L’equipe al servizio del paziente

L’equipe al servizio del paziente

21 Novembre 2016

Il tumore alla prostata richiede un approccio multidisciplinare, mantenendo al centro l’interesse e la specificità del paziente. Approfondiamo il ruolo e le competenze delle varie figure cliniche coinvolte nella cura.

Equipe per la cura del paziente oncologicoDiverse figure professionali sono coinvolte nella cura e nella gestione del paziente con tumore alla prostata, soprattutto nel caso di forme avanzate della malattia.
Questi professionisti collaborano, ciascuno con le proprie competenze specifiche, per sostenere il malato e i suoi familiari. È fondamentale capire l’ambito di specialità di ciascuna di queste figure per sapere a chi rivolgersi e a chi porre le proprie domande.

 

Il primo medico che, solitamente, viene coinvolto nel momento della diagnosi e della valutazione dei possibili effetti collaterali è l’urologo: questi si occupa della prevenzione, della diagnosi e della cura delle malattie dell’apparato urinario e dell’apparato genitale maschile.
Di norma, anche se non si manifestano disturbi particolari, è consigliabile per gli uomini rivolgersi ad un urologo dopo i 50 anni e sottoporsi a visite regolari una volta all’anno.
La visita urologica consiste solitamente nell’esplorazione rettale per la palpazione digitale della prostata, ma talvolta viene affiancata da altri strumenti, come l’esame degli organi genitali, l’esame delle urine, il test del PSA, l’uroflussimetria e l’ecografia dei reni, della vescica, della prostata e dei testicoli.

 

Simile all’urologo è l’oncologo urologico, detto anche uro-oncologo, uno specialista che si occupa della diagnosi e del trattamento dei tumori a carico degli organi genitali e dell’apparato urinario.

 

Altra figura fondamentale nella cura del paziente con tumore alla prostata è l’oncologo radioterapista, un medico con competenze approfondite di fisica, radiobiologia, radiologia, radioterapia clinica, medicina internistica ed oncologia.
L’oncologo radioterapista utilizza esami strumentali normalmente associati alla diagnosi tumorale per il trattamento radioterapico.
Uno degli strumenti più diffusi è, per esempio, la PET/CT (Positron Emission Tomography/ Computer Tomography) o Tomografia ad Emissione di Positroni: l’oncologo radioterapista esamina le scansioni e le immagini per circoscrivere il volume di trattamento e gli organi a rischio.

 

Dopo le opportune valutazioni, questo specialista sceglie il tipo di tecnica radiante più adatto (Radioterapia tridimensionale, ad intensità modulata, a guida di immagine, etc.) e la dose tumoricida di prescrizione.
Esistono diversi tipi di radioterapia:

 

  • radioterapia interna o brachiterapia, ovvero il trattamento radioterapico interstiziale che consiste nell’impianto di sostanze radioattive (i cosiddetti semi d’oro) capaci di alterare il dna delle cellule tumorali; le cellule che subiscono danni irreversibili smettono di dividersi, per cui il tumore rimane localizzato e non progredisce, oppure muoiono e vengono decomposte ed eliminate durante i normali processi chimici dell’organismo;
  • radioterapia esterna, che si avvale di una macchina chiamata acceleratore lineare, il cui compito è quello di generare radiazioni ionizzanti molto potenti e circoscritte che raggiungono, per via transcutanea, gli organi dove è sito il tumore per ucciderne le cellule, modificando il loro DNA;
  • radioterapia sistemica, per cui la sostanza radioattiva viene somministrata al paziente tramite flebo o per via orale;
  • radioterapia palliativa, serve a circoscrivere il tumore e le sue metastasi, alleviando i disturbi del paziente che possono comprometterne fortemente la qualità di vita (ad esempio impedire la deglutizione, rendere difficile la nutrizione o comprimere la colonna vertebrale).

 

Durante le visite di follow-up, l’oncologo radioterapista utilizza le scansioni della PET/CT per monitorare la risposta clinica del paziente.

 

L’oncologo medico è uno specialista che studia l’epidemiologia, i fattori di rischio, la patogenesi e la terapia dei tumori, e coordina l’equipe per il trattamento del paziente oncologico.
Si occupa delle terapie farmacologiche e chemioterapiche per combattere la malattia ed è sicuramente una delle figure chiave nel rapporto con il paziente, perché lo assiste e discute con lui la diagnosi e l’eventuale progressione del tumore, le diverse opzioni terapeutiche.

 

Non va sottovalutato, inoltre, il ruolo degli infermieri dei reparti di Oncologia e Urologia, il cui contributo è fondamentale per la gestione del paziente oncologico: sono loro, infatti, ad osservare, monitorare e segnalare la condizione del paziente, le sue percezioni ed il suo stato di salute. Gli infermieri accompagnano il paziente nel suo percorso di cura e costruiscono un rapporto umano con i degenti.

 

Esistono, poi, alcune figure professionali che si occupano di migliorare la qualità di vita del malato, ma possono contribuire fattivamente anche al trattamento del tumore.
Anzitutto il fisioterapista: il suo compito è quello di alleviare gli effetti collaterali, ridurre lo stress e combattere la depressione del paziente oncologico. La riabilitazione fisica non si limita, come in molti casi si è portati a pensare, alla riabilitazione motoria, ma anche a quella respiratoria ed urologica, basti pensare alle conseguenze della prostatectomia radicale, che richiedono l’intervento di un esperto e il ricorso ad esercizi per allenare il pavimento pelvico.
Gli esercizi prescritti dal fisioterapista, inoltre, contribuiscono a ridurre la fatigue del paziente oncologico.

 

Si parla molto di prevenzione tumorale e nutrizione: il ruolo del nutrizionista è più che mai centrale, poiché una corretta alimentazione aiuta a rinforzare il sistema immunitario e ad aumentare le forze e l’energia del malato.
Esistono regimi alimentari studiati appositamente per i pazienti nelle varie fasi del trattamento oncologico, ma è importante rivolgersi ad uno specialista per individuare la dieta più idonea alle specifiche necessità del paziente.

 

Infine, tra i professionisti che ruotano intorno al paziente con tumore alla prostata, bisogna ricordare lo psico-oncologo o psicologo oncologico, un terapista esperto che offre sostegno emotivo e aiuta il malato e i suoi familiari ad affrontare la diagnosi, le terapie, i loro effetti collaterali, oltre a supportarli nelle decisioni che riguardano l’iter di cura.

 

Le figure professionali che entrano in gioco nella cura del tumore sono molteplici e ognuna di esse ha una specifica importanza per l’esito dei trattamenti e per la qualità di vita del paziente.
Il tumore alla prostata è una malattia che richiede un approccio sistemico e multidisciplinare, coinvolgendo le diverse professionalità e mettendo al centro l’interesse e la specificità del paziente. Ecco perché sono sempre più diffuse oggi le Prostate Cancer Units.

Fonte: Vanak JM, Who’s Who on Your Health Team, My Prostate Cancer Road Map (2015)

Alongi F, Chi è il Radioterapista Oncologo, MedicItalia (2010)

Cosa fa l’urologo, Fondazione per la ricerca in Urologia (2007)

Oncology Nutrition

The Cancer-Fighting Kitchen

 
 

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