Fatigue e tumore alla prostata

Informati

Fatigue e tumore alla prostata

17 Gennaio 2020

Che cosa è la fatigue? Perché e in che modo il problema può riguardare me? Quanto dura questo disturbo e quanto può essere invalidante? Quali sono le cose da discutere con il proprio medico?

Consumo alcol e rischio cancro prostata

Che cosa è la fatigue?
Uno dei sintomi più comuni che il paziente con tumore alla prostata si trova ad affrontare è la fatigue. Alcune semplici attività della vita quotidiana come cucinare, pulire e fare la spesa possono essere difficili da affrontare, allo stesso modo uscire con gli amici o avere una vita sociale possono sembrare estremamente faticoso o scoraggiante. Circa tre uomini su quattro con carcinoma prostatico (74 per cento) potranno sperimentare questo tipo di stanchezza ad un certo punto della malattia o del suo trattamento. La fatigue è definita come la sensazione fisica di stanchezza, debolezza e mancanza di energia, può essere sia dovuta alla malattia sia alle terapie in atto, ed è molto diversa dall'affaticamento che generalmente le persone sperimentano e che può essere superato con il giusto riposo. La fatigue correlata al cancro ha un impatto fisico sul paziente che la sperimenta, ma può avere anche un impatto enorme sul piano mentale ed emotivo.

 

Fatigue e cancro alla prostata: in che modo il problema può riguardare me?
Non riuscire a fare cose che normalmente diamo per scontate come vestirsi, fare la doccia o cucinare, frequentare amici e familiari, dormire (a causa dell’insonnia), essere concentrati, ricordare le cose, comprendere nuove informazioni e prendere decisioni può influire sul proprio umore. Tristezza, ansia e depressione potrebbero affacciarsi all’orizzonte ed avere conseguenze negative sulle proprie relazioni. Anche il senso di maggiore dipendenza dagli altri potrebbe rivelarsi frustrante, così come le difficoltà lavorative o sessuali. La fatigue può essere, quindi, un sintomo importante da non sottovalutare che accompagna l’esperienza di malattia, nel caso di un tumore alla prostata, ed è talvolta uno degli aspetti più difficili da gestire, soprattutto se si è abituati ad essere attivi. Dal momento che la fatigue può influire sulla propria capacità di concentrazione, potrebbero esserci delle difficoltà anche nel colloquio con il proprio medico, nel comprendere nuove informazioni sulla propria malattia o perfino nel prendere decisioni riguardo al proprio trattamento. Nella relazione medico-paziente è importante concedersi il giusto tempo per assicurarsi di avere compreso e metabolizzato tutte le informazioni necessarie prima di prendere qualsiasi decisione importante, ma è altrettanto fondamentale avere le energie e la lucidità per farlo.

 

Da cosa dipende la fatigue?
Non sono note le cause per la quali gli uomini con carcinoma della prostata possono provare questa sensazione di affaticamento. È probabile che a determinare la fatigue concorrano diverse cause, prima fra tutte il tumore alla prostata stesso, che, impedendo alle cellule del corpo il normale funzionamento, possa cambiare il modo in cui il corpo consuma energia, causando affaticamento. Anche le terapie per il cancro alla prostata hanno un peso, alcune possono, infatti, causare affaticamento. La costante condizione di preoccupazione legata alla diagnosi di cancro o alle cure, che vive un paziente con questa patologia è di per sé stressante: sentirsi stressati o preoccupati o depressi può causare affaticamento. Allo stesso modo possono contribuire all’affaticamento anche alcuni sintomi come l’anemia o il dolore o la mancanza di sonno, oppure altre malattie concomitanti, come malattie renali o reumatologiche, ad esempio l’artrite.

 

Come affrontare la fatigue?
Sono diversi i fattori che possono causare la fatigue, motivo per cui non esiste un trattamento valido per ogni situazione. Ma ci sono molti piccoli e semplici cambiamenti che è possibile apportare alla propria quotidianità per migliorare o gestire la fatica.
Il riposo può essere di supporto, ma trascorrere troppo tempo fermi seduti o a letto può essere controproducente. È molto importante riuscire a bilanciare periodi di riposo con periodi di attività, scegliendo con cura le cose che ci fanno stare meglio: una breve passeggiata, una visita ad un amico, un appuntamento dal barbiere. Può sembrare paradossale, ma praticare un’attività fisica è di aiuto e contribuisce sostanzialmente ad aumentare i propri livelli di energia. Bastano semplici attività, anche una semplice camminata: inizia a camminare per dieci minuti per poi aumentare la quantità e / o l'intensità ogni giorno. Alterna brevi riposi, anche un pisolino di mezz’ora, al movimento. Nei momenti di maggiore stanchezza è importante chiedere aiuto agli altri, anche quando si è abituati a essere indipendenti: la famiglia o gli amici possono aiutarti nelle incombenze quotidiane come fare la spesa, pulire e cucinare quando ti senti troppo stanco. Anche l’alimentazione conta: segui una dieta sana ed equilibrata e bevi a sufficienza, per evitare la disidratazione e il senso di vertigini. Bere molti liquidi può migliorare i livelli di energia. Prova a bere circa 1,5 a 2 litri di acqua al giorno, meglio entro le due ore prima di andare a letto. Cerca di evitare bevande gassate, alcool e bevande che contengono caffeina (tè, caffè e cola), in quanto possono irritare la vescica e far urinare più spesso. Anche rimodulare il proprio rapporto con il tempo aiuta: meglio pianificare in anticipo le cose da fare e farle più lentamente, definendo prima quali sono le cose che sono più importanti per te. Tenere un diario per pianificare le proprie priorità e associarvi le proprie emozioni e i propri pensieri può essere di aiuto: scrivere un elenco di tutte le cose da fare; assegnare le priorità, mettendo in cima alla lista le cose che sono più importanti per te ogni giorno; ricordarsi di concedersi più tempo per arrivare a risultati che prima erano semplici e scontati, concedendosi le giuste e necessarie pause; ricordarsi che è possibile fare le cose in modo diverso, anche semplificandole per un po’.

