L’attività fisica riduce il rischio di cancro

L’attività fisica riduce il rischio di cancro

28 Novembre 2017

Praticare attività fisica nel tempo libero si associa a minori rischi di sviluppare un tumore. Ma non solo l’esercizio fisico è fondamentale prima durante e dopo una diagnosi di cancro. Alcuni consigli consigli pratici su come cominciare e come regolarsi.

Risonanza magnetica per lo screening del cancro della prostataLivelli più elevati di attività fisica praticata nel tempo libero sono associati a minori rischi per 13 tipi di tumore, sui 26 osservati: è quanto emerge dai dati di studio pubblicato sulla rivista JAMA Internal Medicine. La ricerca pubblicata portata avanti da Steven C. Moore e colleghi del National Cancer Institute di Bethesda ha osservato i dati di 12 coorti di pazienti americani e europei, che hanno riportato i loro livelli di attività fisica, riscontrando le correlazioni dell’attività fisica con l'incidenza di 26 tipi di cancro. Che associazione c’è tra l'attività fisica praticata nel tempo libero e l'incidenza di 26 tipi di cancro? Le associazioni emerse dall’analisi variano in funzione di un peso corporeo eccessivo o dell’abitudine al fumo? Sono queste le domande alle quali i ricercatori hanno provato a rispondere osservando i dati di 1,4 milioni di partecipanti agli studi presi in considerazione, con 186.932 tumori identificati durante 11 anni di follow-up. Dall’analisi dei dati è emerso che nel complesso, un livello più elevato di attività fisica è associato ad un rischio inferiore del 7% di tumore totale. Nello specifico, livelli più elevati di attività fisica sono stati associati a minori rischi per 13 dei 26 tumori osservati: adenocarcinoma esofageo (riduzione del rischio del 42%); fegato (27%); polmone (26%); reni (23%); cardias gastrico (22%); endometriale (21%); Leucemia mieloide (20%); mieloma (17%); colon (16%); testa e collo (15%); retto e vescica (13%); seno (10%). La maggior parte delle associazioni è risultata indipendentemente dall’indice di massa corporea o da una storia di fumo. L'attività fisica è emersa come associata ad un rischio superiore del 5% per il cancro della prostata non avanzato. Tuttavia, secondo gli autori, questa associazione è dovuta al fatto che è più probabile che gli uomini fisicamente attivi si sottopongano ad esami di screening, che aumentano la probabilità di una diagnosi di tumore della prostata non avanzato. Osservando la correlazione nei casi di tumore avanzato non è stata infatti trovata alcuna associazione tra attività fisica e cancro alla prostata. Il rischio è apparso aumentato del 27% per il melanoma maligno, un'associazione che diventava significativa nelle regioni degli Stati Uniti con livelli più elevati di radiazioni solari, meno in regioni con livelli inferiori. Stando alle riflessioni degli autori: "Questi risultati supportano la promozione dell'attività fisica come componente fondamentale degli sforzi di prevenzione e controllo del cancro a livello di popolazione". E anche l’editoriale a commento della ricerca ha sottolineato come l’attività fisica nel tempo libero sia uno strumento per ridurre il rischio di cancro. Ma non solo, l’attività fisica è importante prima, durante e dopo una diagnosi.

 

Attività fisica nel paziente oncologico: prima, durante e dopo

Per i consigli pratici guardiamo alle informazioni della Charity Cancer Research UK che fa il punto della situazione con informazioni sull’esercizio dopo un cancro, analizzando diversi studi che dimostrano come l'esercizio sia sicuro, possibile e utile per molte persone colpite dalla malattia prima, durante e dopo la diagnosi. Dall’analisi dei dati disponibili - per lo più riguardanti il cancro al seno e alla prostata, leucemie e linfomi, tumore dell'intestino e ginecologici - sembra che il livello di attività fisica raccomandato per le persone ammalate di cancro sia lo stesso raccomandato per la popolazione generale.

 

In altre parole, si consigliano (anche per chi è in trattamento) 30 minuti di attività fisica moderata (come ad esempio una passeggiata) al giorno, per 5 giorni alla settimana. Naturalmente è sempre fondamentale consultare il proprio medico prima di iniziare qualsiasi programma di attività fisica, in modo da individuare insieme il tipo di attività più adatto alla singola persona, tenendo conto della sua forma fisica, del tipo di diagnosi e di altri fattori che potrebbero compromettere la sua salute. Il dialogo con il proprio medico specialista, di base o con il proprio infermiere è particolarmente importante se si hanno altri problemi di salute, come malattie cardiache o problemi alle articolazioni o muscolari.

 

Cosa chiedere al proprio medico?

Sicuramente è importante capire assieme al medico se ci sono tipi di attività fisica che sono particolarmente indicati per la propria condizione, che include sia il tipo di diagnosi sia il tipo di cura, ma anche altri fattori come l’età, la forma fisica e le condizioni di salute generale. Poi è importante capire assieme se esistono tipi di attività fisica o esercizi che è meglio evitare e anche se ci sono attività di gruppo particolarmente indicate - il tai chi, lo yoga, la ginnastica posturale, etc. Infine, è possibile discutere assieme il ricorso ad un programma di allenamento guidato da un fisioterapista o da un trainer.

