Ipertrofia prostatica benigna: una panoramica

Ipertrofia prostatica benigna: una panoramica

25 Novembre 2019

Ipertrofia prostatica benigna: di cosa parliamo? Quali sono i sintomi che caratterizzano questo disturbo? Quando è il caso di chiedere il parere di un medico? Quali sono i fattori di rischio? Esiste una correlazione con il cancro alla prostata?

ipb panoramica dettaglio

L’ipertrofia prostatica benigna (IPB) è una condizione comune che caratterizza gli uomini nella fase dell’invecchiamento. L’IPB è un fenomeno legato all’invecchiamento che colpisce il 5-10% degli uomini di 40 anni di età, ma la percentuale sale all'80% degli uomini con un’età compresa tra i 70 e gli 80 anni e al 90% all’età di 85 anni. La condizione diventa sintomatica e costituisce effettivamente un disturbo nella metà di questi soggetti ed è nelle situazioni in cui i sintomi diventano fastidiosi che il trattamento si rende necessario.

 

Sostanzialmente si tratta dell’ingrossamento della ghiandola prostatica che può causare fastidiosi sintomi urinari, ostruendo la fuoriuscita dell'urina dalla vescica, e avere ripercussioni sulla vescica stessa, sulle vie urinarie o sui reni. Si tratta di una crescita di tipo benigno che implica una pressione sui tessuti circostanti senza infiltrarli. Ma se da un lato la condizione di IPB non aumenta il rischio di contrarre il cancro alla prostata o di avere problemi sessuali, questa può influire in modo significativo sulla qualità della vita, in particolare causando problemi di minzione fastidiosi e imbarazzanti.

 

Ipertrofia prostatica benigna: di cosa parliamo?

La condizione di ipertrofia si verifica quando sia le cellule stromali sia quelle epiteliali della prostata - nella zona di transizione dell’urina dalla vescica verso l’esterno - proliferano a causa di processi che si pensa siano influenzati dalla presenza di infiammazione e da cambiamenti nella concentrazione di ormoni sessuali, causando l'ingrossamento della prostata.

Nella maggior parte degli uomini la prostata protrae la sua crescita per tutta la vita, per fare un esempio concreto, invecchiando, la prostata può crescere e passare dalle dimensioni di una noce a circa le dimensioni di un limone. Per questo motivo, in molti soggetti, la continua crescita fa sì che la prostata si ingrandisca abbastanza da causare sintomi urinari o bloccare il flusso di urina.

 

La ghiandola prostatica si trova posizionata sotto la vescica. Se pensiamo che l’uretra, ovvero il tubo che trasporta l'urina dalla vescica fuori dal pene, passa attraverso il centro della prostata è facile comprendere come quando la ghiandola prostatica si ingrandisce questo possa iniziare a bloccare il flusso di urina. Ad esempio, in caso di ingrossamento della ghiandola prostatica potrebbero verificarsi problemi ad iniziare a urinare, continuare a urinare o avere la sensazione di non avere completamente svuotato la vescica. L'urina che non viene espulsa e si accumula nella vescica, in effetti, può aumentare il rischio di infezione, il che a sua volta può rendere doloroso urinare e provocare la continua sensazione di dover andare in bagno e potenzialmente la perdita di controllo della vescica. A loro volta le infezioni del tratto urinario (o della vescica) possono anche portare a un'infezione renale.

 

Quali sono i sintomi che caratterizzano l’ipertrofia prostatica benigna?

 

La gravità dei sintomi nelle persone che presentano un ingrossamento della ghiandola della prostata varia da soggetto a soggetto, la maggior parte dei casi di IPB sono accomunati dalla presenza di sintomi che tendono a peggiorare gradualmente nel tempo, ma in alcuni casi possono anche stabilizzarsi e migliorare.


I segni e i sintomi comuni di questa condizione includono:

  • - Frequente o urgente necessità di urinare
  • - Aumento della frequenza di minzione durante la notte (nicturia)
  • - Difficoltà a iniziare la minzione
  • - Flusso di urina debole o flusso che si arresta e si avvia
  • - Sgocciolamento terminale ovvero alla fine della minzione
  • - Incapacità di svuotare completamente la vescica

 

Tra i segni e i sintomi meno comuni troviamo:

  • - Infezione del tratto urinario
  • - Incapacità di urinare
  • - Sangue nelle urine

 

A determinare i sintomi urinari, simili a quelli causati dalla prostata ingrossata, tuttavia possono intervenire altre cause come la presenza di:

  • - Infezione del tratto urinario
  • - Infiammazione della prostata (prostatite)
  • - Restringimento dell'uretra (stenosi uretrale)
  • - Cicatrici sul collo della vescica a seguito di un precedente intervento chirurgico
  • - Calcoli alla vescica o ai reni
  • - Problemi con i nervi che controllano la vescica
  • - Cancro alla prostata o alla vescica

 

Quando è il caso di sentire il parere di un medico?

