, soprattutto, arrivare ad una visione completa dell'impatto dell'obesità sulla salute. All’incontro su invito dell’ASCO hanno partecipato ben 18 organizzazioni e società scientifiche che si occupano ciascuna di una specifica disciplina medica – l’Academy of Nutrition and Dietetics, l’American Academy of Family Physicians, l’American Academy of Pediatrics, l’American Association of Clinical Endocrinologists, l’American Cancer Society, l’American College of Cardiology, l’American College of Obstetrics and Gynecology, l’American College of Physicians, l’American College of Sports Medicine, l’American College of Surgeons, l’American Gastroenterological Association, l’American Heart Association, l’American Society for Metabolic and Bariatric Surgery, l’American Society of Preventive Oncology, l’Endocrine Society, la National Lipid Association, la Obesity Medicine Association e la Obesity Society. Ognuno di questi enti ha condiviso l'impegno ad ottenere migliori risultati di salute nella popolazione, a partire dalla consapevolezza che l'obesità è una comorbilità importante nelle loro specifiche aree di malattia.

 

“Pensiamo che le strategie sviluppate in occasione di questo summit possano servire da modello per fornire assistenza concentrandosi sull'obesità non solo in oncologia, ma anche nel contesto di molte altre malattie e condizioni”, ha aggiunto Jennifer Ligibel, tra gli autori del report e a capo del comitato per l’Obesity and Energy Balance dell’ASCO. Proviamo anche noi a guardare a questo modello.

 

Fonte:

Recommendations from ASCO Summit Promotes Multi-disciplinary Collaboration to Focus on Obesity Prevention and Treatment. ASCO, press release, 31.10.2017 https://www.asco.org/about-asco/press-center/news-releases/recommendations-asco-summit-promotes-multi-disciplinary


Ligibel JA , Alfano CM, Hershman DL , et al. American Society of Clinical Oncology Summit on Addressing Obesity Through Multidisciplinary Provider Collaboration: Key Findings and Recommendations for Action Obesity 2017; 25, S34–S39. doi:10.1002/oby.21987

 
 

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