 

Perché l'esercizio può essere di aiuto?

Praticare un’attività fisica costante e regolare può essere di aiuto nel migliorare la qualità di vita e la sensazione di benessere, oltre che per mantenere il peso corporeo nella norma, utilizzando l'energia di riserva che il corpo altrimenti accumulerebbe come grasso (laddove sappiamo che un peso nella norma può aiutare a ridurre il rischio di cancro alla prostata avanzato). Il movimento può ridurre lo stress e dare più energia. Inoltre, alcuni studi dimostrano che può contribuire ad accelerare il recupero dopo il trattamento del tumore. L'attività fisica può anche aiutare ad affrontare meglio alcuni degli effetti collaterali spesso associati alle terapie per il cancro, come la fatigue o i sentimenti di ansia e depressione. Contrariamente a quello che si crede avere il cancro non deve impedire di fare attività fisica: bastano anche attività semplici da schedulare nella propria quotidianità che prevedano qualsiasi movimento in cui il corpo che utilizza l'energia immagazzinata, come camminare, nuotare o dedicarsi all’orto e al giardinaggio.

 

Quale attività fisica è consigliata per i pazienti con il tumore della prostata e da dove cominciare?

Stando ai consigli della Cancer Research UK, il tipo di attività fisica non è importante, la cosa davvero fondamentale è attivarsi, cominciare sperimentando varie possibilità e cercando un'attività che piace e che più facilmente si è in grado di mantenere come buona abitudine nella propria vita.

 

 

Camminare, nuotare, andare in bicicletta, praticare il giardinaggio o coltivare un piccolo orto sono tutti buoni esercizi. Bastano piccoli e semplici cambiamenti, come ad esempio scendere dall'autobus una fermata prima o utilizzare le scale piuttosto che l’ascensore. Ma anche pianificare un allenamento graduale alla camminata, cercando di camminare ogni giorno un po’ di più, con l’obiettivo di raggiungere i 10.000 passi al giorno. È anche possibile fare esercizio anche stando seduti su una sedia o al letto: ad esempio, sollevare e allungare le braccia e le gambe, possono contribuire a migliorare la capacità di movimento e la forza muscolare. Anche esercizi di sollevamento di pesi (leggeri) possono essere utili, meglio ancora se nel definire un piano di esercizi graduale si sia affiancati da un professionista che possa motivare e schedulare. Secondo una ricerca della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, gli esercizi di resistenza potrebbero essere da preferire ad attività aerobiche, in quanto i benefici sarebbero prolungati nel tempo. Gli esercizi cardiovascolari protratti per almeno 2 mesi anche potrebbero avrebbe effetti positivi sulle funzioni cardiache e circolatorie, sulla flessibilità e forza muscolare, oltre che sulla fatigue.

 

Come regolarsi con la quantità di attività fisica? Sicuramente la risposta a questa domanda è funzione di vari fattori, tra cui lo stadio del cancro, i trattamenti in atto e la forma fisica generale. L’obiettivo è quello di essere fisicamente attivi almeno 2 o 3 volte alla settimana, iniziando per brevi periodi di tempo, ad esempio da 10 a 15 minuti, per aumentare gradualmente fino ad arrivare a 30 minuti di attività fisica moderata almeno 3-5 giorni a settimana. Se 30 minuti sembrassero troppi, è possibile immaginare di diluire l’attività in 3 sedute da 10 minuti ciascuna.

 

Per capire quando l’esercizio fisico è moderato è possibile usare come parametro il battito del cuore: praticando l’attività, come ad esempio una passeggiata veloce, il battito cardiaco deve risultare accelerato, mantenendo però la capacità di parlare.

 

In caso di intervento chirurgico alla prostata, meglio aspettare due settimane dopo l'operazione, prima di cominciare ad esempio con brevi passeggiate quotidiane, cercando di evitare di salire troppe scale, portare pesi o svolgere esercizi pesanti per le prime otto settimane dopo l’intervento. Ovviamente il tempo di ripresa è anche funzione del tipo di intervento subito per cui meglio in questo caso discuterne nel dettaglio con il proprio medico.

 

A cosa prestare attenzione? Sicuramente alla salute delle ossa, specialmente se sono state interessate dal cancro, perché sono più fragili. Per cui meglio evitare sport ad alto impatto o a rischio di caduta. In generale, meglio indossare abiti comodi specifici per lo sport ed esercitarsi su superfici regolari allenatori e bere adeguatamente. Osservare i segni di affaticamento e tenerne sempre conto: se fa molto caldo attenzione a mal di testa, vertigini, nausea, svenimenti, crampi o palpitazioni. Nelle stagioni calde, programmate le sessioni di esercizio al mattino presto o in tarda serata, quando le temperature sono più basse.

 

È importante fermarsi in caso di malattia, per riprendere il programma di allenamento gradualmente dopo il recupero.

