Incontinenza urinaria e disturbi della minzione

Incontinenza urinaria e disturbi della minzione

28 Aprile 2016

Cosa sono i disturbi della minzione e quali i sintomi che li caratterizzano? Proviamo a guardarli da vicino.

Tomografo ad emissione di positroniL’incontinenza urinaria non è una malattia, ma è il sintomo di un problema a carico del tratto urinario.

 

Come funziona la vescica?

 

La vescica è un organo muscolare cavo posto nel bacino che funziona come un vero e proprio serbatoio.
L’urina prodotta dai reni viene convogliata verso la vescica passando attraverso dei condotti chiamati ureteri.

 

Quando la vescica raggiunge la sua capacità alcuni recettori nervosi collocati nella parete vescicale inviano dei segnali al cervello per stimolare l’esigenza di urinare.
Durante la minzione, l’urina passa attraverso l’uretra, ovvero il segmento finale dell’apparato urogenitale, verso l’esterno.
A regolare la fuoriuscita dell’urina è lo sfintere urinario interno: quando il cervello invia lo stimolo ad urinare, le pareti della vescica si contraggono, lo sfintere si rilassa e l’urina viene espulsa.

 

La quantità di urina prodotta dall’organismo può variare in base all’età, al sesso, al tipo di alimentazione, alla quantità di liquidi consumati attraverso la respirazione e il sudore, all’utilizzo di farmaci che possono alterarne la produzione e a molti altri fattori.

 

Cosa è l’incontinenza urinaria e quali sono le possibili cause?

 

Si definisce incontinenza urinaria l’incapacità di controllare e di trattenere l’urina.
Questo fenomeno si verifica quando la vescica, che è un sacco muscolare elastico, si indebolisce, determinando la perdita incontrollabile di urina.
L’incontinenza può essere, inoltre, la conseguenza della contrazione improvvisa o troppo rapida della vescica (la cosiddetta OAB, Over Active Bladder o vescica iperattiva), oppure del fatto che la vescica non riesce a svuotarsi correttamente.
Un’ulteriore causa può essere identificata nella presenza di ostruzioni a livello dell’uretra, per cui l’urina si accumula e sgocciola progressivamente all’esterno.

 

Anche l’ingrossamento della prostata, in particolare, determina una importante ostruzione: la prostata si allarga e comprime l’uretra, bloccando il passaggio dell’urina ed irritando così le pareti della vescica, che perde elasticità. Anche se i problemi alla prostata non necessariamente causano incontinenza, possono comunque aumentare la frequenza della minzione e renderla dolorosa.

 

Infine, l’incontinenza urinaria può insorgere anche in seguito ad interventi chirurgici, soprattutto nel caso di operazioni alla prostata.

 

Incontinenza urinaria e disturbi della minzione

 

I disturbi della minzione possono essere di vari tipi e spesso vengono sottovalutati, tuttavia possono rappresentare un primo sintomo di incontinenza urinaria e dovrebbero essere sempre riferiti al medico curante.
Esistono disturbi della minzione irritativi e ostruttivi.

 

Tra i disturbi cosiddetti irritativi vanno segnalati:

 

  • nicturia, lo stimolo ad urinare che si verifica più volte durante le ore notturne;
  • pollachiuria, la necessità di urinare con frequenza durante il giorno;
  • stranguria, la comparsa di dolore associato alla minzione;
  • urgenza minzionale, l’incontenibile necessità di urinare all’improvviso.

 

I disturbi ostruttivi, invece, comprendono:

 

  • anuria, la totale assenza di minzione nell’arco delle 24 ore;
  • esitazione minzionale, la difficoltà di iniziare a urinare, seppure in presenza di uno stimolo;
  • gocciolamento post-minzionale, la perdita di piccole quantità di urina subito dopo aver urinato, che spesso indica la presenza di urine residue nell’uretra;
  • mitto intermittente, il flusso urinario irregolare ed esitante, sintomo della incapacità di svuotare la vescica in un unico tempo;
  • mitto ipovalido, la riduzione della forza del getto urinario;
  • oliguria, la diuresi ridotta (produzione inferiore a 1 litro in 24 ore);
  • ritenzione urinaria e sensazione di incompleto svuotamento della vescica;
  • sforzo minzionale, la necessità di sforzare i muscoli vescicali per iniziare o completare il processo di secrezione dell’urina;
  • tenesmo vescicale, l’urgente stimolo a urinare seguito dalla sensazione di incompleto svuotamento e da un dolore localizzato.

