Cancro alla prostata: comprendere e riconoscere le emozioni negative

Cancro alla prostata: comprendere e riconoscere le emozioni negative

1 Aprile 2019

Serve tempo per affrontare il carico emotivo che una diagnosi di tumore alla prostata porta con sé. Il primo passo per gestire al meglio le emozioni che vi travolgeranno è quello di raccogliere tutte le informazioni che riguardano la vostra malattia. Il successivo riconoscere i sintomi di un disagio a cui va prestata attenzione.

Un uomo anziano preoccupato

Gestire le emozioni

In generale, occorre tempo per affrontare il carico emotivo che una diagnosi di tumore porta con sé. Anche di fronte ad una prognosi favorevole, una diagnosi di cancro alla prostata richiedere una pausa, un momento in cui ci si ferma a riflettere su ciò che ci sta accadendo, su come e se si è pronti ad affrontare le diverse possibilità terapeutiche, su come si è reagito alle cure e su come tornare ad una quotidianità soddisfacente.

 

Spesso si tratta di un’esperienza che richiede la capacità di gettare uno sguardo al futuro che non era stato messo in conto. La diagnosi, infatti, di frequente arriva in un momento della vita in cui i pazienti stanno già affrontando passaggi importanti come quello del pensionamento, con ripercussioni che riguardano il piano della vita sessuale, toccando la sfera della mascolinità. Va ricordato, infatti, che le principali complicazioni dei trattamenti impiegati per la cura del tumore della prostata sono rappresentate dai problemi sessuali e dall’ incontinenza urinaria.

 

Le emozioni negative: come affrontare le paure legate alla sessualità?

I disturbi della sfera sessuale possono riguardare negativamente vari aspetti della sessualità – desiderio, eccitamento, orgasmo – e possono essere dovuti alla malattia, all’intervento chirurgico, alle terapie. Una valutazione preliminare delle aspettative di un paziente sessualmente attivo deve essere centrale nel dialogo con l’oncologo, che può supportare e accompagnare, a parità di prognosi, il paziente anche verso la scelta della terapia più adatta, tenendo conto del potenziale impatto psicologico e delle capacità del paziente di affrontarne gli effetti collaterali.

 

L’incontinenza urinaria è un altro aspetto che l’oncologo deve poter affrontare con il paziente suggerendogli strategie per gestire i sintomi, come ad esempio la rieducazione dei muscoli pelvici o la ginnastica vescicale. Questa altra possibile complicazione legata alle cure, che porta con sé una serie di difficoltà come il timore di perdere le urine e il fatto di dover utilizzare un catetere, può rendere più complicati sia la vita sessuale che i rapporti con gli altri. Il supporto verso il paziente serve a motivarlo anche a mantenere la propria vita sociale, nonostante le difficoltà.

 

Il primo passo per gestire al meglio le emozioni che vi travolgeranno è quello di raccogliere tutte le informazioni che possono esservi utili per una migliore comprensione della malattia e per fare le scelte terapeutiche alla quali siete maggiormente pronti. Fate un elenco delle domande da porre al vostro medico, su alcuni degli aspetti che potrebbero far parte della vostra vita, come la sessualità, la fatigue ,le terapie , perché conoscere significa capire ed imparare a non avere paura.

 

Accanto al colloquio con il medico, anche quello con il partner è fondamentale, perché questi cambiamenti possano entrare nella vita di coppia. In alcuni casi anche l’intervento dello psicologo può rappresentare una possibile risorsa.

 

Depressione, stress, ansia: attenzione anche ai campanelli di allarme fisici

La sofferenza può trovare diversi e inaspettati canali per esprimersi sia attraverso un disagio di tipo psicologico, con sintomi legati allo stress, all’ansia e alla depressione, sia attraverso il corpo, con sintomi di tipo somatico, come stanchezza, disturbi del sonno o mancanza di appetito.

 

Qualora questi sintomi si presentassero nelle persone che hanno vissuto un’esperienza di malattia oncologica e diventassero importanti, è fondamentale non sottovalutarli. Gli stessi sintomi fisici, di tipo somatico, possono talvolta essere l’espressione di un disturbo depressivo che rischia di non venire riconosciuto. Non bisogna, dunque, trascurare i sintomi fisici che si presentano nelle persone che hanno vissuto un’esperienza di malattia oncologica; questi problemi potrebbero essere infatti indicatori di un disturbo depressivo che, altrimenti, potrebbe non venire riconosciuto. È quanto suggeriscono i risultati di un recente studio pubblicato sulla rivista Journal of Affective Disorders che ha provato, in particolare, ad esaminare il valore dei singoli sintomi somatici e non somatici (tramite le scale di auto-segnalazione PHQ9 e HADS-D) nel tentativo di diagnosticare la depressione dopo il cancro. Lo studio ha coinvolto 279 pazienti, consultati fino a tre volte entro 9 mesi dalla prima presentazione con una diagnosi di cancro, per un totale di 558 contatti. Del totale, ben 176 contatti (31%) erano in uno stadio palliativo. Dall’analisi è emerso che la prevalenza della depressione maggiore era del 12,7%, ma il 29,6% del campione presentava depressione maggiore o minore (qualsiasi disturbo depressivo) secondo i criteri DSMIV modificati.

 

In sostanza, dalla ricerca è emerso chiaramente come tutti i sintomi della depressione erano significativamente più comuni nei pazienti con tumore depressi rispetto a quelli non depressi, indipendentemente dallo stadio del tumore. I sintomi diagnostici più accurati erano tutti di natura somatica, vale a dire problemi nel sonno – difficoltà ad addormentarsi, sonno irregolare o prolungato -, sensazione di stanchezza o mancanza di energia, scarso o eccessivo appetito, problemi nella concentrazione su attività semplici come, ad esempio, la lettura.

 

In particolare, l'insonnia è diventata un sintomo rappresentativo, capace anche da solo di essere strumento di screening per la depressione. Nel caso del disturbo depressivo maggiore, entrambi i sintomi somatici e non somatici sono risultati preziosi.

 

La maggior parte dei sintomi somatici hanno un peso significativo nella diagnosi di depressione nel contesto del cancro e quindi non dovrebbero essere omessi indiscriminatamente, nel confronto con il medico, anche nelle fasi palliative; un discorso analogo può essere fatto per i sintomi più tipicamente psicologici, come l’ansia e le emozioni che vanno condivise con l’oncologo se diventano troppo invasive.

Fonte:

American Cancer Society. Coping with Cancer (Ultimo accesso 20/02/2019).

 

American Cancer Society. Depression (Ultimo accesso 18/02/2019).

 

American Cancer Society. Anxiety, Fear, and Emotional Distress (Ultimo accesso 18/02/2019).

 

Mitchell AJ, Lord K, Symonds P. Which symptoms are indicative of DSMIV depression in cancer settings? An analysis of the diagnostic significance of somatic and non-somatic symptoms. Journal of Affective Disorders 2012; 138(1–2): 137-148. doi: 10.1016/j.jad.2011.11.009.

 

Associazione Italiana Malati di Cancro, parenti e amici AIMaC. Il cancro della prostata(Ultimo accesso 14 Febbraio 2019).

 

Associazione Italiana Malati di Cancro, parenti e amici AIMaC. Affrontare i principali effetti collaterali del trattamento per il cancro della prostata (Ultimo accesso 13 Febbraio 2019).

 
 

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