 

 
 

Potrebbe interessarti anche...

  • Atteggiamento mentale e tumore

    Mantenere un atteggiamento positivo nei confronti della vita può ridurre il rischio di tumore o influenzare gli esiti della malattia?

  • Gestire lo stress del malato oncologico

    Convivere con un tumore è fonte di profondo stress per il paziente: ecco alcuni consigli per migliorare la propria qualità di vita.

  • La terapia di supporto in Oncologia

    Esistono una serie di terapie adiuvanti che sostengono il paziente e i suoi familiari nel difficile percorso della malattia. Questi interventi, gestiti da specialisti, sono parte integrante della cura in Oncologia.

  • Le domande da porre al medico: la fatigue

    La fatigue è una condizione diffusa tra i malati oncologici, ma le cause e i sintomi possono variare notevolmente da caso a caso. Suggeriamo ora alcune domande da porre al medico per affrontarla.

  • Le domande da porre al medico: sessualità

    Le terapie per il tumore alla prostata possono avere conseguenze negative sulla vita sessuale del paziente. Ecco alcune domande per capire da sottoporre al proprio medico.

  • Sessualità, tumore ed effetti collaterali delle terapie

    Le terapie per contrastare il tumore alla prostata possono determinare effetti collaterali che hanno un impatto negativo sulla sessualità del paziente. Ma davvero il sesso deve passare in secondo piano?

  • Sorveglianza attiva e qualità di vita del malato

    Sorveglianza attiva e vigile attesa: facciamo chiarezza sulle possibili alternative ai trattamenti per il tumore alla prostata.

  • Tumore alla prostata avanzato: consigli pratici

    Come convivere con una diagnosi di tumore alla prostata metastatico: consigli e informazioni per affrontare la malattia e godersi il più possibile la vita.

  • Tumore e rapporti affettivi: una guida per amici e familiari

    Il tumore influenza i rapporti affettivi. Ecco una guida pratica per aiutare i familiari e gli amici ad affrontare la malattia.

  • CALM per ridurre lo stress nei pazienti oncologici

    Presentati in occasione del congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) 2017 i dati dello studio CALM (Managing Cancer and Living Carefully) mostrano l’efficacia di un intervento psicologico nel ridurre lo stress in pazienti oncologici in fase avanzata.

  • Ritorno al lavoro e diritti del malato

    Scopriamo i diritti del paziente oncologico sul luogo di lavoro, ricordando che mantenersi impegnati e dedicarsi alle proprie attività aiuta a migliorare l’umore e affrontare positivamente il percorso di cura.

  • Consigli per un’alimentazione ricca di fibre

    Le fibre sono nutrienti essenziali nella dieta e assumono un ruolo chiave nell’alimentazione dei malati oncologici. Vi proponiamo alcuni consigli per aumentarne l’assunzione giornaliera.

  • Le domande da porre al medico: malattia e stile di vita

    Dopo una diagnosi di tumore alla prostata, è importante instaurare un dialogo costruttivo con il proprio medico curante. Ecco alcune domande da porre.

  • La condizione del caregiver

    Chi assiste il malato oncologico spesso è un familiare o un amico, impreparato dal punto di vista medico e preoccupato di sbagliare. Ecco come affrontare questo importante ruolo e come evitare lo stress e la depressione.

  • Il ciclismo e la prostata

    Andare in bicicletta può danneggiare la prostata? Esiste una correlazione tra ciclismo e tumore prostatico? Sulla base dei dati disponibili oggi, la risposta è no.

  • I benefici del consumo di pomodori

    Una revisione dei precedenti studi sul tema sembra confermare l’esistenza di una relazione tra consumo di pomodori e riduzione del rischio di tumore alla prostata, grazie alla presenza di una sostanza nota come licopene.

  • Consumo di latticini, cibi ricchi di calcio e prostata

    Il consumo eccessivo di latte, formaggi, yogurt e altri alimenti ricchi di calcio potrebbe influenzare l’incidenza e la mortalità per tumore alla prostata, ma non esistono ancora evidenze scientifiche universalmente riconosciute.

  • Il medico di Medicina Generale nella gestione del tumore alla prostata

    Come si inserisce il medico di Medicina generale nella gestione del paziente oncologico? Il suo ruolo è molto più complesso rispetto alla semplice prescrizione di farmaci ed esami e la vera sfida sarà quella di integrarlo nella Prostate Cancer Unit.

  • Le emozioni del paziente: dopo la diagnosi

    Esploriamo le diverse emozioni che una diagnosi di tumore alla prostata può scatenare nel paziente. Partiamo da una certezza: parlarne con gli altri è la strategia migliore per superare le emozioni negative.

  • Le domande da porre al medico: terapia

    Vi proponiamo una lista di domande da porre al medico curante per chiarire ogni dubbio sulle terapie a disposizione dei pazienti con tumore alla prostata.

 
 

Questo sito utilizza cookie di profilazione (propri o di altri siti) per inviarti pubblicitá in linea con le tue preferenze.

Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.

Se accedi a un qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all’uso dei cookie.

Ok