 

Infine, è davvero importante sforzarsi di trovare ogni giorno il tempo per rilassarsi, ad esempio meditando, facendo esercizi di respirazione o ascoltando musica o un audiolibro, facendo piccoli lavori di giardinaggio. Può aiutare a gestire lo stress inevitabilmente correlato al fatto di seguire delle terapie per il trattamento del cancro e alla sensazione di affaticamento.

 

Avere cura della qualità del proprio sonno. Anche se come abbiamo detto questa condizione di fatica non migliora sempre quando si riposa, dormire bene può aiutare. Ecco qualche accorgimento: un piccolo spuntino prima di coricarsi - una banana, un paio di cracker, etc. - può essere di aiuto per non andare a dormire con una sensazione di fame che può disturbare il sonno. Bere molta acqua, ma meglio non consumare troppi liquidi nelle due ore che precedono il sonno, in modo da evitare di doversi alzare per urinare spesso durante la notte. Limitare il consumo di caffeina durante il giorno. Evitare il più possibile di guardare la TV o utilizzare dispositivi elettronici come il computer, il tablet o il telefono cellulare nei 30 minuti prima di andare a letto.

 

Soprattutto, quando i sintomi della fatigue hanno un impatto significativo sul proprio stato di benessere, è importante parlarne con il proprio oncologo o con il proprio medico di base: figure fondamentali per identificare i fattori che potrebbero peggiorare la stanchezza e come aiutarti a trovare modi per gestirla. Per aiutare il medico a capire in che modo la stanchezza influenza la tua quotidianità prova a definirla in modo da riuscire poi a raccontarla al tuo medico. Ad esempio prova a valutare il tuo livello di affaticamento assegnandogli un punteggio, in una scala da 0 a 10, oppure definendo quanto la fatica influisca sulla tua qualità di vita, provando a rispondere alle seguenti domande: quando è iniziata la fatica, quanto dura e cosa la migliora o peggiora? Quali sono i sintomi o gli effetti collaterali, come ad esempio il dolore, che stai vivendo associati al cancro o ai trattamenti? Quali farmaci assumi? Quali sono le tue abitudini legate al sonno e al riposo? Come sono cambiate e quali sono in generale le tue abitudini alimentari? Hai riscontrato variazioni dell'appetito o del peso? In che modo la fatica influisce sulle attività quotidiane e sullo stile di vita? In che modo la fatica influisce sulla capacità di lavorare? Sperimenti depressione, ansia o dolore?

Fonte:

Bagueley BJ, Bolam KA, Wright ORL, Skinner TL. The Effect of Nutrition Therapy and Exercise on Cancer-Related Fatigue and Quality of Life in Men with Prostate Cancer: A Systematic Review. Nutrients 2017: 9(9): pii. doi: 10.3390/nu9091003.

 

Campos C, Sotomayor P, Jerez D, et al. Exercise and prostate cancer: From basic science to clinical applications. Prostate 2018; 78(9): 639-645. doi: 10.1002/pros.23502.

 

National Cancer Institute.Fatigue (PDQ®) - Patient Version

 

Prostate Cancer UK.Living With Prostate Cancer: Fatigue

 

UCLA Health. Managing Fatigue or Tiredness

 

Cancer Research UK. What is cancer fatigue?

 

Mayo Clinic.Cancer fatigue: Why it occurs and how to cope

 
 

Potrebbe interessarti anche...

  • Gestire lo stress del malato oncologico

    Convivere con un tumore è fonte di profondo stress per il paziente: ecco alcuni consigli per migliorare la propria qualità di vita.

  • La terapia di supporto in Oncologia

    Esistono una serie di terapie adiuvanti che sostengono il paziente e i suoi familiari nel difficile percorso della malattia. Questi interventi, gestiti da specialisti, sono parte integrante della cura in Oncologia.

  • Le domande da porre al medico: la fatigue

    La fatigue è una condizione diffusa tra i malati oncologici, ma le cause e i sintomi possono variare notevolmente da caso a caso. Suggeriamo ora alcune domande da porre al medico per affrontarla.