Caregiving: cercare di capire il punto di vista di chi soffre

Caregiving: cercare di capire il punto di vista di chi soffre

23 Gennaio 2020

Mettersi nei panni dell’altro: come comprendere cosa prova e vive chi ha un tumore? Quali strumenti scegliere per fornire il migliore supporto e le migliori cure all’altro? Proviamo a vederlo insieme.

Consumo alcol e rischio cancro prostata

Partiamo dalle definizioni, usiamo il termine caregiver per descrivere una persona che fornisce assistenza fisica ed emotiva, ma non professionale, a qualcuno che ha ricevuto una diagnosi di cancro. Il o la caregiver può essere un partner, un genitore, un figlio adulto o un amico intimo della persona ammalata di cancro.

 

Essere un caregiver spesso comporta l'assunzione di molte nuove, importanti responsabilità. Se sei un caregiver, sai già che questo ruolo può essere travolgente e stressante, ma per fortuna può anche essere molto gratificante. Prendersi cura di una persona che ha il cancro alla prostata è un'esperienza complessa, ma può essere anche davvero stimolante; potrebbe significare ad esempio la capacità di adattarsi a un nuovo stile di vita da scoprire assieme al proprio partner, al proprio padre, etc.

 

Proviamo a vedere insieme alcuni suggerimenti che possano aiutarti a fornire il miglior livello di supporto possibile, non solo per la persona amata, ma anche per voi. Il primo passo è basato sull’empatia: la capacità di mettersi nei panni dell’altro: come comprendere cosa prova e vive chi ha un tumore? Quali strumenti scegliere per fornire il migliore supporto e le migliori cure all’altro?

 

Quali strumenti scegliere per fornire il migliore supporto e le migliori cura all’altro?

 

Se ad una persona amata e cara è stato diagnosticato un cancro alla prostata, potresti avere difficoltà a trovare le parole giuste per confortarlo e il modo migliore per sostenerlo. Una diagnosi di cancro alla prostata potrebbe stravolgere la vostra vita e mettervi in crisi. Cosa è necessario e come puoi essere d'aiuto? Come puoi fornire il miglior supporto? Come aiutarlo a capire come funziona la malattia? Devo o non devo essere parte attiva nel programmare gli appuntamenti? Quali domande dovrei porre al medico? Sono tante le domande che sicuramente possono affollare i vostri pensieri, ma la verità è che la risposta non potrà mai essere univoca, ogni situazione ed ogni paziente, così come ogni caregiver troveranno le risposte più adatte allo specifico contesto di malattia e di vita.

 

Innanzitutto va detto che quella del caregiver è una posizione importante: il caregiver potreste essere la prima persona in grado di notare quando c’è qualcosa che non va; il primo a notare quando la persona amata non si sente bene, anche se non è disposto ad ammetterlo. Attenzione però potrebbe anche non accorgersene, in particolare se il malato sta vivendo sintomi come affaticamento o vertigini. Se noti qualcosa di strano o diverso dal solito non aver paura di porre domande delicatamente e, se necessario, di insistere.

 

Viva il buon esempio. Se l’obiettivo è cambiare stile di vita verso abitudini più salutari, la strada migliore è quella da percorrere insieme: stilate assieme la lista della spesa e il menù della settimana in modo che questo includa cibi freschi e sani, scegliendo ricette a basso contenuto di grassi e di sodio o rielaborando insieme in questa chiave i suoi piatti preferiti. Farà bene anche a voi per la vostra salute.

 

Quello del caregiver non è un compito da svolgere da soli, è davvero importante lavorare insieme alla persona malata e all’equipe medica ad un piano sanitario che funzioni per tutti.

 

Quella di essere presenti agli appuntamenti con il medico è una buona idea. I dati che arrivano dalla ricerca medico scientifica mostrano come le persone che affrontano il cancro potrebbero non essere in grado di registrare tutte le informazioni che ricevono durante la visita medica e perdere importanti dettagli sulle loro cure. Supporta la persona nell’ottenere quante più informazioni possibili durante gli appuntamenti con il medico. Anche in questo caso stilare insieme una lista di domande può essere utile per guidare le conversazioni con il medico.

 

Ecco alcune domande che potete scrivere per comprendere meglio la malattia, e poi porre al medico:
- Che tipo di cancro alla prostata ho?
- Che cos'è l'antigene prostatico specifico (PSA) e cosa significa?
- Cos'è un punteggio Gleason e cosa significa?
- Che cosa sono gli androgeni e quale ruolo giocano nel carcinoma della prostata?
- Dove posso trovare informazioni affidabili sulla malattia su Internet?
- Cosa succede quando la terapia non funziona?
- Cosa significa se i livelli di PSA aumentano?
- Come fare a sapere quando i livelli di PSA sono troppo alti o se aumentano troppo rapidamente?
- Esiste un trattamento che può ritardare la diffusione del cancro?
- Quali sono le opzioni di trattamento disponibili per il suo tipo di tumore? Quali sono i rischi e i benefici di ciascuno?
- Quale trattamento mi consiglia? Come funziona il trattamento?
- Quanto durerà il trattamento?
- Quali sono le possibilità che il trattamento scelto funzioni?
- Come capire se la cura sta funzionando?
- Quali le alternative qualora la terapia non funzionasse?
- In che modo il trattamento influenzerà la sua quotidianità?

Come caregiver devi essere in grado di riconoscere i tuoi punti di forza e di debolezza e questo significa essere capace di stabilire i limiti, capire quando c’è bisogno di una pausa, prenderti cura di te e sapere quando è necessario chiedere aiuto anche ad altre persone.

Fonte:

Prostate Cancer Foundation. For Caregivers

 

Cancer Care. For Caregivers: Copying with a Loved One’s Prostate Cancer

 

Cancer.Net. Caring for a Loved One

 

Cancer.Net. Introduction to Family Caregiving

 
 

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