La condizione del caregiver

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La condizione del caregiver

2 Dicembre 2016

Chi assiste il malato oncologico spesso è un familiare o un amico, impreparato dal punto di vista medico e preoccupato di sbagliare. Ecco come affrontare questo importante ruolo e come evitare lo stress e la depressione.

Un caregiver con un malatoChi offre assistenza e supporto psicologico al malato oncologico è di solito un familiare oppure un amico, impreparato dal punto di vista medico. Queste persone, definite in inglese caregivers, sacrificano la propria vita e il proprio tempo per aiutare il malato, talvolta mettendo in secondo piano la propria salute per concentrarsi su chi ne ha più bisogno.
Per questo motivo può capitare che lo stress e la difficoltà della gestione quotidiana del paziente, possa causare anche per i caregivers disturbi emotivi, mentali e fisici.
Tutto ciò diventa ancora più vero se pensiamo che negli ultimi anni si è assistito ad una diminuzione della durata dei ricoveri ospedalieri e alla diffusione di tecnologie mediche per garantire al malato oncologico di seguire il proprio percorso terapeutico tra le mura di casa: in questa situazione, i familiari e gli amici che si dedicano alla sua cura sono sottoposti a numerose responsabilità e la loro esistenza viene completamente coinvolta, a partire dalla routine quotidiana.

 

Se la salute del caregiver è compromessa, diminuirà anche la sua capacità di assistere il malato, con risultati negativi sia per la sua qualità di vita sia per quella del paziente.

 

I caregivers sono esposti ad un forte livello di stress, non solo fisico ma anche emotivo, perché devono convivere con una persona cara che soffre o addirittura la cui speranza di sopravvivenza è limitata.

 

Uno dei principali rischi per queste persone è la depressione, che può dipendere da vari fattori, in particolare dall’impossibilità di guarire il paziente o dalla sua perdita, che sconvolge e rende senza senso le giornate del caregiver.

 

Spesso accudire un malato comporta uno stato di ansia continuo: non si hanno certezze del futuro, non si riesce a conciliare la propria vita con l’assistenza prolungata, ci si sente impreparati e non abbastanza forti per affrontare la situazione. L’ansia può diventare un disturbo cronico e, nel peggiore dei casi, sfociare in depressione.

 

I familiari e gli amici che assistono un malato oncologico riferiscono sentimenti di frustrazione, rabbia, senso di colpa, perdita di autostima, costante preoccupazione, esaurimento fisico ed emotivo, incertezza.
Secondo numerose ricerche, questo mix di emozioni negative è più accentuato per le donne rispetto agli uomini, anche perché è generalmente su di loro che ricade la cura dei familiari anziani. Ancora più difficile è la situazione in cui il caregiver assiste il proprio coniuge malato.

 

Smettere di prendersi cura di sé per dedicarsi al malato può esporre il caregiver a problemi anche di natura fisica, come ad esempio mal di testa, reflusso, dolori vari, ma anche condizioni croniche quali disturbi cardiaci, diabete, artrite…
Trascurare il proprio corpo rende ancora più pericolose queste situazioni, perché si guarisce più lentamente e si prolunga uno stato di malessere che influenza negativamente anche la qualità dell’assistenza al malato.

 

Un altro fenomeno molto diffuso è quello di una cattiva alimentazione: i caregivers reagiscono in modo diverso all’ansia e allo stress, chi saltando i pasti o comunque riducendo la quantità di alimenti, chi preferendo cibi pronti e spesso poco sani, chi mangiando di più, con il rischio di sviluppare malattie quali anoressia, bulimia, obesità.

 

Infine, la debolezza fisica e mentale può causare un indebolimento del sistema immunitario, che riduce le difese dell’organismo e lo espone con più facilità alle malattie, per cui persino una banale influenza può diventare un problema e durare più a lungo del normale.

 

Il caregiver dovrebbe prima di tutto prendere coscienza della propria situazione di stress, riconoscendone i sintomi:

 

  • senso di frustrazione;
  • condizione di isolamento e abbandono da parte degli altri;
  • disturbi del sonno (dormire poco, in modo discontinuo o troppo a lungo);
  • perdita o aumento di peso;
  • debolezza fisica;
  • stanchezza persistente;
  • perdita di interesse per le attività quotidiane e per i propri hobby;
  • nervosismo e rabbia;
  • preoccupazione e tristezza continue;
  • frequenti mal di testa o dolori.

 

È davvero importante riferire al proprio medico la comparsa di uno o più di questi sintomi, perché potrebbero essere il primo campanello di allarme della presenza di uno stato di depressione o di un disturbo fisico importante.

 

Ecco allora alcuni consigli per prevenire o attenuare lo stress legato alla cura di un familiare o amico malato di cancro:

 

  • frequentare corsi di assistenza a pazienti oncologici per essere in grado di prendersi cura del malato senza esitazioni o paura di sbagliare;
  • cercare risorse e strumenti a livello locale per riuscire a bilanciare le proprie necessità e quelle del malato;
  • informarsi sulla malattia, sulle terapie e sulla speranza di sopravvivenza, per essere meglio preparati a quello che succederà;
  • rivolgersi ad associazioni locali per trovare il conforto e potersi confrontare con altri caregivers, riducendo il proprio isolamento e la sensazione di non essere capiti;
  • chiedere e accettare l’aiuto degli altri, anche soltanto per svolgere le normali incombenze quotidiane (fare la spesa, pagare le bollette, pulire la casa etc.);
  • pianificare e organizzare la propria routine quotidiana, con l’aiuto di un’agenda;;
  • dedicare del tempo a sé stessi, ai propri interessi e alla famiglia;
  • prendersi cura della propria salute, per esempio mangiando cibi sani, facendo attività fisica e dormendo otto ore per notte;
  • farsi visitare regolarmente dal proprio medico, riferendo eventuali sintomi e situazioni di disagio.

 

Anche il malato può soffrire nel vedere una persona a cui vuole bene che rinuncia alla sua vita e alla sua salute per lui: in questo senso è davvero importante parlare onestamente dei propri problemi, senza sentirsi in colpa.
Per essere in grado di prendersi cura di qualcun altro, bisogna anzitutto prendersi cura di sé: solo così, infatti, si possono affrontare con determinazione ed energia positiva i trattamenti antitumorali e gli ostacoli che la malattia mette sul proprio cammino.

Fonte: Caregiving, CancerCare

Caregiving Tools, AARP, 2016

Caregiver stress, Women’ s Health, 2015

Caring for the Caregiver National Cancer Institute, 2014

Fordyce M, Caregiver Health, Family Caregiver Alliance 2006

The Road Together, My Prostate Cancer Roadmap

 
 

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