Le domande da porre al medico: la fatigue

Le domande da porre al medico: la fatigue

16 Gennaio 2017

La fatigue è una condizione diffusa tra i malati oncologici, ma le cause e i sintomi possono variare notevolmente da caso a caso. Suggeriamo ora alcune domande da porre al medico per affrontarla.

Le domande da porre al medico: la fatigueLa cosiddetta fatigue è una condizione piuttosto comune tra i pazienti oncologici e viene descritta come una sensazione di spossatezza persistente, di debolezza fisica e mentale. La stanchezza può essere transitoria e permettere il ritorno allo stato iniziale di benessere. In certi casi, però, essa si può accumulare nel tempo, fino a cronicizzare.

 

Sono molteplici i fattori che possono contribuire a questa condizione e gli effetti sono diversi da un paziente all’altro.
Tra le cause più comuni di fatigue ci sono i cambiamenti fisici conseguenza del cancro, come ad esempio l’indebolimento muscolare, l’alterazione dei livelli ormonali e il danneggiamento di alcuni organi.
Altrettanto incisivi sulla comparsa della fatigue risultano gli effetti collaterali dei trattamenti, che dipendono molto dal tipo di terapia cui il paziente si sottopone, ma possono essere del tutto soggettivi, per cui non è possibile stilarne un elenco preciso.
L’anemia, i cambiamenti ormonali e il dolore fisico, per esempio, possono indebolire il corpo e aggravare una situazione di stress anche psicologico, che può condurre, nei casi più gravi, alla depressione.
Ansia, stress e dolore contribuiscono, poi, all’insonnia o ai disturbi del sonno, accentuando ancora di più lo stato di debolezza.
La mancanza di energia associata alla fatigue, inoltre, può essere aggravata da una cattiva nutrizione: capita di frequente che le terapie e l’indebolimento generale riducano l’appetito del paziente oncologico, oppure che determinati tipi di tumore o metastasi compromettano la capacità dell’organismo di assorbire alcuni nutrienti fondamentali per il benessere fisico.

 

La fatigue è una condizione difficile da misurare e talvolta capita che il malato ne trascuri i sintomi. È fondamentale riferire al proprio medico qualsiasi cambiamento corporeo e mentale, anche passeggero, come per esempio:

 

  • senso di confusione;
  • intorpidimento;
  • vertigini e perdita dell’equilibrio;
  • forte sensazione di avere il fiato corto;
  • cambiamenti nei ritmi abituali del sonno;
  • stanchezza continua.

 

Non esiste, tuttavia, una definizione univoca di fatigue, non tutti i pazienti oncologici la sperimentano e, soprattutto, esistono forme più o meno gravi di fatigue, sia in relazione agli effetti sul corpo e sull’umore, sia in relazione alla comparsa occasionale di questa condizione o alla sua persistenza nel tempo.

 

In questo approfondimento vorremmo suggerire qualche domanda che potrete porre al vostro medico, per approfondire le cause e individuare possibili rimedi alla fatigue.

 

STANCHEZZA E DEBOLEZZA FISICA

 

  • È normale che mi senta sempre debole?
  • Mi sento meno attivo e incapace di gestire lo stress: può essere un sintomo di fatigue?
  • Spesso non riesco ad alzarmi dal letto: può essere un sintomo di fatigue?
  • Sono così stanco che non ho mai appetito, vorrei stare sempre a letto. Devo preoccuparmi?

 

EMOZIONI E UMORE

 

  • Mi sento spesso confuso: si tratta di fatigue?
  • Sono emotivamente più fragile: potrebbe trattarsi di fatigue?
  • È normale provare una sensazione di malessere continuo?
  • Non ho mai pianto così spesso come in questo periodo, come mai?

 

GRAVITÀ DELLA FATIGUE

 

  • Riesce a capire, sulla base dei sintomi che ho riferito, quanto sia grave la condizione in cui mi trovo?
  • Rispetto alla visita precedente, nota un peggioramento della fatigue?
  • Secondo la sua esperienza, è probabile che continui anche nelle prossime settimane/mesi?
  • Cos’è la sindrome da affaticamento cronico?
  • La mia condizione può essere associata a una fatigue cronica?
  • La mia condizione può essere associata a una forma acuta di fatigue?

 

RIMEDI

 

  • Quali rimedi esistono per la fatigue? Come posso affrontarla?
  • L’esercizio fisico è consigliato nella mia condizione? Può ridurre la fatigue?
  • Posso trarre beneficio da una consulenza psicologica?
  • Le tecniche di rilassamento possono aiutare nel mio caso?
  • Si sente di consigliarmi qualche strategia in particolare per mitigare la fatigue?
  • Quali trattamenti sono più indicati nella mia situazione?
  • Esistono forme di sostegno alternative ai farmaci?
  • Come si possono conciliare le attività quotidiane con la fatigue?

 

Come dicevamo, la percezione della fatigue è soggettiva e, per identificarla correttamente, è opportuno annotare i vari sintomi e frequenza con cui si ripetono. Un buon punto di partenza per affrontare l’iter terapeutico più idoneo è quello di compilare il cosiddetto diario della fatigue: si tratta di diario in cui si possono annotare i sintomi percepiti, le caratteristiche, la frequenza, il livello di intensità su una scala da 1 a 5, eventuali rimedi e possibili limitazioni nelle attività quotidiane.
Presentarsi alle visite con informazioni dettagliate sui sintomi e la loro comparsa è davvero utile, perché permette al medico di diagnosticare la fatigue in modo corretto e di individuare le strategie più indicate per porvi rimedio.

Fonte: Bower JE et al., Screening, Assessment, and Management of Fatigue in Adult Survivors of Cancer: An American Society of Clinical Oncology Clinical Practice Guideline Adaptation, J Clin Oncol. 2014; 32(17): 1840-50. doi: 10.1200/JCO.2013.53.4495.

Tabloni S, La Fatigue, AIMaC, 2015

Cancer fatigue: Why it occurs and how to cope, Mayo Clinic, 2014

How doctors assess fatigue, Cancer Research UK

Patient and Caregiver Resources: Fatigue, National Comprehensive Cancer Network

 
 

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