Disturbi alimentari come conseguenza delle terapie e possibili rimedi

Disturbi alimentari come conseguenza delle terapie e possibili rimedi

25 Luglio 2018

Il malato oncologico spesso ha difficoltà a mangiare a causa degli effetti collaterali delle terapie. Esistono alcuni stratagemmi per migliorare il sapore e la consistenza dei cibi, che possono aiutarlo a ritrovare l’appetito.

I pazienti oncologici, a causa della malattia e degli effetti collaterali delle terapie, possono sperimentare alterazioni del gusto che cambiano il loro rapporto con il cibo. Alcuni, per esempio, riferiscono di non riuscire più a sentire i sapori, altri ancora diventano insofferenti a determinati alimenti o percepiscono troppo dolci, salati o persino “metallici” i gusti.
Altri disturbi comuni che possono alterare il rapporto con il cibo sono:

 

  • - perdita di appetito;
  • - cambiamenti nell’olfatto o nel gusto;
  • - nausea;
  • - vomito;
  • - secchezza della bocca;
  • - difficoltà a deglutire;
  • - costipazione;
  • - diarrea;
  • - fatigue
  • - rapido calo di peso o, al contrario, rapido aumento di peso.

 

Si tratta di sensazioni transitorie, ma che possono comunque modificare l’appetito e rendere più complessa la corretta alimentazione; non bisogna dimenticare che ogni persona, in relazione all’età, allo stile di vita e alle condizioni di salute, ha bisogno di un determinato apporto calorico, e ciò è ancora più importante per chi ha una neoplasia.

 

Per evitare problemi di malnutrizione e debilitare ulteriormente l’organismo già provato dal tumore, il consiglio è quello di sperimentare il più possibile alimenti diversi, o combinazioni di alimenti, per trovare cibi di proprio gradimento.
Bisognerebbe cercare di mangiare cibi sufficientemente calorici e proteici, che aiutano il processo di ricostruzione dei tessuti danneggiati dalle terapie per il cancro.
Un altro consiglio è quello di approfittare dei momenti in cui si ha maggiore appetito, anche se si tratta di orari non convenzionali, e di bere almeno due litri d’acqua al giorno.

 

Per rendere più appetitoso il cibo, può aiutare anche la presentazione: utilizzare ingredienti colorati, di consistenze diverse (morbidi, croccanti, teneri ecc.) e disposti in modo accattivante nel piatto può essere uno stratagemma vincente per ritrovare interesse per il cibo.
A volte è sufficiente aggiungere un ingrediente di sapore deciso per riuscire ad apprezzare di più determinati cibi: via libera allora a salse, erbe, spezie e condimenti come olio e aceto, oppure frutta secca tritata, formaggio grattugiato, salumi a cubetti, trito di aglio o cipolla.
In caso di rapida perdita di peso andrebbero preferiti alimenti molto calorici, consultandosi preventivamente con il proprio medico che fornirà consigli nutrizionali personalizzati.

 

Se il gusto è alterato da una sensazione persistente di cattivo sapore in bocca, solitamente metallico, si può provare a utilizzare caramelle o gomma da masticare prima dei pasti e preferire posate in legno o plastica alle tradizionali in acciaio. Andrebbero evitati anche gli alimenti in scatola, preferendo cibi freschi o conservati in vasetti di vetro.

 

Un altro effetto collaterale delle terapie antitumorali può essere la sensazione di secchezza delle fauci o xerostomia.
In questa condizione sono da evitare il più possibile cibi e bevande speziati, acidi e molto caldi, perché potrebbero irritare la bocca e peggiorare la secchezza.

 

Esistono, poi, casi in cui il paziente rifiuta il cibo perché lo percepisce troppo dolce e nauseabondo. Per ridurre la dolcezza si può provare ad insaporire le pietanze con l’aggiunta di una presa di sale oppure un poco di succo di limone.
Nel caso delle bevande, si possono diluire con acqua o latte, o addensare con aggiunta di yogurt naturale oppure polvere di caffè istantaneo.
I dessert e la frutta possono essere sostituiti con snack salati quali formaggi, soprattutto stagionati, noci, nocciole, arachidi e simili.

 

Può accadere che il sapore della carne risulti disgustoso e ci sia il rifiuto dei piatti a base di proteine animali. Si può provare allora a sostituire la carne con altri tipi di proteine, per esempio legumi, formaggi, uova o pesce.
In alternativa, si può cucinare la carne in combinazione con ingredienti che ne attenuino il sapore, quali salse, pasta, spezie, marinature, cotture particolari (nel latte, nel vino, con il sugo di pomodoro, affumicata), formaggi e così via

 

Prestare sempre particolare attenzione all’igiene durante la conservazione e la preparazione dei cibi, perché il rischio di contaminazione batterica può indebolire ulteriormente il sistema immunitario, già reso vulnerabile da alcuni trattamenti per la cura del tumore.

Fonte:

Eating Hints: Before, during, and after Cancer Treatment, National Cancer Institute, 2018

 

Muscaritoli M, Preziosa I, La nutrizione del malato oncologico, AIMaC, 2011

 
 

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