 

Tutte le volte che si verificano problemi urinari è il caso di discuterli con il proprio medico, perché se non inquadrati e trattati potrebbero portare all'ostruzione delle vie urinarie. È fondamentale rivolgersi al proprio medico immediatamente se non si riesce ad urinare, ma anche quando i sintomi urinari non sono eccessivamente fastidiosi è importante identificare o escludere cause sottostanti.

 

È bene ricordare che non sono le dimensioni della prostata ingrossata a determinare necessariamente la gravità dei sintomi. In altre parole una ghiandola prostatica di piccole dimensioni può provocare sintomi ostruttivi molto più gravi di una prostata che ha raggiunto dimensioni maggiori. I sintomi infatti sono l’effetto di due componenti: da un lato c’è la componente statica, ovvero le dimensioni della ghiandola, dall’altro gli aspetti dinamici, legati ad un indebolimento del tono della muscolatura liscia del collo vescicale, della prostata e della sua capsula.

 

I sintomi come abbiamo visto possono essere ostruttivi (con conseguente ostruzione urinaria, flusso debole, svuotamento parziale o prolungato) o irritativi (frequenza e urgenza urinaria, incontinenza e volumi ridotti di svuotamento) o possono disturbare il paziente dopo la minzione (ad esempio, perdite post minzione o svuotamento incompleto). I pazienti con sintomi a carico del tratto urinario possono essere sottoposti a diversi test diagnostici prima di ricevere una diagnosi di IPB. Le opzioni di trattamento per gli uomini sono in genere funzione delle gravità dei sintomi, per la maggior parte dei pazienti, il punto di partenza del percorso terapeutico sarà dettato dai sintomi e dal grado di fastidio che prova. Se i sintomi sono lievi, di solito non c’è bisogno di un trattamento immediato, ma di regolari controlli alla prostata. Si propende dunque verso l’approccio di monitoraggio vigile, durante il quale probabilmente è anche consigliato di apportare modifiche allo stile di vita, come ad esempio:

  • - Ridurre il consumo di alcol, caffeina e bevande gassate
  • - imitare l'assunzione di dolcificanti artificiali
  • - Fare esercizio fisico regolare
  • - Bere di meno la sera
  •  

Solitamente la chirurgia è raccomandata solo in presenza di sintomi da moderati a gravi di IPB che non hanno risposto ai farmaci.

 

Ipertrofia prostatica benigna: i fattori di rischio

 

Età. L'ingrossamento della ghiandola prostatica raramente causa segni e sintomi negli uomini di età inferiore ai 40 anni. Circa un terzo degli uomini manifesta sintomi da moderati a severi entro i 60 anni e circa la metà entro l'età di 80 anni.

 

Storia familiare. Avere un padre o un fratello con problemi alla prostata significa che aumentano le probabilità di avere problemi.

 

Diabete e malattie cardiache. Diversi studi dimostrano che il diabete, così come le malattie cardiache e l'uso di beta-bloccanti, potrebbero aumentare il rischio di IPB.

Stile di vita. L'obesità aumenta il rischio di IPB, mentre l'esercizio fisico può ridurre il rischio.

 

Ipertrofia prostatica benigna: quali sono le complicazioni a cui si va incontro?

 

Improvvisa incapacità di urinare (ritenzione urinaria). Nelle condizioni più estreme potrebbe essere necessario l’inserimento di un catetere nella vescica per drenare l'urina. Per alcuni uomini che presentano una prostata ingrossata l’intervento chirurgico potrebbe essere la soluzione adeguata per alleviare la ritenzione urinaria.

 

Infezioni del tratto urinario. L'incapacità di svuotare completamente la vescica può aumentare il rischio di infezione del tratto urinario. Se le infezioni si verificano frequentemente, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico per rimuovere parte della prostata.

 

Calcoli alla vescica. Anche questi sono generalmente causati dall'incapacità di svuotare completamente la vescica e la loro presenza può causare infezioni, irritazione della vescica, sangue nelle urine e ostruzione del flusso urinario.

 

Danno alla vescica. Una vescica che non è stata completamente svuotata può perdere elasticità e indebolirsi nel tempo. Di conseguenza le pareti muscolare della vescica potrebbero non contrarsi più correttamente, rendendo più difficile svuotare completamente la vescica.

 

Danno renale. La pressione nella vescica causata dalla ritenzione urinaria può danneggiare direttamente i reni o consentire alle infezioni che possono svilupparsi nella vescica di raggiungere i reni.

Fonte:

Mayo Clinic. Benign prostatic hyperplasia (BPH) (Ultimo accesso 15 Luglio 2019).

 

Harvard Medical School. The growing problem of an enlarged prostate gland [link to ] (Ultimo accesso 15 Luglio 2019).

 

Società Italiana di Urologia (SIU). Iperplasia Prostatica Benigna (Ultimo accesso 14 Luglio 2019).

 

John Hopkis School of Medicine. Benign prostatic hyperplasia (Ultimo accesso 15 Luglio 2019).

 

National Healt Sistem UK. Prostate enlargement (Ultimo accesso 14 Luglio 2019).

 
 

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