Atteggiamento mentale e tumore

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Atteggiamento mentale e tumore

10 Ottobre 2016

Mantenere un atteggiamento positivo nei confronti della vita può ridurre il rischio di tumore o influenzare gli esiti della malattia?

Atteggiamento mentale e tumoreScoprire di avere un tumore porta con sé una serie di preoccupazioni ed emozioni difficili da catalogare e talvolta in contrasto tra loro. Riconoscerle è il primo passo per imparare ad accettare la nuova condizione di malato ed affrontare il percorso di cura, come abbiamo già discusso in un precedente approfondimento.

 

Non esistono evidenze scientifiche a supporto dell’idea che mantenere un atteggiamento positivo nei confronti della vita possa ridurre il rischio di tumore o garantire maggiori speranze di sopravvivenza. Tuttavia, alcune strategie, come ad esempio i gruppi di aiuto, le terapie psicologiche e le tecniche di rilassamento, potrebbero contribuire a ridurre la sofferenza del paziente e favorire un atteggiamento ottimistico, non rassegnato ma combattivo.

 

La convinzione popolare secondo cui alcune personalità sarebbero più predisposte di altre a sviluppare un tumore, si è rivelata assolutamente infondata. Ma esistono prove concrete del fatto che un atteggiamento positivo possa influenzare in qualche modo il decorso della malattia?
Le persone con il cancro e i loro familiari spesso si sentono costrette a fingersi ottimiste, e tendono a soffocare emozioni negative come il senso di colpa, la paura, l’ansia e lo sconforto, che, invece, sono manifestazioni importanti e “sane” della tristezza, poiché aiutano ad affrontare la malattia. Nascondere queste emozioni o non parlarne con gli altri può isolare ancora di più il malato e perfino aggravare la sua infelicità fino a trasformarla in depressione.

 

La letteratura scientifica ha provato a indagare il rapporto tra la condizione emotiva e l’evolversi del tumore, ma, sulla base delle informazioni che abbiamo riguardo all’eziologia della malattia, non sembra esserci alcun legame di causa ed effetto tra le emozioni e la crescita del tumore.
La psicoterapia, i gruppi di aiuto e le tecniche di rilassamento, allo stesso modo, non avrebbero alcuna influenza sul tumore e i suoi esiti, ma aiuterebbero ad attenuare la tensione, lo stress, l’ansia e la stanchezza del paziente, contribuendo a ridurre il rischio di depressione.

 

Le emozioni e gli stati d’animo possono cambiare di giorno in giorno e perfino più volte nell’arco della stessa giornata; capire che questi cambiamenti sono del tutto normali aiuta ad adattarsi alla diagnosi e ad andare avanti con la propria vita. Spesso questa consapevolezza non può essere raggiunta da soli, ma con l’aiuto di altre persone (amici, familiari, colleghi, ma anche, se necessario, psicoterapeuti).

 

Non esiste, dunque, alcuna prova scientifica del fatto che un atteggiamento positivo possa giovare al tumore o aumentare la speranza di sopravvivenza del paziente. Eppure, mantenere un atteggiamento positivo aiuta a migliorare la qualità di vita del paziente durante l’iter di cura, a dedicarsi ai propri interessi, a frequentare parenti e amici e a trovare la forza per affrontare la malattia.
Questo è ancora più evidente nei casi di tumore in stadio avanzato o in fase terminale: ci si può arrendere e subire passivamente la malattia, oppure impiegare il tempo che rimane per riflettere sulla propria esistenza, ritrovare la fede, avvicinarsi a familiari e amici, provare esperienze mai fatte prima e molto altro ancora.

 

Ecco, dunque, alcuni consigli per provare a mantenere un atteggiamento positivo dopo una diagnosi tumorale:

 

  • cercare di restare attivi e tenersi impegnati;
  • dedicare del tempo alle amicizie e alle persone (familiari, colleghi, conoscenti) che ci fanno stare bene;
  • dedicare del tempo ai propri interessi;
  • a fine giornata, ripensare a cosa ci ha fatto stare bene e a cosa ci ha reso felici;
  • rallentare, nel senso di dedicare tempo a riflettere, rilassarsi e recuperare le energie;
  • delegare, ovvero chiedere aiuto per le incombenze quotidiane e accettare l’aiuto che viene offerto dagli altri;
  • partecipare ad un gruppo di aiuto e, in ogni caso, parlare con altre persone della propria esperienza, oltre che delle emozioni e delle paure che ne derivano;
  • prendere in considerazione l’idea di rivolgersi ad uno specialista per ottenere un consulto professionale e un parere obiettivo;
  • informarsi il più possibile sulla malattia, i possibili effetti collaterali, il decorso, le speranze di guarigione etc., in modo da prendere decisioni consapevoli e prevedere i vari scenari in anticipo, agendo di conseguenza;
  • credere di poter avere un influenza sulla propria qualità di vita, nonostante il tumore;
  • ascoltare il proprio istinto, perché nessuno può conoscere i propri bisogni e le proprie esigenze meglio di ciascuno di noi.

 

Anche se non esiste alcuna evidenza di un legame tra le emozioni e l’evoluzione del cancro, è importante per il paziente focalizzarsi su cosa è possibile fare rispetto a ciò che non si può fare: noi possiamo scegliere l’atteggiamento con cui affrontare questa battaglia.

Fonte: American Cancer Society, Attitudes and Cancer, 2014

Boyles S, Positive Attitude Doesn’t Whip Cancer? WebMD 2007

Coyne JC, Stefanek M, Palmer SC, Psychotherapy and survival in cancer: the conflict between hope and evidence, Psychol Bull. 2007; 133:367-394.

Moynihan T, Cancer treatment myths: Any truth to these common beliefs?, Mayo Clinic, 5 Maggio 2014

Can A Positive Attitude Help Beat Cancer?, Cigna Behavioural, 5 Agosto 2016

Attitude, Cancer Recovery Foundation, 2015

 
 

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