 

Incontinenza urinaria: classificazione dei diversi tipi

 

La medicina classifica l’incontinenza urinaria in diverse tipologie:

 

  • incontinenza da stress o da pressione, ovvero la disfunzione urinaria che si verifica in seguito ad un movimento fisico che aumenta la pressione interna all’addome (per esempio in seguito ad uno starnuto, ad un colpo di tosse, ad uno sforzo o un movimento brusco);
  • incontinenza da urgenza, quando lo stimolo a urinare diventa incontrollabile e la vescica si svuota all’improvviso, senza controllo;
  • incontinenza mista, la combinazione dell’incontinenza da stress e da urgenza;
  • incontinenza da iperflusso, legata a piccole perdite di urina e causata da ostruzioni del flusso urinario;
  • incontinenza funzionale, dovuta a cause esterne e in special modo all’incapacità del soggetto a raggiungere il bagno, a causa di problemi motori e/o mentali;
  • incontinenza da sovradistensione, quando la vescica si riempie troppo e non riesce a contrarsi a sufficienza per lasciar fuoriuscire il flusso urinario;
  • incontinenza riflessa, causata dall’interruzione della trasmissione degli stimoli nervosi che coordinano lo svuotamento della vescica, spesso è legata alla compromissione di funzioni neurologiche;
  • incontinenza acuta, spesso associata a infezioni o patologie, nella maggior parte dei casi è curabile;
  • incontinenza cronica, in presenza di un’ostruzione cronica allo svuotamento, che si verifica spesso nel caso di ipertrofia prostatica.
 
 

Potrebbe interessarti anche...

  • Differenze tra prostatite e tumore alla prostata

    La prostatite è un’infiammazione che provoca sintomi simili a quelli del tumore alla prostata: alcuni consigli per riconoscere i sintomi e alleviare il dolore.

  • L’equipe al servizio del paziente

    Il tumore alla prostata richiede un approccio multidisciplinare, mantenendo al centro l’interesse e la specificità del paziente. Approfondiamo il ruolo e le competenze delle varie figure cliniche coinvolte nella cura.

  • La terapia di supporto in Oncologia

    Esistono una serie di terapie adiuvanti che sostengono il paziente e i suoi familiari nel difficile percorso della malattia. Questi interventi, gestiti da specialisti, sono parte integrante della cura in Oncologia.

  • Le emozioni del paziente: dopo la diagnosi

    Esploriamo le diverse emozioni che una diagnosi di tumore alla prostata può scatenare nel paziente. Partiamo da una certezza: parlarne con gli altri è la strategia migliore per superare le emozioni negative.

  • Le domande da porre al medico: la fatigue

    La fatigue è una condizione diffusa tra i malati oncologici, ma le cause e i sintomi possono variare notevolmente da caso a caso. Suggeriamo ora alcune domande da porre al medico per affrontarla.

  • Tumore alla prostata: gradi e severità

    Esistono vari tipi di tumore alla prostata e la loro classificazione è il frutto di diversi esami e valutazioni cliniche. Una panoramica su stadiazione e grading.

  • Biopsia della prostata: domande e risposte

    La biopsia è un esame necessario per diagnosticare il tumore alla prostata. Rispondiamo alle domande più frequenti dei pazienti, per spiegare in cosa consiste e come si svolge.

  • Il medico di Medicina Generale nella gestione del tumore alla prostata

    Come si inserisce il medico di Medicina generale nella gestione del paziente oncologico? Il suo ruolo è molto più complesso rispetto alla semplice prescrizione di farmaci ed esami e la vera sfida sarà quella di integrarlo nella Prostate Cancer Unit.

  • I tumori in Italia: sopravvivenza, aspettativa e qualità di vita

    Migliore sopravvivenza, maggiore aspettativa e migliore qualità di vita dopo la diagnosi: le sfide vinte e quelle a venire dell’oncologia italiana, sulla base dei dati del “Rapporto AIRTUM 2016 sulla sopravvivenza dei pazienti oncologici in Italia”.

  • Risonanza magnetica per lo screening del cancro della prostata

    L’uso della risonanza magnetica potrebbe cambiare i protocolli di screening per il cancro della prostata. Vediamo i dati presentati a Londra in occasione della 32 conferenza della European Association of Urology (EAU).

 
 

Questo sito utilizza cookie di profilazione (propri o di altri siti) per inviarti pubblicitá in linea con le tue preferenze.

Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.

Se accedi a un qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all’uso dei cookie.

Ok